Brainstorming

Un bel casino, bollette da pagare, benzina alle stelle, figli precari o disoccupati che fare?

Ci siam riuniti dopo pranzo in salotto e abbiamo fatto un brainstorming. E’ una cosa fighissima, ognuno spara un po’ di cazzate su quanto sarebbe bello il mondo se …….

Alla fine tutti d’accordo abbiamo ribadito che:

  • Si potrebbe rendere la vita più semplice
  • Si potrebbe guadagnare di più
  • Si potrebbe lavorare di meno
  • Si potrebbe godere di una salute migliore
  • Si potrebbero usare meglio le tecnologie (le agendine digitali sono fighissime)

Poi siamo andati tutti a letto contenti :-)

Infradito

Circa un mese fa, in quel di Santa Monica davanti a un burger e a una birra messicana, un amico trasferitosi da anni a Los Angeles mi raccontava le motivazioni che lo avevano spinto a scegliere la California.

Una frase del suo racconto mi è rimasta impressa: ‘ ….. se cerchi un posto dove indossare le infradito tutto l’anno, quel posto si chiama California …..’.

Ogni estate mi reco al lavoro in bermuda e infradito poi, appena entro in ufficio, mi cambio, mi rassetto un po’ e mi concio come un impiegatino modello con i panta lunghi e i mocassini.  Faccio questo da sempre e lo sanno tutti, ma ciò non toglie che sorrisetti e battutine accompagnino queste mie, agli occhi altrui, stranezze. Qualche volta racconto ai miei colleghi di come questo stile di vita sia penetrato anche e soprattutto nella Silicon Valley dove ho visto manager, azionisti e developer condividere le loro esperienze professionali in bermuda e infradito.

L’abito non fa il monaco ma spesso l’apparenza inganna. Forse non siamo più nemmeno liberi di esprimerci e siamo spesso costretti a recitare un ruolo che ci è imposto. Peccato, perchè il clima del bel paese, per certi versi, è simile a quello della California.

La California è il laboratorio sociale più futuristico degli Stati Uniti. Qualunque appetito nasca negli esseri umani, qui trova di che alimentarsi. Se la tecnologia escogita un nuovo gadget utile, la Silicon Valley lo produrrà alla velocità della luce. Se una delle celebrità postmoderne della Southern California, dice la sua in fatto di moda, se ne ripercuote l’eco per tutto il paese.

La California rappresenta un luogo dove qualsiasi cosa può accadere – e di solito accade. I Californiani si divertono nelle loro stranezze e contraddizioni e sono orgogliosi di vivere in uno dei posti più vari ed eccitanti del mondo. 

Già, anche loro son proprio strani, agli occhi nostri.

Ciao Scott

Eroi e coglioni

La morte di Angelo di Carlo è destinata all’oblio, all’indifferenza. As usual.
Io non so, non posso giudicare se fosse un eroe. Ma son sicuro che verrà presto dimenticato e qualcuno lo definirà pure un coglione.

Scriveva oggi Mentana sul suo profilo Twitter: ‘Dandosi fuoco per protesta contro l’ingiustizia economica Mohamed Bouazizi incendiò il nord Africa. Di Carlo lo ha fatto da noi e è morto solo ‘.

Un mugugno che fa riflettere il suo, come tanti altri. Perchè noi italiani siamo campioni mondiali di mugugno sui social network, nel mentre aspettiamo che nascano le nostre Pussy Riot e che qualcuno ci indichi la nostra Piazza Tahrir. Nel contempo siam pronti a rientrare dalle vacanze, con un nuovo campionato di calcio in HD e la benzina a 2 euro al litro.

Buon campionato, coglioni.

p.s. se qualcuno si dovesse offendere per il termine ‘coglioni’,  me ne scuso sinceramente, ma ricordo che questo stesso termine è stato spesso usato (e dunque sdoganato) da un illustre primo ministro.

In questi giorni di calma ferragostana, procedo a spron battuto con il diario su altro blog-luogo :-) Stay tuned!

Mother Road ROUTE 66

15 Luglio 2012, domenica mattina nello Utah più profondo.

Già ieri sera, trovar da mangiare a Richfield (UT) è stata un impresa, non vi dico trovare una birra. Qui l’influenza mormone è ovunque e persino l’alcool è appena tollerato e dunque distillato ed erogato a gradazione bassissima.
D’altronde siamo sull’antica rotta dei mormoni, in uno dei luoghi più conservatori d’America. Da queste parti nacque la madre di Mitt Romney, mica pizza e fichi. E il colore della pelle è bianchissimo.

La tappa finale di oggi sarà da qualche parte in Colorado, dove contiamo di arrivare nel pomeriggio per passeggiare un po’ fra i pini e i torrenti di montagna.
Partiamo dunque in direzione est lungo la I-70 che, fino a Salina (UT), non è altro che una noiosissima autostrada in mezzo ai boschi. Dopo un po’, però, ecco la grande sorpresa. Il panorama si apre e un segnale chiarissimo ci…

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Questione di parametri

Stamane salgo in autobus e incontro un amico che lavora come funzionario presso una grossa banca.
Parliamo un po’ delle vacanze e il discorso scivola sulla crisi, analizzata anche dal suo punto di vista, oserei dire privilegiato.

A sentirci, forse, sembravamo anche seri e competenti.

Riusciamo ad articolare tesi ed ipotesi basandoci non solo su supposizioni ma anche sui dati che lui riesce ad offrirmi, su titoli, prestiti e analisi finanziarie sui grossi flussi internazionali.

A sentirci, forse, sembravamo anche seri e competenti.

