Non li capisco

Davvero, a volte, gli americani non li capisco.

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Sono settimane che ci tengono con il fiato sospeso per i veti incrociati di democratici e repubblicani. Insomma un voto bipartisan sarebbe una bella cosa, che unisce, che si eleva a senso dello stato, a “interesse nazionale” condiviso. Bellissimo.

Eppure non succede, ancora non sappiamo se raggiungeranno l’accordo e siamo tutti in ansia.

Ma, perdinci, basterebbe che un paio di Scillipoti o Razzi passassero dalle fila dei repubblicani a quelle dei democratici (partito di governo) e il gioco sarebbe fatto. Possibile che il made in Italy sia così in ribasso?

 

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Terzo giorno di Openbikeitalia

CIVIC HACKING: “Citizen developing their own applications which give people simple, tangibile benefits in the civic and community aspects of their lives“.

Vi ricordate i temi sull’eParticipation digitale? I totem come Fixmystreet e Mybikelane?

Ecco, su questi temi e sull’incapacità di tradurre in pratiche il senso civico e la voglia di partecipare sui palinsesti digitali, abbiamo discusso per anni, quasi a vlerci tafaziare: “da noi non si può fare”, “la delazione non passa”, “la privacy”, ecc. ecc.

Poi è arrivato Iris in Comune a Venezia e poi altri si sono aggiunti.

In questi giorni di calura, mi sono ispirato a Mybikelane per un esperimento sui social network. Essendo abbastanza arrabbiato sullo stato di abbandono delle piste ciclabili nella mia città, ho provato a spostare la dinamica di Mybikelane da un sito dedicato a un social network. Ecco la ricetta:

Ingredienti:

– Una pagina Facebook: http://www.facebook.com/openbikeitalia

– un po’ di spam mirato con i propri amici su Twitter, Facebook e Google+

– un evenuale blog di appoggio per la propria città (ma non è necessario)

– un telefono cellulare con macchina fotografica (ormai ce l’hanno quasi tutte)

– un po’ di indirizzi email e numeri di telefono dei vigili urbani, degli assessori al traffico e dei quotidiani locali:

http://ricerca.gelocal.it/nuovavenezia/archivio/nuovavenezia/2011/07/28/VMBPO_VMB02.html

http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=157720&sez=NORDEST

Vi aspetto numerosi su Facebook per dirmi cosa ne pensate e, sopprattutto, per vedere i contenuti fotografici che porterete in arricchimento al progetto: http://www.facebook.com/openbikeitalia

Lion

Son anni ormai che ho deciso di entrare nella setta dei Mac fanatici e non me ne pento.
Oggi ho installato Lion e ci sto giocando dal primo pomeriggio.

Garantisco che, per ora, non c’è trippa per gatti, solo quelli di Cupertino riescono a farmi sentire meno utonto. L’esperienza utente, l’usabilità, la grafica spettacolare, la gestualità naturale e …. insomma, per ora Windows e ChromeOS restano al palo. Linux è stabile, ma non ha appeal.

Benvenuto Leone.

Lion

Quo vadis

“Quo vadis” è il nome del progetto di Don Verzè che, sollecitato e sponsorizzato dal nostro amato leader, doveva portare l’aspettativa di vita per noi umili terreni, ben oltre i 120 anni.

Il tutto si doveva fare a Lavagno, tangenziale sud di Verona, dove già si è in parte rivoluzionata la viabilità, modificando i piani di governo del territorio per aprire le porte al prelato veronese.

Come conseguenza alla disgrazia che ha accompagnato la morte violenta di Mario Cal, c’è da aspettarsi ora una delusione atroce che potrebbe far intristire o arrabbiare mister B., consapevole che il progetto Quo Vadis, dopo il commissariamento del San Raffaele, difficilmente vedrà la luce.
Ai milioni di Euro sfilati dai giudici rossi a favore della CIR si può anche rimediare, alla signora col cappuccio nero e la falce in pugno no.

morte

Non servono le rivoluzioni, il ricambio avverrà per trapasso naturale, mettiamoci tutti il cuore in pace.

