Mea culpa

Non pensavo di scatenare un filotto di reaction (re… che?). Già, chi si ricorda più i bei tempi delle conversazioni sui blog? Chi si ricorda il valore dei backlink?

Eppure, solo qualche anno fa le conversazioni nascevano dai blog, si sviluppavano sui blog e, soprattutto, assumevano valore sui blog.

Una mia considerazione mattutina del 26 dicembre su Twitter, ha aperto una discussione interessante, grazie anche alla capacità di GBA di ergersi ad aggregatore…….non automatico.

Viviamo dunque nuove esperienze, dettate da mutamenti repentini che spesso sono figli di tecnologie e servizi che ci cambiano o, meglio, dalle quali ci facciamo consapevolmente cambiare. Leggiamo in modo più compulsivo e altrettanto compulsivamente condividiamo. Colpa degli strumenti (Flipboard, Zite) dell’aumentato numero delle relazioni (Twitter, Facebook) dei semiautomatismi (Paper.ly, Summify) e del fallimento degli algoritmi che provavano a dare più valore ai backlink (Technorati riposa in pace e Blogbabel rappresenta solo un piccolissimo spaccato della parte abitata della rete).

Come tecnologia rimane ancora centrale il feed rss che, oggi, sempre meno dipende dall’organizzazione personale (in cartelle o tag) del proprio lettore, mentre sempre più si tende a delegare a questi nuovi aggregatori il modo con cui interagire, ma in quantità sempre più minimale (aggiunta di macro temi o inibizione di singole fonti).

Non c’è più un solo modo, convenuto e diffuso, per estrarre valore dai contenuti in rete. Dobbiamo farcene una ragione o movimentare, piuttosto, un risorgimento dei blog?

Vi lascio agli approfondimenti, perchè una risposta non ce l’ho, avendo scelto da tempo di lasciarmi dolcemente e consapevolmente condizionare dalle tecnologie e dai paradigmi dominanti:

W i post, lunghi quanto vuoi

2012, l’anno della rinascita dei blog?

Blog e nuvole

Fare Luce sui Blog

Risorgimento blog? – manteblog

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Buone feste

Il tenutario di questo piccolo spazio informativo vuol augurare a tutti i lettori buone feste e, approfittando dell’occasione, comunica che per un breve periodo non riuscirà ad aggiornare con frequenza il blog.
Nel contempo desidera condividere una canzone dal sapore e dall’atmosfera particolare……….
Buon Natale e Buon Anno a tutti

Piccolo indovinello!: In quale concerto e sul finire di quale canzone gli U2 intontonarono Dirty Old Town per poi cantarla in coro con tutto il pubblico?

I met my love by the gas works wall
Dreamed a dream by the old canal
I kissed my girl by the factory wall
Dirty old town dirty old town

Clouds a drifting across the moon
Cats a prowling on their beat
Spring’s a girl in the street at night
Dirty old town dirty old town

Heard a siren from the docks
Saw a train set the night on fire
Smelled the spring in the smokey wind
Dirty old town dirty old town

I’m going to make a good sharp axe
Shining steel tempered in the fire
Will chop you down like an old dead tree
Dirty old town dirty old town

Dirty old town dirty old town

Stavo scherzando

Citysourced ha appena annunciato un nuovo e sostanzioso finanziamento da 1,3 milioni di dollari, che le permetterà di migliorare i propri servizi anche fuori dagli USA.

La piattaforma leader in civic engagement potrebbe offrire, in un futuro prossimo, i suoi servizi anche in Italia.

……No dai, stavo scherzando :-) Qui in Italia, se solo pronuncio il termine civic hacking mi arrestano come terrorista.

Cultura digitale

Mentre in rete condividiamo entusiasti i nuovi linguaggi di comunicazione e le nuove forme di aggregazione delle informazioni: http://yearinhashtag.com/

Il più importante quotidiano nazionale ci regala la perla

Cos’è il twit? Un diminutivo di Twitter forse?

To tweet = cinguettare, ergo la parola candidata è tweet, non twit! Alla faccia della presidenza, sig. Massimo Arcangeli!

For most of history, “tweet” has been the sound a bird makes. However, with the advent of Twitter, the word “tweet” has taken on a whole new meaning.

