Politiche aziendali per i social media

Due settimane fa, durante il Barcamp di Roma, si è discusso molto sul divieto di accesso al web sociale e sulle restrizioni messe in atto da molte amministrazioni e organizzazioni, spesso in assenza di policy esplicite.

Un esempio da emulare, potrebbe essere questo: http://socialmedia.policytool.net/

E la voglia di Canada diventa sempre più forte.

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Incendiari o pompieri?

troll

Il flame può essere definito come: “un messaggio deliberatamente ostile e provocatorio inviato da un utente alla comunità“.

Il web sociale (se volete ancora chiamarlo 2.0 va bene lo stesso) ha esaltato questa dinamica grazie alla straordinaria penetrazione di strumenti interattivi che permettono lo svilupparsi di discussioni in tempo reale. Spesso questi strumenti/servizi vengono accumunati sotto al voce: lifestreaming.

L’utilizzo del flame come forma di marketing virale o di esaltazione del proprio brand è un fenomeno che sta prendendo sempre più piede sui palinsesti web-sociali. Twitter, Facebook e soprattutto Friendfeed sono particolarmente adatti a questa dinamica che, sempre di più, viene usata per attirare l’attenzione su se stessi o sui propri prodotti e servizi.

E’ un cambio di passo al quale sto assistendo con curiosità. Va anche detto che questa forma di marketing virale urlato, è figlia diretta dei nuovi format televisivi, dove la forma prevale nettamente sul contenuto.

Quindi, nulla di male, anzi, è in linea con la desertificazione culturale in atto, che sta attecchendo anche nel web sociale.

Alcuni giorni fa, durante un dibattito, mi chiesero cosa penso dell’evoluzione del web sociale in italia. Ho risposto con una frase secca: “Per ora si tratta di puro entertainment!“. Allo sviluppo economico e alla competitività indotta, ci penseremo un’ altra volta.

Qualcosa si muove

Caterina (ormai folgorata sulla via di Damasco degli Open Data), mi segnala: http://www.dati.piemonte.it. Primo timido tentativo di avviare il processo di trasparenza pubblica, dai territori.

Per ora sono pochi i “dataset” disponibili e, secondo me, di scarso valore per l’economia. Ma l’aspetto più interessante è l’adesione al paradigma britannico che ho spesso esaltato in questo blog e descritto con minuzia nel mio libro. Quel paradigma della “suggestion” : https://www.data.gov.uk/node/add/ideas che in Piemonte diventa: “Hai un’idea? Suggerisci un modo nuovo per riutilizzare i dati“.

Bene, direi, qualcosa si muove e, fintanto che lo stato rimane fermo, è bene che dai territori si cominci a fare qualcosa di concreto.

Non vedo ancora l’applicabilità e l’impatto economico. Manca l’Apps.gov de noantri o qualsiasi stimolo che faccia presagire alle aziende l’utilità dai dati. Il contest, la sfida, il premio…speriamo non l’aiuto di stato. Intanto in Piemonte aprono il blog sull’argomento, e io lo aggrego per capire come si svilupperà l’iniziativa, nonchè in previsione dello studio sulla diffusione dell’Open data in Italia, che sto implementando.

Intanto, si discute di questi aspetti come conseguenza di una proficua discussione al tavolo del Barcamp di Roma, dove è stata raccolta la mia sfida sul “market place delle applicazioni“!

Ipad mania

A) Non ho intenzione (per ora) di comprarmi l’Ipad. Non comprerei la prima serie nemmeno di un tostapane.
B) Leggo giornali e libri di carta e, son convinto che sopravviveranno alla mia morte.
C) Posso tornare a leggere i miei feed senza essere innondato di markette immonde?

Grazie a tutti

Dove sbaglio?

faccialibro

1) U have new mail: “L’utente X vuol stringere amicizia con te sul faccialibro“.

2) Apro il faccialibro e guardo chi ca…. è questo utente. Mai visto, o dimenticato. Può succedere no?

3) Mando messaggio all’utente: “Se non vi aggiungo subito come friends, può essere sicuramente che non mi ricordi chi siete. Ok, sto invecchiando, ed è colpa mia. Ma fate uno sforzo, accompagnate la richiesta con due righe di informazioni. Grazie.” (Sempre questa forma, ormai da mesi e mesi.

4) Aspetto 3 o 4 giorni, nessuna risposta.

5) Clikko su ignora e il tizio non si fa più vedere!

Questa scenetta, a volte, si ripete anche 2 o 3 volte al giorno.

Dove sbaglio?

Bologna taggata

Avevo dato, sin dal Marzo scorso, la mia adesione incondizionata ed entusiastica, al barcamp di domani, spinto e guidato da Michele con grande passione e professionalità.

Purtroppo, le vicissitudini della vita (non serve approfondire troppo i caxxi propri) domani non mi permettono di essere a Bologna. E dunque ci lascio un po’ il cuore, non tanto per le mie quattro stupidaggini da raccontare nell’occasione (quelle si fa sempre a tempo), piuttosto per capire meglio il progetto attraverso le parole e le dimostrazioni dei protagonisti.

Per i miei lettori che volessero approfondire il tema, consiglio di partire dalla rampa di lancio per poi proseguire con il post di Roberta Milano, che offre una prima riflessione fatta da chi sta dentro il mondo dei social media. Ed è proprio quello che avrei voluto capire meglio, oltre alla modalità collaborativa. Cioè avrei volevo valutare l’impatto sociale di un iniziativa che promuove gli eventi del territorio con dinamiche e strumenti del web sociale.

Una forma di ePartecipation che riempie gli spazi lasciati liberi, o gestiti con altre dinamiche, dalle istituzioni della città.

In bocca al lupo ragazzi.

http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&hl=it&oe=UTF8&msa=0&msid=115780293666148862738.00047dffdc3e6175716d4&ll=44.523927,11.320038&spn=0.19582,0.411301&z=11&output=embed