CONVERSAZIONI SUL DIGITALE: DECRETO CRESCITA

Il 6 Febbraio prossimo alle ore 17.30 la Fondazione Pellicani organizza: CONVERSAZIONI SUL DIGITALE: DECRETO CRESCITA

La sede dell’evento è la Villa Settembrini in Via Giosuè Carducci, 32, 30171 Mestre

SAVE THE DATE:

Introduce:
Nicola Pellicani – giornalista, segretario Fondazione Gianni Pellicani

Intervengono:
Alessandro Fusacchia – Coordinatore della Segreteria Tecnica del Ministro Corrado Passera
Gianfranco Bettin – Assessore alla Cittadinanza Digitale del Comune di Venezia
Riccardo Donadon – fondatore di H-Farm
Michele Vianello – Direttore del Parco Scientifico Tecnologico di Venezia

Modera:
Gianluigi Cogo – Direttore scientifico di Pionero www.pionero.it

Finalmente l’Italia si è accorta che le sfide del futuro si giocano anche sulla rete internet e attraverso un acculturamento digitale che permetta a cittadini e imprese di evolvere e competere in un mondo sempre più globale e digitale.
Anche le città sono coinvolte in questo cambiamento, ci dicono che saranno più intelligenti e più digitali. Proviamo allora a capire quali opportunità l’Agenda Digitale Italiana, istituita lo scorso marzo, può offrire alle categorie economiche e ai cittadini.

La Fondazione Gianni Pellicani e la Consulta per la Venezia e il Veneto digitale vogliono interrogarsi sulle opportunità che offre il decreto “crescita 2.0”, oramai convertito in legge, in cui sono inserite le prime misure per l’applicazione dell’Agenda Digitale Italiana. All’incontro parteciperanno Alessandro Fusacchia, Coordinatore della Segreteria Tecnica del Ministro Corrado Passera e consulente per l’innovazione del Ministero dello Sviluppo Economico, l’esperto che ha coordinato i lavori sull’agenda digitale ; Riccardo Donadon, fondatore di H Farm incubatore di ricerca e innovazione tecnologica; Gianfranco Bettin, assessore alla Cittadinanza Digitale del Comune di Venezia; Michele Vianello, Direttore del Vega.

Molti i temi interessati dal provvedimento, ne abbiamo isolati tre:

E-GOVERNMENT
START-UP INNOVATIVE
BANDA LARGA

La conversazione raccoglierà anche i suggerimenti raccolti via Twitter attraverso l’hashtag: #veneziadigitale che la Consulta ha già lanciato sui social network.

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Content Curation in aula

Domani inizio alcune lezioni di Content Curation per Formez, poi per Maggioli e infine anche con dei webinar di cui vi darò notizia.

Le lezioni saranno densissime di esempi e, soprattutto di ‘learning by doing’.

Pubblico in calce la versione 1.0 della traccia che seguirò durante le lezioni, nella quale ho inserito molti concetti prelevati dai link e dai post citati o dalle principali raccolte che curo:

per le slides, rimando alla prossima settimana. Enjoy

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Corso sulla Content Curation

A) Parte prima (mattino): – Definire gli obiettivi (la strategia, il target e l’organizzazione del team)

1) Intro: (fonte utilizzata http://webeconoscenza.net/2012/11/16/content-curation/)

Curation is the act of continually identifying, selecting and sharing the best and most relevant online content and other online resources on a specific subject to match the needs of a specific audience (Ann Handley Co-author, Content Rules)

La Content Curation è il processo teso a identificare, selezionare e condividere i migliori e più pertinenti contenuti digitali relativi a specifici argomenti, in modo da soddisfare le esigenze di determinati settori di utenza. (FARE ORDINE NEL DISORDINE DEL WEB).

Perchè nasce questa ‘disciplina’?

Perché mai come oggi, è necessario far risparmiare tempo agli utenti online nella ricerca di contenuti e notizie di loro interesse. Con i motori di ricerca non sempre i risultati sono effettivamente utili ed è per questo che nell’attività di Content Curation diventa fondamentale l’apporto umano.