Diamo i numeri

Credo che il video nel quale Oscar Giannino “da i numeri“, sia uno dei più cliccati e visualizzati negli ultimi giorni.

Se la matematica non è un opinione, come dar torto a Giannino. Mah, c’è un mah!. Che certezza abbiamo delle fonti? Nel senso: di quali dati sta parlando e, soprattutto, come li ha avuti e da chi li ha avuti e che algoritmi ha usato per il “criterio in euro con cambio reale con deflattori dentro” ??????

Le fonti da lui citate nello speech sono la Banca d’Italia e (sembra di capire) l’ISTAT per la parte di rivalutazione …… ??? Forse!

Dunque siamo ammaliati dalla dialettica e dalla competenza. Certo, può essere sufficiente ai più ma, per uno che da anni si occupa di trasparenza e Open Data, è troppo poco.
Semplicemente direi a Giannino: “metti i dati sul web e cita le fonti e, poi, dimostrami che le fonti hanno validato i dati da te sciorinati“.

Tanto per capirci, vorrei trovarli qui: http://data.worldbank.org/country/italy
p.s. non c’è nulla di ideologico in questa dissertazione. A me non interessa se ha fatto più debiti Berlusconi o Amato. Mi interessa solo la verità.

Indifferenti

Mentre tutti si aspettavano il faccione di Steve Jobs, ieri la rivista Time ha annunciato che il personaggio dell’anno è l’indignato!

Credo che possa essere interpretato anche come uno schiaffo all’indifferenza del nostro paese, ormai isolato dal resto del mondo e incapace persino di indignarsi.

Mentre il mondo arabo si solleva in un impeto rivoluzionario simile a quello che ha scosso i paesi dell’Est alla fine del secolo scorso.
Mentre i popoli occidentali protestano e occupano le centrali economiche, le borse, le banche e le agenzie di rating e il movimento #occupywallstreet travalica i confini di USA e UK.
Mentre persino la Russia si solleva e protesta contro l’inossidabile Putin.
Mentre dalla Cina si odono i primi scricchiolii di quel modello basato sulla negazione dei diritti sociali e la gente protesta unita contro la corruzione del governo.

Mentre succede questo e altro nel pianeta e giustamente Time elegge tutto ciò a modello globale, solo in Italia si bruciano le catapecchie dei ROM e si ammazzano i senegalesi. Ormai sappiamo indignarci solo con l’anello debole della società multirazziale. E siamo sempre più isolati.

Siamo un paese fottuto

Ieri nel mondo:

a Boston viene sgomberato il campo degli indignati che manifestano contro il POTERE DELLE BANCHE

a Mosca e in altre 17 città russe si manifesta contro IL PRIMO MINISTRO CORROTTO

a Damasco e in tutta la Siria la gente muore manifestando CONTRO UN DITTATORE SANGUINARIO

……E IN ITALIA?

In Italia (a Torino), si organizzano raid contro i ROM come da consuetudine. Nei momenti in cui la casta si arrocca, il governo tassa, i prezzi vanno alle stelle e il potere d’acquisto dei salari diminuisce, è meglio trovare un nemico debole su cui scaricare la propria rabbia.
Siamo proprio un paese fottuto!

iPhone artists

Il fenomeno degli user generated content sembra non conoscere ostacoli e si afferma in ogni settore, ludico, lavorativo, sociale e soprattutto artistico.

In quest’ultimo, in particolare, grazie alla diffusione di un oggetto multidisciplinare come l’iPhone, è possibile raggiungere vette sinora inimmaginabili.
Una raccolta (tutt’oggi in corso) di opere artistiche piuttosto significativa è quella dell’iPhone film festival. Una gioia per gli occhi.

Sempre meno rapidi

I flash mob dovevano essere improvvisi e rapidi, e così è stato per un po’ di anni. Con il passare del tempo sono diventati vere e proprie manifestazioni popolari organizzate e spettacolari.

Qui di seguito alcune delle più riuscite degli ultimi anni.

Festival di Bayonne quest’estate:

Chicago a ritmo di Black eyed pease:

un flash mob di meditazione in occasione dell’Occupy WallStreet:

Uno streep flash mob a Piccadilly Circus:

Il flash mob dei cieli, questo maggio sulla rotta Roma-Milano:

e per finire un bellissimo flash mob a ritmo di Sirtaki in Canada: