Venezia

  • Venezia ombelico del mondo
  • Venezia digitale
  • Venezia città dell’innovazione

Ad Ottobre vi aspettiamo. I motori li abbiamo accesi oggi!

Annunci

Roma ladrona

clipped from www.corriere.it

Berlusconi e Tremonti (Insidefoto)
Berlusconi e Tremonti (Insidefoto)

ROMA – Il Cipe di buon mat­tino, con il via libera al piano di investimenti della Sicilia. Poi a seguire il Consiglio dei ministri con il decreto bis per correggere al volo le norme del provvedimento anticrisi, che sarà approvato questa sera stessa dal Senato con un voto di fiducia, e soprattutto la pri­ma discussione del nuovo pia­no decennale per il Sud, con la riedizione della Cassa per il Mezzogiorno, annunciato giovedì da Silvio Berlusconi. Sarà un’ultima giornata di lavoro as­sai impegnativa quella che at­tende venerdì il governo prima della pausa estiva. Anche per­ché il Consiglio dei ministri do­vrebbe avere una ‘coda’ sera­le, non appena il decreto sarà approvato dal Senato, per vara­re formalmente le modifiche.

blog it

La memoria degli italiani viene cancellata giorno dopo giorno.

Viral wedding

L’altro giorno quando ho visto girare questo video sui vari SN, mi ero insospettito sulla buona qualità e sull’originalità legata, non a caso, al ritmo della canzone. Mi insospettiva, però,  il canale di Youtube gestito da questo fantomatico TheKheinz. Un solo video caricato e nessuna descrizione.

Leggendo TechCrunch di oggi, ecco che il viral ben congeniato, si scopre sia servito a portare una canzone di quasi un anno fa, ai vertici delle classifiche. Si tratta infatti di Forever di Chris Brown che ora spopola su Amazon e Itunes Store e, soprattutto, vende alla grande in piena estate.

Ad oggi, 12 milioni di view sul tubo. Complimenti.

I have a dream

Oggi è una giornata calda, ma un po’ particolare. Prima di pranzo ho realizzato un intervista a Fabio Fregi responsabile Public Sector di Microsoft, che spero di mettere in linea molto presto. A pranzo mi son confrontato con un paio di guru dello sviluppo applicativo 2.0 (pensate un po’:  praticano il web sociale ma non i blog).

Bene, tutto ciò mi ha scatenato delle visioni che partono da una serie di considerazioni:

  • Scrivere applicazioni che ripropongano sul digitale i diabolici e schizzofrenici processi della vita reale è tempo e denaro sprecato;
  • Pensare che l’infrastruttura e i servizi possano supportare da soli l’innovazione, è pura follia;
  • Delegare le visioni, e la scelta dei paradigmi vincenti, alle multinazionali ICT denota sterilità culturale e scarso presidio sociale;
  • Pensare che l’user empowerment possa sostituire il preciso obbligo di acculturare digitalmente la società, è una vera vigliaccata;
  • La mancanza di normative semplici e soprattutto rispettose della pluralità dei soggetti che si muovono sul digitale, denota arretratezza e becero opportunismo;

Detto questo, il sogno si concretizza con una visione che potrebbe realizzarsi a breve.

servizi

Quando le aziende produrranno widget e non applicazioni. Quando gli utenti saranno TUTTI in grado di aggregare servizi su qualsiasi palinsesto. Quando esisterà una normativa chiara che permetterà di federare identità certificate. Quando le multinazionali ICT offriranno soluzioni e non prodotti. Quando il cloud sarà l’unico scenario dove deployare le soluzioni. Quando la proprietà intellettuale non sarà una rendita…………..

allora tutto quello che andiamo predicando sarà ECONOMIA DELLA CONOSCENZA.

Sarà anche il caldo

In questi giorni c’è ben poco da leggere sul web. Con questo caldo anche i blogger si riposano sotto l’ombrellone.

Ieri sera mi sono imbattuto su un aggregatore americano e in particolare su questa foto. Sembra vera. Sarà vera? E’ l’estratto di un quotidiano. Sarà cazzeggio? Bho!

La notizia è terribilmente comica…..e forse associabile al caldo estivo.

Google: frenata sul BES

L’annuncio di oggi, un po’ mi irrita.