La Content Curation è la medicina ottimale contro l’information overload (sovraccarico informativo di internet). Ci avete mai pensato che molto probabilmente, in un solo minuto, oggi vengono ‘PRODOTTE’ più informazioni che in tutto il secolo precedente? Ovvio che stiamo andando per intuizione e che, per consolidare questo assunto, dobbiamo accettare il fatto che il social web sia diventato (dopo radio, tv e giornali) il quarto elemento portante dell’infrastruttura mainstream, ma è difficile negare che questa percezione sia molto diffusa.

La Content Curation è sicuramente una prassi emergente e relativamente nuova (un paio di anni) che migliora e, spesso sostituisce, precedenti tecniche usate per fruire e organizzare contenuti del web.

Principali azioni collegate alla dinamica di Content Curation:

  1. SELEZIONE
  2. ORGANIZZAZIONE
  3. GESTIONE/MANUTENZIONE
  4. PUBBLICAZIONE

2) Ricerca dell’obiettivo e del valore

L’attività Content Curation non va intesa SOLO come ottimizzazione dei contenuti informativi ma anche (e forse soprattutto) come servizio verso il proprio pubblico. Quando si parla di Content Curator, si intende qualcuno che offre ad una più o meno ristretta audience, la propria professionalità e la propria competenza su un dato argomento, grazie ad un lavoro di filtraggio qualitativo di contenuti, informazioni e notizie, donando ad essi il proprio (soggettivo ma circonstanziato) valore aggiunto.

Ed è proprio questo valore aggiunto che permette alla Content Curation di non essere uno sterile accorpamento di dati ma di divenire, ogni volta, una nuova creazione. Esistono, infatti, mille modi per raccontare una stessa storia e altrettanti per interpretarla e contestualizzarla.

Oggi le notizie arrivano in ogni minuto e dalle più svariate fonti, per questo ciò che viene chiesto ai giornalisti e ai professionisti del mondo dell’informazione e non solo, non è più la ricerca e la diffusione delle breaking news, bensì l’interpretazione e il collegamento tra di esse.

E’ il saper scegliere gli strumenti e riconoscere quelle che sono le vere notizie, raccogliendole e poi ricostruendole dentro un frame nuovo più ricco, magari aggiungendo la componente di storytelling per poi rilanciarlo su quegli stessi strumenti da cui i vari frammenti sono stati raccolti.

Il riassunto di queste ultime considerazioni è sintetizzato bene in una videointervista di Alessio Jacona sul tema di ‘Content Curation e giornalismo’:

http://youtu.be/2-y7ZDq9rk0

3) Selezionare le fonti (controllare l’autorevolezza o la certificazione e verificare le fonti)

Non è paradossale usare carta e pennarelli o mappe mentali o altre tecniche di visualizzazione per riflettere e pianificare l’attività di curation. Come per tutte le attività di progettazione non è necessario che la curation venga svolta in modalità digitale. Anzi, all’inizio è meglio sedersi tutti assieme attorno a un tavolo, prendere dei pennarelli, della colla e dei fogli di carta colorati e disegnare una mappa concettuale.

Un curatore, comunque, deve prepararsi a presidiare e monitorare attivamente i Social Media e predisporsi all’ascolto con pazienza e modestia. Ciò significa conoscere le keyword e le buzzword più utilizzate e inerenti al tema che si sta monitorando, e poi fidelizzare le fonti (anche relazionandosi con link sociali). E’ necessario, inoltre, avere destrezza con gli strumenti (tools) di aggregazione e predisporsi con costanza al ‘foraggiamento’ quotidiano di contenuti, valutandoli, curandoli e ottimizzandoli, nonché arricchendoli, per poter offrire un buon prodotto agli interlocutori.

Esperienza, esperienza, esperienza! Farsi tanta esperienza, è la chiave del successo.

