2011

Solo a scriverlo, mi vengono i brividi. Son quelle date che una volta appartenevano ai film di fantascienza o ai fumetti: 2011!
Ricordo ancora una canzone degli anni ’70 di Bruno Martino che faceva un po’ così:

Nel duemila, noi non mangeremo più

le bistecche, gli spaghetti col ragù,

prenderemo quattro pillole con gran semplicità e la fame sparirà. ……………………

E così, anche il primo decennio del nuovo secolo è praticamente andato, portandosi via ulteriore memoria! Questa osservazione si è rafforzata ieri pomeriggio, quando passeggiando per il Barrio Alto di Lisbona, mi son ritrovato a guardare con un certo interesse alcuni negozi che, dalle mie parti, non esistono più. Osservavo vecchie librerie, cartolerie, calzolai, mercerie e altri esercizi con il bancone di legno e gli scaffali del retrobottega pieni di cianfrusaglie.

Chi mi legge sa che sono un fervido sostenitore del modernismo e vorrei che l’Italia si parificasse, prima o poi, alle altre nazioni europee più moderne ma, ieri, ho avuto la netta sensazione che, comunque, stiamo perdendo la memoria. La perdiamo ogni anno che passa, uniformandoci su modelli che distruggono la memoria, la fantasia, la creatività.

Cosa vorrei dal 2011, per me:

  • un netto miglioramento della salute (ma devo impegnarmi)
  • meno intrighi tecnologici e meno ansia per le novità(?) digitali
  • più tempo con la famiglia e con le persone con cui sto bene
  • viaggi, viaggi e ancora viaggi

Cosa vorrei dal 2011, per tutti:

  • meno opportunismo e più solidarietà
  • ricerca e condivisione delle cose che ci uniscono
  • meno televisione e più teatro
  • meno lavoro e più tempo libero

E poi una memoria da conservare

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Auguri

Gli auguri ve li faccio da qui, as usual.

In questi ultimi giorni sto sfalciando la vita digital-sociale, per cui se passate di qua e mi leggete, tanto meglio, altrimenti sui vari socialcosi come Twitter, Friendfeed e Facebook, dove sto tagliando i rami secchi, mi sa che non ci si riciccia.
Ecco, serve una spiegazione a chi si vede “defollowato” (mamma mia che termine, OMG).
La spiegazione è semplice: sto sfalciando tutti quelli che non conosco di persona (e forse ho fatto qualche errore, eliminando anche qualcuno dal nick strano o che non mi diceva niente).
Non preoccupatevi, se mi interessano le vostre idee sul mondo digitale, le leggo dai vostri blog attraverso i feed.

Ho dovuto farlo, la mia ragnatela digitale era cresciuta a dismisura e non ci capivo più niente. Ho ridotto a meno di 300 i contatti su Twitter (e non è ancora finita), lo stesso vale per Friendfeed e su Facebook ho iniziato a far pulizia. Ho bisogno di rafforzare le relazioni solide, quelle che mi danno valore e, soprattutto, quelle professionali. Il cazzeggio è sano, fa bene, è un anti-stress, ma va centellinato, ponderato, contingentato.

A questo punto ci si rilegge, salvo qualche sporadica apparizione, al rientro dalle ferie.

Intanto ho aggiunto una beta al mio panorama digitale: http://blog.gigicogo.it/. E’ appena nato, diciamo che raccoglie l’1% dei contenuti che devo aggregare, ma lo farò, perchè viaggiare e raccontare mi piace.

Per il resto, state sereni, la vita digitale può aspettare. Staccate la spina ogni tanto!

E adesso son razzi!

Ve lo ricordate il Razzi, vero? Quello che non si sarebbe mai fatto pagare il mutuo. Allora sapete anche come è andata a finire, vero?

Ora la sua pagina web della Camera dei Deputati ci informa che si è trasferito armi e bagagli al gruppo misto. Ma al bloggante (curiosone maligno) non basta.

Volevo vedere il suo sito personale, per leggere, capire e, per arrivarci, devo cliccare su quel bottone magico “SITO PERSONALE“, proprio sotto al faccione. Provate anche voi!

razzi web

 

Tutti pazzi per Viber

La marketta si è diffusa grazie a Repubblica.it L’articolo di Ivan Fulco ne tesse le lodi e credo sia abbastanza chiaro che il clamore suscitato ha innestato una viralità incredibile. La sola pagina di Repubblica.it ha prodotto (al momento in cui scrivo) 14.000 segnalazioni di rimbalzo du Facebook.

Ok, ora tutti corrono a scaricarlo e, al sottoscritto, arrivano anche SMS di amici con il forte invito a utilizzare questo servizio, in quanto rivoluzionario e gratuito.

Ok, l’ho scaricato ma prima di attivarlo ho provato a resistere alla forzatura delle notifiche. Ho riletto 10 volte il dislaimer sulla privacy, e li mi son bloccato!

Ovviamente, il bloggante curiosone indaga, e sbatte il muso su un paio di articoli di HWFiles e di Stefano Quintarelli. La faccenda inizia puzzare di bruciato.
cerco informazioni sull’azienda e sul modello di business. Sul sito non c’è nulla!