Parliamo di sostenibilità dei titoli, di un settore finanziario che vive più sul rischio che non su analisi serie dei piani industriali, sul grosso problema della solvenza dei mutui, sull’accesso al credito, finanza creativa, strategie delle banche centrali, ecc.

Poi io mi diletto su analisi sociologiche, potere d’acquisto delle famiglie, tesoretto dei risparmi, grande incidenza del nero, conflitto sociale in atto, ecc.

A sentirci, forse, sembravamo anche seri e competenti.

Poi il mio amico scende e un tizio che deve aver ascoltato  tutta la chiaccherata mi esordisce così: ‘ma come fate a parlare di crisi se è pieno di drogati? Dove li trovano i soldi per gli spinelli se c’è crisi?’ Abbozzo un sorriso, indosso le cuffiette e attacco l’iPod.

In effetti non eravamo ne seri ne competenti. Diciamo che la nostra analisi verteva su parametri diversi dai suoi.

Ecco, avete presente quello dei ristoranti sempre pieni?

Quello che Volunia non è riuscito a fare

Forse, dico forse, e ancora forse. Quello che Volunia non è riuscito a fare, Bottlenose potrebbe portarlo all’ennesima potenza.

Io mi ci sto tuffando. Per ora è beta, come tutto il web, del resto.

Un po’ STREAM

Un po’ MAGAZINE

Un po’ TRENDING SCANNER

E tanto SOCIAL

Questo giocattolo è il frutto di un algoritmo chiamato StreamSense che sfrutta tecniche di linguaggio naturale e ovviamente, classificazione semantica. Grazie a ciò si riescono a valutare le tendenze, ovvero i contenuti sui quali l’utente si sta focalizzando, per poi restituirgli un set di proposte di lettura e di conoscenza.

Provatelo, poi mi dite.

Farfallina o Patatina?

Ieri sera sul tardi, sdivanato e mezzo rincoglionito davanti alla tele, vedo passare uno spot di pubblicità ingannevole.

Esco dal torpore e realizzo un po’ meglio il contesto.

Voi direte? Che ci facevi su Italia1? A dire il vero stavo sonnecchiando sulla replica di Witness con Herrison Ford, ma in effetti non ci son scuse.

Ora, non voglio fare il bacchettone, il moralista e l’illuso ma, al netto dei gonzi che ci cascano, la tragedia orrenda che sta desertificando il sottile e precario strato culturale sul quale si regge ancora questo paese, credo sia ormai giunta al suo epilogo.

Cos’altro di più trash potrebbero inventarsi per procedere con l’opera di lobotomizzazione di massa?

 

Generazioni

Leggo, lurko, ogni tanto mi acciglio un po’. Li conosco, alcuni posso definirli amici. Forse.

Eppure c’è qualcosa che stona e che non torna. Non le rivendicazioni, le aspettative, le speranze. Forse i modi, le sfumature, chissà. Ora scalciano, chiedono spazio, e prendono di mira tutti quelli che gli stanno davanti. In senso generazionale. Lo fanno sul web.

Ho figlie maggiorenni, brave, laureate o laureande che, aspettando qualcosa di meglio, lavorano come commesse.

Ho anche amici trentenni che appena usciti dall’università pretendono di fare i manager.

Fra i due estremi c’è un mondo di ragionamenti, di ideologie, di retropensieri e di opportunismi. Ma anche di storia.

E allora ricordo il ’69, l’autunno caldo. Probabilmente nessuno lo ricorda, e molti di quelli che ora scalciano non erano ancora nati. Mio padre scioperava da mesi, difendeva lo stato sociale. Eravamo alla fame, la crisi attuale mi fa ridere, al confronto. Venne il giorno che ci chiese anche i risparmi del porcellino. Si, il porcellino quello sopra il frigorifero, dove noi figli mettevamo i nostri piccoli risparmi.

Era appena passato il ’68 e aveva lasciato il segno. La classe operaia e quella studentesca andavano in piazza a braccetto. Rivendicavano diritti che ora, molti trentenni, forse giustamente considerano la causa di tutti i mali: il posto fisso, l’assistenza garantita, la pensione, ecc.

Chi ci stava davanti, sempre da un punto di vista generazionale, non ce la fece passar liscia. Per 20 anni molti giovani illusi, ideologizzati, sfruttati dai partiti (il PCI per primo), arruolati dalla malavita, furono sacrificati e persero la vita. Chi protestava non aveva il web, a volte è utile ricordarlo. Non aveva amplificatori mediali, doveva farsi il mazzo con il volantinaggio, nelle scuole e nelle fabbriche.

Poi vennero gli anni della spesa, del benessere e del menefreghismo. Gli yuppies non avevano studiato molto, ma erano la generazione da bere e pretendevano di aver in mano le redini del paese. Successe che una generazione intera venne lasciata fuori dalle stanze dei bottoni. Succede spesso nella storia. E gli yuppies vinsero e diventarono manager.

E allora ricordo che feci il cameriere, il commesso in una vetreria, vendevo enciclopedie nei cinema, poi feci il custode di museo, l’impiegato in tribunale, e tanti altri mestieri. Trovai infine la via dello sport e poi quella della professione. Ci misi quasi 15 anni a stabilizzarmi.

Come me, molti dei miei coetanei.

Ecco, io sono uno di quelli che stanno davanti. E che spesso, per chi legge con continuità questo blog, urla: largo ai giovani!

Si, largo ai giovani, quelli meritevoli e quelli che combattono davvero, in silenzio e con dignità, tutti i giorni dando e dandosi speranza, senza mugugnare ma facendo, con grande umiltà, tutti i mestieri possibili e probabili per arrivare un giorno a trovare la loro dimensione.