Seguire i blogger e le twitterstar ha senso? E’ certo la tendenza più in voga ma siamo sicuri che determini un valore? Forse si, dipende dall’autorevolezza che questi ‘influencer’ son riusciti a conquistare.

Bisogna fidarsi delle agenzie di stampa? Queste ultime controllano sempre le fonti? C’è più fidelizzazione nel mainstream o nei Social Media?

Per rispondere a queste domande, forse, è conveniente fare un escursus sul tema del ‘factcheking’ che, ben si sposa con la Content Curation.

Sergio Maistrello fa un’escursione piuttosto completa nella presentazione che accompagna il suo video:  http://www.sergiomaistrello.it/2013/01/18/che-cose-il-fact-checking/ e, per completare il quadro, val la pena analizzare il servizio: https://factchecking.civiclinks.it/it/ per comprenderne le dinamiche sociali e partecipative.

Dunque, verifica, verifica, verifica …… che richiede più ATTENZIONE che TEMPO!

L’elemento chiave che da valore alla Content Curation è la competenza ed il focus del curatore, nonché la pertinenza dell’argomento che questi ha selezionato:

ESTRATTO DA: IL BUON CURATORE: http://www.masternewmedia.org/it/content-curation-come-distinguere-i-veri-curatori/

– Ottimizza

Ottimizza i titoli per renderli pertinenti per il suo pubblico. I titoli, ancora, sono spesso scritti male, o usando un classico approccio giornalistico, oppure usando complicati approcci psicologici per farli apparire più interessanti. Il lavoro del curatore dovrebbe rendere il titolo rilevante per la sua audience-tribù, ponendolo in evidenza e spiegando cos’è davvero il contenuto.

Modifica

Modifica / riscrive i titoli, le descrizioni e più, per personalizzare ancora meglio la rilevanza del messaggio, il linguaggio ed il focus per una specifica audience-tribù.

– Formatta

Formatta i contenuti curati con precisione microscopica utilizzando gli stili dei caratteri, le spaziature, l’uso di liste puntate / numerate, per fornire maggior leggibilità e comunicare in maniera più efficace i concetti chiave presenti nel contenuto originale.

-Seleziona

Seleziona ed aggiunge immagini rilevanti, foto, illustrazioni che complementano e rafforzano il contenuto con cui sono associate.

– Estrapola

Estrapola del testo e dei passaggi dal contenuto effettivo, per aiutare il lettore a capire il più rapidamente possibile di cosa parla il contenuto e perché sarebbe rilevante leggerlo.

– Scrive

Scrive la sua introduzione, per contestualizzare e spiegare la rilevanza del contenuto per la sua specifica audience-tribù. Apporta una “voce personale” che unisce insieme notizie o contenuti, che vengono dalle fonti più disparate. Guida il lettore attraverso di esse come farebbe la guida di un museo.

– Classifica

Cura i metadati dei suoi canali e dei suoi contenuti. Fornisce tag, titoli e categorie precise per il contenuto curato.

– Linka

Integra link ulteriori per estendere / espandere il campo d’azione dell’articolo, o per fornire ulteriori riferimenti su specifici contenuti.

– Personalizza

Personalizza ogni pezzo di contenuto curato in maniera diversa per ogni canale o pubblico sui social media quando necessario / appropriato.

– Verifica

Verifica la qualità e l’integrità della fonte originale (leggendo tutto il contenuto originale), con un approccio critico nel decidere cosa pubblicare e cosa no.

– Attribuisce

Attribuisce completamente la paternità delle fonti usate. Si preoccupa di fornire riferimenti e citare fonti personali (quando appropriato) e da credito per ogni suggerimento ricevuto per rendere la sua attività una nuova virtù (lo è veramente, perché fornisce accesso a fonti nuove e sconosciute e dimostrando la trasparenza dell’autore-curatore).

– Filtra

Spende la maggior parte del suo tempo verificando e filtrando molti dei contenuti in arrivo, non approvando e pubblicando la roba che gli arriva.

– Partecipa

Partecipa frequentemente ad un circolo selezionato di curatori fidati in argomenti relazionati, complementari o simili.

