iCalendar

Il calendario sul web, sincronizzato con i propri apparati mobili e computer, è ormai un must.
Personalmente mi son orientato su quello di Google (http://calendar.google.com) per sfruttare poi la sua offerta tesa a condividerlo ovunque, a traverso il protocollo ICAL.

Negli ultimi hanno ho provato a fondere in vari modi e le funzionalità di altri calendari (quello aziendale, in primis) e ora anche quello che Apple offre in cloud ma, il punto di riferimento è rimasto sempre il calendario di Google.
Ora devo ammettere che molti eventi interessanti vengono promossi e poi coordinati anche su Facebook, ecco perché ho scelto questo nuovo servizio: http://feedcal.com , che lavora per me, integrando anche calendari sociali (Facebook e Twitter) sul calendario di Google. Per i primi 1000 che si abbonano è gratis. Io ce l’ho fatta e il servizio lavora da solo, non dovete installare niente.

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Sfogliatemi tutto ma non il mio eBook

Mi piacciono parecchio quei servizi di pubblicazione che permettono di leggere on-line, o sui dispositivi mobili, le pubblicazioni elettroniche, permettendo molte funzionalità avanzate come lo zoom, lo scorrimento, l’avanzamento pagina per pagina, la possibilità di incorporare e scaricare un vero e proprio book elettronico.

Mi sono affezionato da subito a Scribd, dove pubblico con costanza i documenti che produco. Raramente uso Issue che, comunque tengo sempre sotto controllo dal punto di vista dell’evoluzione.

http://files.flipsnack.com/iframe/embed.html?hash=649bae659bf736ee64c4a04f6q436363&wmode=window&bgcolor=EEEEEE&t=1319722145

Oggi, aggiungo ai miei servizi preferiti Flipsnak della grande famiglia Snaktools.

Per capire come funzionano questi tool, un paio di assaggi:

A) Un ebook on line: http://snack.to/5VOkY4

B) Dei bellissimi template per fare gallerie di foto: http://snack.to/ouVbhZ

Enjoy

Senza specchi

Credo che le sedi del PD non siano dotate di specchi. A cominciare da quella della Direzione Nazionale a Roma.

Leggendo un’analisi di Gilioli sull’Espresso  rimango nuovamente basito dall’atteggiamento dei signorotti del PD. Per i dirigenti del maggior partito della sinistra, i problemi son sempre causati da altri. Una volta è colpa della Lega che erode voti nelle regioni rosse e nell’elettotrato popolare, ora è Grillo che erode voti fra i sinistrosi non cattolici (vedi caso Molise). Domani sarnno Casini o Montezemolo che si porteranno a casa i voti della sinistra cattolica.

Il problema è sempre inputabile agli altri.

Ma questi signori hanno degli specchi? Si son mai chiesti come mai in un paese dove l’alleanza di governo è data da tutti i sondaggi come minoritaria, allo sbando e pronta a incassare una batosta, come mai il maggior partito di opposizione non guadagna voti ma, invece, continua a perderne?

Il problema sono gli zombi, le correnti, la mancanza di proposte, l’attaccamento alla poltrona e l’identificazione con l’unico collante che li tiene assieme l’antiberlusconismo. Troppo poco per rappresentare l’alternativa e, sia chiaro, non sono per nulla contento.

 

 

Reporter sincroni

Molti avranno visto il video degli ultimi minuti di Gheddafi, girato con un cellulare. Non tutti, forse, hanno fatto caso a questa foto  distribuita da Gettyimages.com.

http://www.box.net/embed/ld2klzeyei4r6lu.swf

Mi ha colpito subito per il gran numero di cellulari che sovrastavano il corpo del rais. Già, anche nei video si è visto che ogni combattente aveva un cellulare e lo usava, sia per fotografare che per comunicare. Succede dunque, che sempre più, la cronaca viene documentata da non-reporter e questa non è certo una novità.

Vi sono delle differenze, però. Se documenti un terremoto, è già successo. Se documenti lo tsunami, è perché sta succedendo. In entrambi i casi, però, la causa non sei tu.

Mi sembra che, nel caso di Gheddafi, si sia oltrepassato un’altro limite, non l’ultimo: forse è possibile che le cose succedano perché la cronaca lo pretende, altrimenti il rais sarebbe ancora vivo. E’ più forte l’esigenza di documentare in diretta, dal basso, con strumenti non professionali, pur che qualcosa succeda.

Avanti di questo passo sarà inevitabile che tutto possa succedere. Terribile. Forse, Minority Report (anno 2002) aveva visto giusto, si tratta di prevenire che le cose prima che succedano, altrimenti non ci sarà più nessun controllo e la cronaca sarà realtà, entrambe sincrone.