Vabbè, direte, sono affari tuoi. Ma stavo appunto ultimando un progetto con l’ausilio delle Gapps premier e il supporto BES (BlackBerry Enterprise Server) che arriva mi arriva un indesiderato delay alert:

We wanted to share a quick update regarding the Google Apps Connector for BlackBerry Enterprise Server, which we pre-announced in May. We’ve been working hard to make this feature publicly available in Google Apps Premier Edition and Education Edition, and a significant number of our customers have been actively using and testing the Apps Connector over the last several months. The feature is very close to being ready for prime time, and as we move toward the finish line it’s looking like the Apps Connector will be launched in August, not July as previously hoped.
We’re sorry for this delay. We know many of you are excited about this integration with BlackBerry Enterprise Server, and we appreciate your patience as we as we continue to test and finalize over the next few weeks.
Posted by Raju Gulabani, Product Management Director

blog it

Al giorno d’oggi, queste applicazioni tanto enfatizzate come “enterprise” e core business del cloud di Google non possono prescindere da una corretta gestione centralizzata della messaggeria sincrona via BES. Peccato.

Grazie ai nostri condizionatori…….

Ieri sera tornavo dal centro di Mestre a piedi. Passando per Parco Ponci, dove il comune sta realizzando un parco, mi sono imbattuto in questi cartelli e mi hanno incuriosito le scritte apposte da alcuni “burloni”!

Forse sarebbe il caso di spiegare ai burloni cosa rappresenta Parco Ponci per la distruzione della città di Mestre. Infatti, quello che oggi è solamente uno squallido parcheggio, era in origine una villa con annessi uno splendido giardino e un laghetto che, in una sola notte, venne abbattuta.

Ma facciamo un ulteriore riflessione per inquadrare il problema. Secondo i burloni (posso chiamarli così?) ogni opera pubblica, specialmente di arredo urbano, è destinata ad un uso quasi esclusivo delle nuove popolazioni immigrate.

Non voglio fare il talebano, perchè questo ragionamento mi è passato per la testa diverse volte e ammetto, con una certa vergogna, che mi son chiesto anch’io: qui prodest? Mi sono domandato vergognosamente se le tasse che paghiamo per questi lavori hanno poi un riscontro oggettivo sulle nostre personali soddisfazioni.

Vedere tutti i parchi della città occupati dagli immigrati non permette di essere lucidi e razionali nel ragionamento. Di pelle, un senso di fastidio lo da. Ammettiamolo.

Bene, tornando a Parco Ponci, l’amministrazione comunale prova ora a ridare un po’ di decoro laddove per 50 anni si è abbandonata una superficie di cemento ad usi promisqui: mercato, parcheggio, desolazione.
L’intento è quello di creare ulteriori spazi di aggregazione sociale e, in tutta la città, questo è un obbiettivo oggi ben visibile. Va anche detto che, operazioni di speculazione edilizia, vengono riequilibrate dalla riconsegna alla città di ampi spazi.

Ma questi spazi di chi sono?

Qui ci ho ragionato un pochino a mente più fredda, tornando a casa ieri sera con le due foto scattate e conservate nel telefonino.

A mente fredda ho visto con i miei occhi che la piazza della città e le piazzette attorno, erano occupate al 100% da cingalesi, indiani e cinesi. Cosa ci fa questa gente in strada alle 20.30? E perchè io me lo domando?

Perchè l’occhio è crudele, vuol vedere qual che vede e non vuol vedere quel che accade attorno. Il perimetro del mondo non è mai rappresentato dal perimetro della propria visuale ma, spesso, specialmente i nostri amici “burloni” lo dimenticano.
Chissà se questi amici “burloni” sono nati prima o dopo gli anni ’60. Chissà se i loro genitori (come i miei) facevano il filò, tiravano fuori le “careghe” da casa e passavano la serata al fresco passeggiando per piazze e quartieri.

Chissà se questi “burloni” sono a conoscenza di cosa c’era prima di quella spianata di grigio asfalto che ora si vuol riportare a verde per tutti.

E chissà se riflettono, come ho fatto io ieri sera mentre tornavo a casa che, mentre i cingalesi e i cinesi prendono il fresco nelle nostre piazze, noi stiamo tornando a casa comodamente rinfrescati nei nostri Suv e ci accomodiamo davanti alla televisione sempre addolciti dall’aria condizionata. Continuando a chiederci cosa ci fa quella gente dove prima c’eravamo noi e i nostri padri.