– Suggerisce

Suggerisce e raccomanda a turno con altri curatori storie specifiche per i loro newsradar.

– Approfondisce

Spende il proprio tempo cercando più contenuti / contesto da aggiungere ad ogni elemento quando può aiutare ad arricchirlo, o a rendere più interessante una storia esistente. Cerca ulteriori riferimenti, recensioni, citazioni o storie che possano fornire un quadro più completo dell’attuale.

– Ricerca

Cerca sempre fonti nuove, credibili ed interessanti. Non si accontenta mai delle fonti che ha ed ama scoprire nuovi modi, strumenti e reti dove trovare utili fonti di notizie.

– Modifica Filtri e Ricerche

Crea filtri e specifiche ricerche persistenti per aiutarsi a trovare contenuti da curare sempre molto rilevanti ed utili.

– È Trasparente

Ammette chiaramente il focus, il target-tribù, gli obiettivi della sua comunicazione ed i criteri secondo i quali il contenuto viene selezionato od escluso dal suo newsradar, o dai suoi canali curati.

– Raccomanda

Raccomanda pubblicamente altri newsmaster, curatori e specifici newsradar.

– Assorbe

Assorbe raccomandazioni, consigli e suggerimenti dai suoi lettori, sempre riconoscendone il contributo.

Più queste attività sono incorporate nel tuo flusso di lavoro di content curation, maggiore è la qualità ed il valore che vai a creare.

4) Scegliere le tecnologie (i principali strumenti free e pro)

Se davvero vi interessa la Content Curation, dovrete abituarvi a esplorare i vari servizi e le molteplici piattaforme e tenerne d’occhio la continua evoluzione.

Il valore della curation non è nello strumento in se, ma nella capacità cognitiva, nei riferimenti culturali e nel metodo di chi la fa. La piattaforma è soltanto uno strumento e, secondo Giuseppe Granieri (http://www.fanpage.it/content-curation-produzione-di-contenuti-e-i-nuovi-modelli-di-business-l-opinione-di-giuseppe-granieri/), si può fare curation anche con uno strumento semplice come il blog.

ELENCO DEI PRINCIPALI SERVIZI E STRUMENTI A SUPPORTO DELLA CURATION:

– I feed rss:http://webeconoscenza.net/2007/08/02/cosa-sono-e-come-si-leggono-gli-rss/

RSS: Slide: http://www.slideshare.net/weppos/introduzione-feed-rss-e-atom/

Sistemi automatici per la creazione e gestione di flussi come: ‘IF THIS THEN THAT’ che mette a disposizione molte ricette pronte sugli RSS: https://ifttt.com/recipes

Nel caso un sito non offra il servizio di feed rss, è possibile utilizzare: FEEDYES: http://www.feedyes.com/ che si occupa di fare da broker.

– Alcuni aggregatori di fonti:

Backstit: http://backstit.ch/ aggregatore sociale, rss e fonti di news. (anche app mobile)

Taptu: https://www.taptu.com/ aggregatore sociale, rss e fonti di news (anche app mobile)

Feedly: http://www.feedly.com/ rss e news (anche app mobile)

Pulse: https://www.pulse.me/ rss, news, canali, ecc., uno dei più completi anche nell’offerta di compatibilità con tutte le piattaforme mobili)

Prismatic: http://getprismatic.com/ (Personal Newsfeed). Uno dei nuovi arrivati e per certi versi più innovativi e, soprattutto, più social. E’ in grado di fare una scansione sui contenuti che aggreghiamo in rete e sulle relazioni (fan/follower) di cui disponiamo per suggerirci delle letture personalizzate (suggestion). Da non sottovalutare, una sezione ‘storica’ dove Prismatic tiene nota di quello che abbiamo condiviso.

– Alcuni strumenti per aggregare e curare in mobilità ( trattati in questo post: http://webeconoscenza.net/2012/09/10/non-ci-feediamo-piu/ )

– Flipboard: http://www.flipboard.com/ Raccoglie in un’unica rassegna stampa personale contenuti presi dalla rete e dedotti dal proprio comportamento su social network come Facebook, Twitter, Tumblr etc.