A questo punto la discussione si sposta su FF dove grazie alle informazioni di Armando, la mia curiosità muta in vera e propria diffidenza. Chiedo aiuto ai nerdz ma, facendo un po’ di surf, arrivo a un paio di articoli americani e, udite udite:

Viber è uno spinoff di NY, nata da una costola di iMesh: “Viber is based in New York, NY and was founded this year by the folks behind the file sharing service iMesh. We’re awaiting funding details from the company“. Della serie si sa poco o niente. Anche perchè in rete tutti continuano a dire che l’azienda è cipriota.

Viber usa i nostri numeri per SPYWARE APPS? Supposizioni? “Viber was founded by Israelis (although no data on the founders or management team can be found on Viber’s website, a pretty strange phenomena in the startup world). Most Israeli startups are incorporated either in Delaware (which is the state of choice for incorporating most US startups as well due to convenient corporate laws) or in Israel. Viber, for some odd reason, was incorporated in Cyprus, a location favored by offshore gambling operations.”

La cosa che ancora mi stupisce dei guru della rete, ma che non mi stupisce più del mondo dell’informazione (oooops MARKETTA) alla Repubblica, è che per il GRATIS, la gente sarebbe pronta anche a suicidarsi.

Vabbè. Io condivido, poi fate come volete!

Un tram che si chiama deleterio

Solo chi vive a Mestre può capire, sigh! Abbiamo finalmente il tram…… “in esercizio“.

n.b. post per mestrini e veneziani……..abbiano pazienza i miei lettori ma la passione per il Civic Hacking, non viene mai meno :-)

Dopo 5 anni di disagi che sarebbe riduttivo elencare in un post (per quanto mi riguarda penso solo alle ore perse in coda durante i lavori e alla prima caduta in bicicletta lungo i binari), dopo un anno circa di rinvii, dopo decine di manifestazioni, indignazioni, lettere ai giornali, cause intentate da comitati e da individui, ieri è partito il tram di Mestre.
Ovvero è partita una tratta, anzi un segmento di tratta. Sul resto si vedrà. Il tram non arriva a Venezia, il tram non arriva alla stazione dei treni, il tram non arriva in ospedale, il tram non arriva all’areoporto. Complimenti. A chi serve questo tram?

Ma non è finita. Oltre alle mille follie che nemmeno un libro riuscirebbe a raccogliere, va detto che il tram non ha corsie preferenziali, per la maggior parte non è assistito da piste ciclabili parallele, sta in coda dietro alle auto, ergo è un elemento IN PIU’ nel traffico quotidiano. Uno dei punti critici è il semaforo fra Via Ca’ Rossa e Via Fradeletto, dove quei premi nobel del Comune di Venezia hanno ristretto la carreggiata, diminuito il numero di corsie per la svolta a dx e sx e hanno piazzato le fermate del tram a ridosso del semaforo.

Il web ha memoria, e grazie a Google Maps/Street Wiew, ho tirato fuori questa la bella immagine sottostante, che testimonia lo scempio di quella famigerata corsia: http://tinyurl.com/carossa

Dunque, la situazione, ORA, diventa questa illustrata dalle foto sottostanti, ovvero perchè il tram riesca ad attraversare l’incrocio con il verde fra via Ca’ Rossa e Via Fradeletto, ci vogliono una media di 15 minuti. Quando, invece, la careggiata doveva ancora essere ridotta, i binari del tram insediati e le fermate spostate, tutto scorreva liscio. Bel colpo no?

tram

tram

Ora ringraziamo per lo smog e per il tempo perso. Non era meglio un autobus elettrico o bassa emissione? Nella prima foto si vede il tram in coda alle auto, il semaforo è talmente distante che ancora non si scorge, Nella seconda ci sono le persone in attesa e il tram è invisibile sullo sfondo, anche lui in coda in mezzo allo smog.
Da notare che andando a piedi, ho fatto lo stesso percorso del tram e sono arrivato a destinazione (in piazza Barche) con 5 minuti di anticipo.

Queste situazioni si ripetono in altri luoghi della nostra città e il saccheggio dei marciapiedi, le soste selvagge per la riduzione di punti di carico/scarico, gli incidenti dovuti alle biciclette incastrate sui binari, ecc. stanno delineando uno scenario assurdo, davvero fuori da ogni logica.

Per quanto mi riguarda, sono contrarissimo a queste perversioni talebano/ecologiste che si basano su pure suggestioni. Il tram ha inquinato il nostro arredo urbano con chilometri di fili e centinaia di pali. Ha diminuito la sicurezza e ha aumentato lo smog causato dalle code, ha ridotto la sicurezza dei ciclisti, ha aumentato i tempi di percorso e dunque lo stress delle persone. Inoltre ha aumentato la conflittualità dei comitati e delle associazioni di categoria. Qui prodest? Ci vorrebbe una bella indagine della magistratura, non basta certo l’indignazione.

Comune di Venezia #fail

Cacciari #fail

Giunta di centro sinistra?????? #fail