Facebook Places?

Oggi ne parlano tutti, quindi non aspettatevi un post dal sottoscritto su cosa sia meglio fra Facebook Places e Foursquare, la rete è innondata di articoli su questo tema.

Sul geotagging vi ho intrattenuto abbondantemente in questi ultimi mesi dunque, la mia posizione la conoscete. Però, un paio di piccole curiosità le voglio condividere.

Oggi ho fatto qualche check in di prova e ho scoperto che Gowalla è federato alla pari con Facebook Places, non chiedetemi perchè, non lo so e non conosco i termini dell’accordo ma, rilevo che lo status di Gowalla è trattato come INTEGRATO in Facebook!

Se provate a osservare una lista di friends che hanno fatto check in su Places, li troverete mescolati con quelli che lo hanno fatto su Gowalla. Per Facebook, uno vale l’altro. A me sembra più comodo il buon vecchio Gowalla, anche per le innumerevoli funzionalità aggiuntive già attivate.

L’unica funzionalità killer che Places introduce come vera novità è, forse, il “tagga gli amici che sono con te” come opzione durante la fase di “registrazione“……. che poi è la traduzione maccheronica di check in :-)

Staremo a vedere come evolve la sfida.

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Il giro del fumo

Voi non ci crederete ma son ancora qui a discutere del lifestream :-) Tutto, o quasi, si evolve e si migliora ma, come il vino buono, invecchia. E anche il buon vecchio lifestream (che di anni comincia ad averne un po’) va tenuto sotto controllo con apposite cure, una costante prevenzione (miii quanto rumore) e qualche screening di controllo.

Cos’è il lifestreaming? E vabbè, ne ho parlato per mesi: E’ lo scorrere della vita digitale, è il nostro rapporto quotidiano con i cazzabubboli che ci permettono di stare sul web e di partecipare allo sviluppo e alla crescita sociale dello stesso.

Ok, ok, voi lo chiamate Facebook. Ma non è proprio così. Facebook è una delle modalità di lifestreaming ma non l’unica e, seppur efficace per aggregare e visualizzare molte risorse del web sociale, non è la mia preferita.

Dunque, rifaccio il giro del fumo dopo alcuni mesi, mettendo al centro nuovi protagonisti e, ovviamente, mutuati stili di vita.

lifestream

A) Identità, status, georeferenziazione.

Tutto parte da qui. Chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo….. parafrasando Blade Runner :-)

La mia scelta sul punto di partenza è ricaduta già da diversi anni su ClaimID: http://claimid.com/gigicogo , perchè l’identità in rete è un url e quest’url deve essere OPEN!

Ovviamente ci vuole un Gravatar, perdinci! Perchè un avatar è un segno distintivo UNIVOCO: http://it.gravatar.com/gigicogo e una volta cambiato (perchè ogni tanto lo cambiate vero) ecco che magicamente cambia su tutti i socialcosi.

Ora l’dentità è DATA e RAFFIGURATA. Serve localizzarla, seguirla nei suoi spostamenti, rincorrendo le breadcrump. E qui Foursquare: http://foursquare.com/user/webeconoscenza va per la maggiore, per ora. Anche se non disdegno altri servizi, ma non perdiamo altro tempo!

E, chi si occupa di notificare, oltre agli spostamenti, i cambi di umore (conversazioni), i deliri (contenuti) e il mutare delle relazioni (link). Ovviamente Twitter: http://twitter.com/webeconoscenza/

Il tutto, attraverso accordi, federazioni e accesso alle API, viene inviato all’aggregatore. Difficile? Forse, ma funziona in modo trasparente all’utente. E se non funziona, ci sono sempre i vecchi RSS che possono essere esposti e inviati all’aggregatore di cui sopra.

flusso1

C) Contenuti

Non solo il blog genera contenuti. Per quanto mi riguarda contenuto è tutto ciò che arricchisce la conoscenza, che esalta l’esperienza e favorisce la relazione, per cui:

Questo ambaradan, secondo la logica già espressa per l’ OAuth o per gli RSS, viene nuovamente inviato all’aggregatore.

flusso2

C) Aggregazione

A questo punto i flussi si aggregano principalmente su tre palinsesti (aspettando Twitter versione News):

  • Friendfeed: http://friendfeed.com/gigicogo. Poco conosciuto dai più, ma davvero ben predisposto a sostenere, poi, le conversazioni.
  • Google Reader/Buzz/profile: http://www.google.com/profiles/gigi.cogo. Tutti servizi della stessa famiglia e collegati fra loro. Utilissimi per categorizzare (cartelle) o folksonomizzare (tag) i vari feed RSS aggregati.
  • Facebook: http://www.facebook.com/gigicogo. Si, anche Facebook è un aggregatore. Usato bene, con sobrietà nella modalità fan page, può essere interessante. Caterina me lo consiglia sempre e, nei prossimi giorni, forse proverò a renderlo sinergico con il blog attraverso l’adozione di alcune plugin.

Ovviamente tutti queste aggregazioni vanno CONDIVISE con i propri contatti e questo, in linea di principio, favorisce le conversazioni.

flusso 3

D) Alert (notifiche)

Ora il tema è tosto, come non farsi sommergere dalle notifiche? Certo, l’overload è una brutta piaga e dunque conviene lavorare di cesello. Personalmente ho spento quasi tutto.

Restano attivi SOLO i seguenti alert:

  • Qualcuno mi aggiunge su Facebook, Flickr o Foursquare
  • C’è un nuovo DM su Friendfeed o su Twitter

Stop! Amo i digest settimanali (Linkedin), amo quelli mensili (pochi li adottano), in assenza di queste funzionalità, elimino la funzione di notifica.

Dunque, se qualcuno mi legge su Friendfeed, Twitter, Greader condiviso, Buzz ecc. non vengo nemmeno più avvertito e, se non ricambio, non è per maleducazione, vedo di riuscire a farlo un paio di volte all’anno quando non ho proprio nulla di meglio da fare.

Quindi, qualcosa continua, inesorabilmente, a cambiare dall’ultima volta che ho riflettuto sul tem. E non è solo una questione di relazioni, di gradi di separazione, di reputazione. E’ una questione di scelta. Scegliere fra i tanti socialcosi è una questione, ormai, di sopravvivenza….giudicate un po’ voi: http://www.webeconoscenza.net/social/.

Molti di questi li ho soffocati nel sonno e non se ne sono nemmeno accorti. Cinico? Spietato? Ragazzi, ho bisogno di più tempo, per leggermi un buon libro. Il web sociale è fantastico, è immediato, disponibile, facile, ma ……. tutti quei momenti andranno perduti per sempre, come lacrime nella pioggia…… (Blade Runner)

La rivoluzione Geospaziale

Nelle scorse settimane ho più volte argomentato sul tema del geotagging e della sua utilità sociale e, soprattutto, pubblica.

Durante il mio recente viaggio negli Usa, mi son lasciato sedurre dalle dinamiche di Foursquare e, tornato alla base, ho provato a immaginare alcuni paradigmi che, poi, hanno generato alcuni spunti sintetizzati anche sull’articolo di Nova.

Nova Agosto 2010 http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf

Ma è tutto il tema che corre lungo, e attraverso, il paradigma del “geo” che mi affascina anche da un punto di vista professionale. Sto infatti partecipando a un progetto che prevede una declinazione pubblica e partecipata del geotagging e sto scrivendo un capitolo intero su questo tema per il mio prossimo lavoro editoriale.

Vi assicuro che non è facile persuadere sull’utilità di un modello che, nel mondo del social web si sta diffondendo e sta trovando alcune declinazioni di business interessanti. Le organizzazioni (pubbliche e private) del nostro paese lo vedono ancora come un esercizio ludico che non è facilmente applicabile.

Leggendo il blog di Google Earth a cui sono abbonato, ho scoperto il progetto: Geospatial Revolution ideato per sensibilizzare, contaminare, aiutare, insomma espandere la conoscenza sui sistemi di cartografia web ma, soprattuto sui paradigmi emergenti che accompagnano questo tematismo e tutti i layer che possiamo impilare su di esso: geotagging, realtà aumentata, map sharing, ecc.

Si tratta di narrazioni ma anche di tutorial, insomma un digital story telling per far capire come stiamo cambiando e come sta cambiando il mondo attorno a noi.

Enjoy

Ep 1. Cap. 1

Ep. 1 – Cap. 2

Ep. 1 Cap. 3

Ep. 1 Cap. 4

Blogging platform

blog

Che WordPress fosse più di una piattaforma di blogging, quasi un CMS, ormai un sistema di news aggregation, nonchè un sistema di videostreaming e chissà cosa ancora…..lo si era percepito da parte di noi early adopters e attenti osservatori.

E’ la piattaforma dei blogger che diventa anche piattaforma aziendale per tantissime realtà e ora, udite udite, diventa la piattaforma di riferimento per Microsoft e il suo sistema di blogging in host per gli utenti di Windows Live.

Milioni di tamarri potranno diventare blogger, e questo mi entusiasma, perchè allarga il cerchio oltre i soliti 44 gatti.

Bel colpo

Coerenti

Un altro quarantenne, per rimanere coerenti.

Avevo già comparato i due yuppie della destra britannica ai nostri campioni.

Ora anche il partito di sinistra della perfida Albione pesca un giovanotto, tale Ed Miliband. Evvai.

Milliband

Dunque, ora abbiamo: Cameron 44, Clegg 43, Miliband 41 per un totale di 128 anni

Noi?

  • Berlusconi 74
  • Bossi 69
  • D’Alema 61 (pensavate che il leader fosse Bersani?)

Totale = 204

Siamo 76 anni avanti o indietro?

Un uomo con culo

Io me ritengo un uomo con culo” min. 1.30 del primo video :-)

Ieri son tornati in Italia (dopo 32 anni) i mondiali di Volley ed è tornato anche Julio Velasco che, ora, allena la giovane nazionale spagnola.
Immediatamente mi son ricordato della lezione di Julio al Laureato di Chianbretti……..credo 1996.

Attenzione non è una lezione di sport, ma di VITA!

Una lezione memorabile, ancora molto attuale. L’ho condivisa per i lettori più giovani che, sicuramente non l’hanno mai goduta.

Enjoy

Parte 1

Parte2

Questione di Stima

Oggi in auto ascoltavo la Palombelli che intervistava Dacia Maraini. Si discuteva del rapporto con Moravia, della convivenza, della rottura, dell’amicizia, ecc.

Dacia Maraini ha detto una frase semplice che condivido: “Non basta amarsi, ci vuole stima reciproca. Se manca la stima, dopo la rottura, subentra l’odio“.

p.s. Lei e Moravia sono rimasti sempre amici

Vintage

Chi mi legge sa che mi diletto di fotografia, che tengo un fotoblog: http://www.gigicogo.it e che, ogni tanto, mi avventuro in qualche conversazione attorno al mondo della fotografia.

Premessa d’obbligo per introdurre questa risorsa che ho trovato girovagando in serendipità estrema su blog fotografici: http://pluggedin.kodak.com/post/?ID=687843

Si tratta del primo prototipo di macchina fotografica digitale secondo gli allora intenti di Kodak. L’articolo è bellissimo e la narrazione, davvero simpatica, illustra una navigazione a vista dei tecnici Kodak di quegli anni:

“The camera described in this report represents a first attempt demonstrating a photographic system which may, with improvements in technology, substantially impact the way pictures will be taken in the future.”

But in reality, we had no idea …

Enjoy

kodak

Vintage 1975 portable all electronic still camera

kodak digital

The playback device and TV