 

 

I nuovi padroni

Bellissima scenetta alcune ore fa al gate 13 dell’aereoporto di Venezia, volo AZ 1472 per Roma.

Quando, dopo un’ora di ritardo per il maltempo, finalmente scatta l’annuncio dell’imbarco e i possessori delle carte club e le famiglie con i figlioletti al seguito si precipitano verso l’ingresso dell’aereomobile, subito vengono stoppati da un ufficiale dei carabinieri in divisa d’ordinanza.

Dopo aver bloccato il flusso, lo stesso ufficiale chiama a se 16 passeggeri cinesi che stavano nelle retrovie e li fa passare davanti a tutti, belli e tronfi con i loro bagagli a mano rappresentati da un tripudio di griffe delle più famose boutique veneziane.

La scena dura un po’ perche’ i cinesi si intrattengono uno ad uno ad ossequiare l’ufficiale con sontuosi inchini.

Il primo ad incuriosirsi e’ un signore vicino a me che chiede gentilmente all’ufficiale: “scusi ma chi sono questi signori?”. L’ufficiale senza alcuna boria e con un certo senso dello spirito, risponde: “sono i miei futuri datori di lavoro”.

Mentre le operazioni d’imbarco proseguono con una certa lentezza dovuta anche all’ingombro delle tante borse, borsette e pacchi regalo (in quantita’, numero e dimensioni ben oltre cio’ che prevede il regolamento), un altro signore continua il dialogo con l’ufficiale: “ma scusi, non ci puo’ spiegare cosa sta succedendo?”.

L’ufficiale, rivolto ora all’intera comunita’ del volo AZ 1472, informa con voce sontuosa: “sono rappresentanti del governo cinese”.

Io, che mi trovo a due passi da lui gli dico: “certo che questi nuovi padroni hanno capito subito come si sfruttano i privilegi”. “Caro signore”, mi fa eco l’ufficiale, “e’ la prima cosa che hanno imparato e che sfruttano quotidianamente”.

Have a nice flight!

Relax and take your time

Oggi pomeriggio, leggendo i feed a cui sono abbonato, son rimasto colpito dalla casualità. Prima leggo il bellissimo post di Marco :”Parlare di quello che è sulla bocca (o sulla tastiera) di tutti non è sempre una buona idea. Il tuo contributo deve essere qualcosa di originale, perché altrimenti finisci solo col rimasticare concetti altrui. Se per seguire la corrente finisci solo col blaterare idee e concetti triti e ritriti, forse è il momento di prendersi una pausa. E rilassarsi, riflettere, immaginare un radicale cambiamento di rotta“.

Immediatamente dopo do un’occhiata ad uno dei miei siti preferiti: http://www.timelapseaday.com/ e vengo rapito da questo video che fa patta con la frase di Marco.

Relax and take your time!

p.s. è anche un po’ colpa di Jessica :-)

Stato dell’arte sul Governo 2.0

Come annunciato ieri un po’ ovunque (stampa nazionale mainstream quasi assente, as usual), il lancio di http://dati.gov.it ha rappresentato un momento importante che, a mio modo di vedere, è un punto di partenza, piuttosto che di arrivo.

Ne ho parlato ieri su Wired.it:

Open Government Al via Il Piano Italiano – Wired.it

e su ForumPA:

Ora mi prendo qualche settimana di riposo su questi temi, rielaborando un po’ le idee, mettendo insieme alcuni cocci relazionali dovuti ad alcune inopportune sovrapposizioni mediatiche. Poi riprenderò il cammino, partendo da una frase di Brunetta di ieri: “Gli Open Data non sono n’è di destra, n’è di sinistra: sono oggetti della modernità“.

Dati.gov.it

Ci abbiamo creduto. Ci siamo battuti, con ostinazione.

Ora Dati.gov.it c’è, ed è on-line: http://dati.gov.it/.

Sembrano passati secoli da quando abbiamo pensato al Manifesto, al Vademecum, e alle mille iniziative in giro per l’Italia a parlare di Open Data e di Open Government.

Ora le istituzioni si stanno muovendo e giocano alla pari con noi sul terreno del contest: http://www.appsforitaly.org/

Crescerà? Si fermerà? Maturerà? Non lo sappiamo, ma siamo certi che oggi è giusto dire che anche noi abbiamo contribuito, dentro e fuori le istituzioni, nei convegni, nei seminari, scrivendo e parlandone ovunque. Un po’ orgoglio non nuoce.

Associazione Open Government

E’ una bella giornata e, forse, inizia la lenta road map verso il Governo 2.0.

p.s. per seguire la giornata, vi invitiamo a cercare questo hastag su Twitter: #opengovitalia o leggere i resoconti su http://www.forumpa.it