What’s bidelli?

Lo scorso Settembre avevo ospite in casa, per 15 giorni, l’insegnante dell’ ‘english camp’. Questa ragazza londinese svolgeva le lezioni presso la scuola media di mio figlio che, come ogni anno, organizzava e gestiva il camp in favore dei nostri figli.

Una sera, a cena, mi esce con questa domanda: WHAT’S BIDELLI?

Io e mia moglie le spieghiamo come funziona da noi e lei fra il sorpreso e l’incredulo stenta a capire l’utilità di queste figure professionali.

Stamane, mentre mi attardo qualche minuto nell’androne della scuola media di cui sopra, mi torna alla mente la frase della ragazza. E mi viene naturale collegare tanti pensieri.

E così penso al buon Ministro Profumo le sta provando tutte per ridare un senso a questa istituzione che una volta si chiamava scuola e che ora sembra solo una barca alla deriva.

Ora perchè non mi diate del qualunquista, so anch’io che Marchionne guadagna milioni di euro mentre la Fiat non vende un auto nemmeno a regalarla. So perfettamente che Ligresti si è mangiato la SAI, Tanzi i bond e gli ex presidenti della camera fanno gli sboroni con i nostri soldi. Lo so, lo so, mettere oggi i bidelli sull’ara sacrificale è vile e politically incorrect.

Oggi, li osservavo i bidelli, erano parecchi e stavano bene, sereni e anche un po’ gaudenti (beati loro). La mia domanda è come quella della ragazza, con una punta velenosa in più: ‘Caro Profumo, ce li possiamo ancora permettere?’

Ora lapidatemi pure.

 

Vendere online: Master E-Commerce a Firenze

di Mattia Farinella

Il Master E-Commerce (http://www.ecommerceacademy.it/2012/1/master.html) è un corso di formazione sul web marketing e sul commercio elettronico promosso da E-Commerce Academy. Un corso innovativo che tenta di trasmettere l’importanza di questo settore in crescita attraverso una buona dose di pratica operativa. Un corso formativo, ma anche un’opportunità per grandi aziende e PMI, per tutti coloro che desiderano conoscere una materia ed un business in grande ascesa, per gestire e sviluppare tutte le risorse che il web mette a disposizione. Il master si articola in 8 giornate, acquistabili anche singolarmente, all’interno delle quali i migliori professionisti di del settore tratteranno le strategie e le tecniche operative necessarie per progettate per gestire un negozio online in diverse piattaforme.

Durante il master verranno sviluppate tutte le tematiche relative alla progettazione alla gestione e all’ottimizzazione di un e-commerce, l’analisi del comportamento dell’utente e l’usabilità del negozio online. In particolare si cercherà di sviluppare attraverso diversi casi un piano di marketing per la propria azienda e per il proprio business. Nello specifico verranno trattate queste tematiche:

• Elementi essenziali della comunicazione online e best practices web 2.0;
• Progettazione di un’interfaccia grafica per il commercio elettronico orientata alla massimizzazione delle conversioni;
• Come scegliere un applicativo e-commerce robusto ed affidabile;
• Come redarre il business plan di un’attività e-commerce;
• I pro e contro di insourcing e outsourcing;
• Case studies e workshop.

Il corso inizierà il 13 aprile 2012 a Firenze, presso l’Hotel Rivoli in pieno centro storico, a soli 400 metri dalla Stazione Ferroviaria di Santa Maria Novella. Il Master E-Commerce mira a formare figure strategiche ed operative in grado di progettare, gestire e promuovere sistemi di e-business, info-commerce ed e-commerce.

Questo blog offre a tutti i suoi lettori uno sconto del 25% sull’iscrizione all’intero Master oppure alle singole giornate, a cui potete accedere mediante questo link: http://www.ecommerceacademy.it/webconoscenza.html.

Non distraetevi

5 anni fa credo che pochissimi connazionali conoscessero l’esistenza di Twitter, solo pochi blogger fanatici e usi a testare ogni diavoleria 2.0, potevano argomentare sul futuro di questo servizio.

Fra questi cazzari c’era anche il sottoscritto che nel dicembre 2007 immaginava scenari avveniristici e socialmente sconcertanti: http://webeconoscenza.net/2007/12/20/twitter-mania/

Ora, tutto ciò è realtà: http://www.readwriteweb.com/archives/idriving_a_bmw.php

mi raccomando, non distraetevi alla guida!

A proposito di cultura e apprendimento

Le opere di Salman Khan: http://en.wikipedia.org/wiki/Salman_Khan_(educator) sono ora fruibili anche da iPad da qui: http://itunes.apple.com/us/app/khan-academy-watch.-practice./id469863705?ls=1&mt=8

Per farsi un idea diu quanti materiali ha aggregato e della qualità delle sue lezioni (tutte gratuite), è sufficente collegarsi al sito dell’Academy:  http://www.khanacademy.org/

Se persino Bill Gates ha rivelato che lui e i suoi figli sono fruitori delle sue lezioni, forse è un metodo da emulare.

2night 1st Programming Challenge

Martedì scorso, Simone Tomaello CEO di 2night.it ha presentato ai miei studenti il challange sulla geolocalizzazione dei locali pubblici: http://www.2night.it/contest/

Nell’occasione ha presentato la beta del nuovo sito: http://2night-beta.it/

A me sembra una bella idea quando un azienda di successo, social e innovativa utilizza il crowdsourcing.

Infrastruttura Facebook

Nei prossimi giorni affronteremo in aula tutto l’ecosistema di Facebook, con particolare riferimento alla parte infrastrutturale e applicativa. Siamo una Facoltà scientifica :-)

Seguirà anche un seminario con testimonianze esterne.

Oggi ho preparato il terreno con una serie di slides introduttive che hanno scatenato diverse discussioni. In una facoltà informatica, la maggioranza degli studenti vede ancora Facebook come un ecosistema relazionale e sociale :-) E invece è uno dei player informatici più robusti, IMHO

Punto e a capo

Non voglio entrare minimamente nella polemica della settimana. Son già stati scritti fiumi di inchiostro e spese tonnellate di bit.

A Michele Serra vorrei ricordare qualcosa più ascrivibile all’educazione e allo stile. Anche a me, come credo a molti altri, è capitato durante un pranzo o una cena in famiglia che uno dei miei figli se ne uscisse con un esclamazione del tipo: ‘questa minestra mi fa schifo!‘.  Bene, la prima cosa che ho fatto è stata redarguirlo e consigliargli di usare un termine più appropiato: QUESTA MINESTRA NON MI PIACE.

Credo sia meno offensivo per chi ci ha messo impegno nella preparazione della pietanza e per i commensali che amano relazionarsi a tavola con educazione e sobrietà. Poi, è chiaro che ci son giornalisti che non riesci a digerire, ma non puoi dar la colpa solo agli ingredienti che usano, perchè spesso è proprio il cuoco che non ci azzecca.

Punto e a capo.