Travolgente

open data

Ieri, durante una lezione sull’eGovernment, provavo a descrivere l’effetto che la filosofia Open Data avrà sui governi più virtuosi e sulle economie che ne beneficeranno. Sarà travolgente e provavo ad elencarne i vari motivi.

Dopo Usa, Gb, ora anche la Finlandia si appresta (il sito è in beta) al grande passo. Evvai! Contaminazione a catena.

Nel nostro paese non si muove foglia. Anche perchè si andrebbero a toccare gli interessi dei grandi “mediatori” convenzionati con lo Stato.

E’ poi un gran peccato che filosofi e sociologi (vabbè, riduco a blogger influenti) continuino a battere il tasto della banda larga e della neutralità della rete. Argomeni interessanti e di sicuro appeal, nonchè utili alla crescita e allo sviluppo dell’economia immateriale. Ma mi dispiace non abbiano capito ancora che bisogna scoperchiare il sarcofago dei dati pubblici per far circolare la democrazia!
La competitività dell’economia immateriale (eCommerce, eTrading, eCare, eHealth, eGovernment, e……..) passa per la messa in disponibilità del patrimonio dati pubblico. O adesso o mai più!

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Avviso ai naviganti

bloggers

Informazione di servizio per la combriccola bloggante.
Stiamo organizzando una cena blogger qui nel nebbioso Nord Est. La voce circola da giorni, si diffonde via socialnetuorc :-)

C’è un sondaggio aperto per scegliere la giornata più consona a tutti gli abitanti del web di queste lande: http://www.doodle.com/g2rhu455vpg22qgg

Le adesioni sono già molte ma si prega di spargere……la voce.

L’occasione sarà anche (ma non solo) quella di ritrovarsi per immaginare il format migliore per il Barcamp di Luglio all’Arsenale di Venezia!

Economia a scuola

Un po’ eLearning, un po’ socialnetworking, definito (in modo riduttivo) “portale”, mi è stato segnalato il progetto Economia a scuola che prende spunto da una scommessa di Consorzio PattiChiari e di ANP.

L’economia è per molti una materia pallosa e di difficile comprensione ma, anche i meno appassionati, son consapevoli che non si può prescindere dalle sue regole.

Mi son soffermato sulla sezione più intrigante, quella dedicata ai piccoli. Un po’ perchè di socialnetwork, blog e palinsesti sociali ne ho già visti di tutti i colori, e un po’ perchè conosco la professionalità di Giunti Labs nella produzione ed erogazione di contenuti didattici.

pattichiari

I materiali son buoni, la struttura anche, come far conoscere il progetto agli insegnanti? Basterà il tam tam mediale e qualche brochurina presso gli sportelli bancari?

Essendo un progetto fortemente “immateriale” spero davvero che si riesca a superare la mediocrità digitale dei nostri insegnanti che, molto spesso, non riescono nemmeno ad attivare le LIM in classe. Ve li vedete alla presa con la divulgazione dei Learning Objects in aula?

Coraggio!

Apple iPad

steve jobs

Mosè è sceso dal Sinai e ha detto che nulla sarà come prima.

Ora qualche dubbio mi assilla sul tema del pluralismo. Nel senso che la rete dovrebbe sviluppare il pluralismo, la diversità, la ricchezza derivata dal mescolarsi di opinioni, culture, etnie, ideali, ecc.

Bene. Abbiamo avuto Microsoft come monopolista e abbiamo gridato al lupo, al lupo. Poi Google è diventato il Grande Fratello e ci siamo dissociati spesso. Da Facebook cominciamo a prendere le distanze perchè: “troppo prende rispetto a quello che da”!

Ora siamo alla venerazione di Mose che in modo molto chiaro, e per nulla subliminale, afferma di voler monopolizzare il mondo della distribuzione delle informazioni e forse anche quello della produzione (visto che Murdock è più amico che nemico del Ceo di Cupertino). MusicStore, ApplicationStore, BookStore e InformationStore……….bazzecole vero?

E vabbè, lasciamoci stregare dal cazzabubbolo che è bello, è davvero bello, ma dove ci sta portando? E son tutti davvero pronti? Is it bad for freedom?

Rivoluzionario

Così dicono o cosi vogliono?

Sembra che tutti i new media stiano enfatizzando all’inverosimile quello che accadrà stasera al Yerba Buena Center di San Francisco.

islate

iSlate, iTablet, iPad, iQualcosa. In molti definiscono “epocale”, “discontinuo”, “storico” il lancio di questo oggetto che dovrebbe cambiare per SEMPRE il mondo dell’editoria.

E’ solo marketing? Sono pronti gli editori e gli sviluppatori?

Privatizzazioni

Succede che Supposte.it diventa un azienda privata (o almeno sembra).

Succede che per ottimizzare i costi e offrire servizi più efficienti, decida di concentrare in un unico sportello cittadino il ritiro delle raccomandate.

Ottima scelta, così potrà assegnare ulteriori risorse alla vendita di forni a microonde o elettrostimolatori.

Succede che dalla mia abitazione allo sportello unico (mi vien male a pensare a questo concetto e a come lo declino durante le mie lezioni elaborando concetti come geolocalizzazione e mash-up sociali :-( sigh!)……………………………insomma succede che, si son  …4,2 KM! Quattro chilometri e duecento metri!

http://maps.google.com/maps?f=d&source=s_d&saddr=Via+Cadore,+37,+30174+Venezia+VE,+Italia&daddr=Via+Antonio+Rossetto,+30172+Venezia+VE,+Italia&hl=it&geocode=FV5ftgIdVAa7ACmTlw7wY7R-RzFbbRl_KmRxww%3BFX_0tQIdJOi6AClRq4tAG7R-RzGHA1Oe2xAhhg&mra=ls&sll=45.506398,12.256852&sspn=0.010782,0.018818&ie=UTF8&ll=45.49276,12.252895&spn=0.021059,0.036478&z=14&output=embed
Visualizzazione ingrandita della mappa

Alla faccia del cinquantenne che se la fa in bicicletta (in autobus avrei due cambi). E alla vecchierella di turno chi lo spiega?

Privato è bello, per i concessionari dello stato………sino a quando non scenderanno dalle alpi tedeschi, austriaci, olandesi e potremo decidere con chi prendere il treno, spedire le raccomandate o abbonarci all’ADSL (visto che le nostre Telco ci mettono ancora 30 gg., quando va bene!).

p.s. attenti al delay. Io ci ho riflettuto 3 gg per decidere se era meglio la bici, l’auto o l’autobus (due giorni erano festivi) e così, per ritirare la raccomandata, ho pagato anche il pizzo di 52 centesimi.

Hacker republic

di Salvatore Valerio

 Oggi vorrei presentarvi un libro ed un personaggio.

Il libro in questione è hacker republic e il personaggio è fabio ghioni.

 

Fabio ghioni è un riconosciuto esperto di sicurezza informatica, qualcuno direbbe un hacker. Hacker  republic è il suo terzo libro. Il primo libro di cui è stato coautore è “ombre asimmetriche”. Un libro diventato cult nel campo della sicurezza informatica. Ho ragione di ritenere che, anche Hacker republic diventerà tale.

Questo libro nasce dall’incontro che l’autore, fabio ghioni, ha fatto con lisbeth salander. Personaggio di fantasia inventato da stieg larsoon nella celebre trilogia millennium.

 La grande diffusione delle azioni compiute da lisbeth salander, vengono minuziosamente analizzate al fine di capire cosa succede effettivamente nella realtà digitale. Chi sono veramente gli hacker, quali sono le loro motivazioni, cosa possono realmente fare? Come è possibile difendersi.

Open Data.gov

A Maggio mi ponevo dei dubbi. E nel contempo l’Italia aveva altro da fare.

Oggi, ero in aula e diversi discenti continuavano ad essere dubbiosi proprio su questo tema! Infatti, in Italia abbiamo altro a cui pensare.

Proprio oggi,  Tim Berners-Lee in persona, ha lanciato la versione britannica di Data.gov!

Mentre in Italia la Pubblica Amministrazione è ancora convinta di essere proprietaria dei dati e non, come nel resto del mondo, un mero gestore!

data

I dati della PA sono un valore, per le imprese, per i cittadini, per le applicazioni, per i servizi…..

Ok, allora, visto che son fresco fresco di aula, vi sparo qui una cosuccia che avevo preparato…..: Ecco se la trovate dentro un programma elettorale :-)


La filiosofia dell’ “Open Data” è relativamente recente e nasce più dalla consapevolezza e dalla razio, che non da certezze normative. Nel caso dei dati pubblici, in particolare, non è molta la legislazione in materia (Sez. I art.50 del Codice dell’Amministrazione digitale, 7 Marzo 2005) e quindi ci si riferisce quasi esclusivamente a pensieri e filosofie come quella dell’Open Source, dell’Open Access e dell’Open Government.Una delle motivazioni di base che sostengono questo movimento di pensiero è la contrapposizione a un modello basato sul concetto di proprietà. Oggi lo Stato (in tutte le sue componenti locali e centrali) si comporta da “proprietario” piuttosto che da “gestore” dei dati pubblici.
Questa esclusività permette ad alcuni mediatori (di solito agenzie concessionarie o esclusive o categorie e corporazioni) di trarre dei vantaggi economici dalla fruizione ed all’arricchimento dei dati pubblici primari. I cittadini, invece, continuano a combattere dentro una giungla burocratica senza ottenere i servizi per cui hanno già pagato e spessissimo costretti a pagare nuovamente questi mediatori per avere accesso alle informazioni pubbliche.Offrire i dati dei pubblici registri agli intermediari garantisce il perpetuarsi di rendite da posizioni e lobby vere e proprie: motorizzazione, agenzia delle entrate, catasto, ecc.

L’automazione (informatica e internet) riesce a far fare un salto di qualità ai dati pubblici e al loro valore, in quanto ne favorisce il rapido scambio e l’utilizzo in ambiti più disparati, aumentando i vantaggi per il mercato e per l’economia grazie alla libera circolazione.

Il ruolo chiave sta dunque nella DISPONIBILITA’, ma anche in altri principi (
http://wiki.opengovdata.org/index.php?title=OpenDataPrinciples) ben esposti dal gruppo di lavoro americano sull’Open Government: http://www.opengovdata.org/

Come mutuare questi principi anche in Italia?
Applicando principi federali “dal basso”. Ogni Comune, ogni Provincia, ogni Regione che colleziona dati pubblici può scegliere come renderli “disponibili” ai cittadini in quanto ha già ricevuto una delega dallo Stato in questo senso. Non serve una legge nazionale.

Se il seme di questa nuova apertura mentale, filosofica e democratica attecchirà in forma federale allora anche lo Stato centrale non potrà esimersi dal mettere in disponibilità i dati che sta gestendo e rompere, finalmente, le rendite indotte a favore dei mediatori.