La locomotiva d'Europa

Vi ricordate quando il Nord Est veniva chiamato la Locomotiva d’Europa? E il modello Baviera, ve lo ricordate?
Come no….era ieri, non più di 10 anni fa.

Bene, ora la Demos ha svolto un indagine per il quotidiano del Nord Est, il Gazzettino. Un indagine sulle ferie dei nordestini. C’è da rimpiangere la balena bianca che ha governato per 40 anni queste lande nebbiose ed operose.

Quasi il 50% degli intervistati resterà a casa per ragioni economiche. E la locomotiva, chi la guida?

vacanze

I gattopardi

Se non ricordo male, il libro di Stella e Rizzo: “La casta“, uscì durante il governo Prodi e contribuì non poco alla sconfitta elettorale del centrosinistra alle ultime elezioni.

Oggi la casta è sempre li, ha mille colori (o gruppi parlamentari) e si gode i privilegi e l’intoccabilità.

la casta nuda

Disegno di Edoardo Baraldi

Da un lato crea enormi danni al paese sperperando denaro pubblico grazie a un potere immenso che la mette al riparo da ogni controllo, o quasi. Dall’altro crea un danno ancor maggiore per mancanza di “politiche”, occupata esclusivamente a gestire il potere e gli affari. Da anni, infatti, non si notano strategie politiche utili a portare il paese fuori dal pantano in cui si trova. E tutto ciò è conseguenza di una legge elettorale che ha portato al parlamento, forse, la peggior classe politica della nostra giovane repubblica.

Ma andiamo con ordine. Sulla prima riflessione, quella degli sprechi, ormai non si contano più i dossier, le indagini, i processi e gli innumerevoli articoli di giornale. Non da ultimo quello del Corriere della settimana scorsa, sempre frutto delle ottime ricerche di Stella, che invito a leggere integralmente.

Nella manovra finanziaria appena approvata non c’è traccia di intervento degno di nota sul fronte sprechi. I partiti continueranno a nominare i manager più mediocri e boriosi in ogni Ente e Agenzia di Stato che lo preveda e anche gli Enti Locali troveranno il modo di mantenere i loro privilegiati nelle splendide gabbie dorate di società partecipate, miste, o pubbliche al 100%. In barba a tutto e a tutti.

Il Pd ha perso l’ennesima occasione con l’astensione sul voto che aboliva le provincie e Bersani si sta ancora arrampicando sugli specchi per motivare questa scelta che, nessuno degli elettori (ad esclusione dei manager nominati dal PD nelle partecipate o nelle pubbliche) riesce a comprendere.

In queste ore post manovra, poi, l’antipolitica monta a livelli mai visti anche in rete. Tutti i giornali parlano di Spidertruman, ovvero lo pseudonimo scelto dal tizio (o gruppo di tizi) che cura il gruppo su Facebook e il blog anti-casta.

Ovvio che fra un po’, i parrucconi della sinistra (blogger compresi) cominceranno a fare i soliti distinguo, associando quest’ulteriore forma di trasparenza e di accusa nata in rete, con Grillo, antipolitica, qualunquismo, ecc. ecc. E un altra occasione sarà persa, as usual.

E per tornare al tema delle politiche, anche qui nulla di nuovo sotto la luce del sole. A destra non si vuol affrontare il tema dello sviluppo e si preferisce mettere le mani in tasca agli italiani (elettori PDL e leghisti compresi, oviamente). A sinistra si battono i piedi ma non si riesce a fare una proposta concreta sullo sviluppo. Ed è questa forse l’amara realtà e triste consapevolezza: da entrambi gli schieramenti non emerge nulla di politicamente rilevante per risollevare il paese.

Dunque, a casa, tutti! Cambio di legge elettorale e turn-over dopo due legislature. Altrimenti non c’è speranza per questa mia amatissima Italia.

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