Ovviamente permette di aggregare i nostri vecchi feed rss con l’account di Google Reader.

– Zite: http://zite.com/ Offre una capacità di apprendimento (do you enjoy reading this?) davvero stimolante. In pratica, interagendo con l’applicazione si può richiedere a Zite una più forte personalizzazione del servizio, basata sui gusti di lettura. E’ dunque l’algoritmo che, ‘imparando’ dal nostro comportamento, determina quale flusso di notizie proporci. Ovviamente anche Zite permette di aggregare i nostri vecchi feed rss con l’account di Google Reader.

– Storify: http://storify.com/  – trattato più avanti in questa lezione)

– Google Currents: https://www.google.com/producer/currents Appena aggiornato e ridisegnato (24/1/2013) aggiunge ora la sezione “Ultime Notizie” che guadagna come fonte Google News, permettendo all’utente di salvare i contenuti per una lettura successiva.

Purtroppo non offre funzioni di curation avanzate ma solamente lo sharing e, stranamente e inspiegabilmente, non si collega automaticamente a Google Reader pur permettendo l’scrizione separata delle fonti feed rss già sottoscritte su quella piattaforma. La scelta di Google è molto strana, in quanto i due servizi condividono la stessa vista e la stessa alberatura delle fonti RSS.

Trapit: http://trap.it/

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B) Parte seconda (pomeriggio): Costruire un flusso (scegliere i contesti, le liste, i gruppi e i tempi)

1) Pinnare con l’utilizzo dei Bookmarklet

Molti servizi semiautomatici includono la possibilità di ‘PINNARE’ grazie all’utilizzo di un bookmarklet, ovvero un piccolo programma che può essere memorizzato come una normale URL all’interno dei segnalibri (bookmark in inglese) nei browser web più popolari, o all’interno degli hyperlinks di una pagina web. I bookmarklet sono anche detti favlets o favelets per via del fatto che Internet Explorer utilizza il termine “Favorites” (preferiti in italiano) per indicare appunto i segnalibri.

Lo scopo dei bookmarklet è di poter dare agli utilizzatori un metodo pratico ed immediato per eseguire una determinata operazione ( ad esempio utilizzare un servizio web, o svolgere una specifica operazione sulla pagina che si sta visitando ); l’operazione effettuata normalmente è legata al sito che rilascia il bookmarklet, ed è una semplice scorciatoia per utilizzare i servizi web offerti dal sito che ha sviluppato il bookmarklet (Wikipedia)

Molti sono i servizi che utilizzano il concetto di PIN: Pinterest, Storify, Sccop.it. Rebelmouse, ecc.
Un esempio ben esplicitato: http://pinterest.com/about/goodies/

2) Archiviare il contenuto per un’analisi successiva

Anche in questo caso si fa largo uso di bottoni e/o estensioni del browser per archiviare i contenuti in appositi servizi che, per lo scopo della Content Curation, si configurano come buffering (letteralmente: memoria tampone, memoria di transito) dove catalogare i contenuti prima di procedere all’analisi, alla cura e alla diffusione.

Il più famoso è indubbiamente: http://getpocket.com/ seppure il social graph di Facebook, permetta di svolgere la stessa funzione (vedi ad esempio l’utilizzo che ne fanno le testate giornalistiche on-line come Repubblica).

Interessante, per lo scopo, anche l’utilizzo di Evernote con la funzionalità di clipping: http://webeconoscenza.net/2013/01/25/content-curation-con-evernote/

2) Usare i sistemi robotizzati (alcune delle principali tecnologie automatiche e semiautomatiche)

Negli ultimi tempi stanno nascendo piattaforme online che offrono la possibilità di creare canali tematici per la curation di informazioni inerenti argomenti specifici. Per le aziende c’è anche l’opportunità di aprire degli account pro, per permettere ai clienti di usufruire di notizie di qualità, che possano essere condivise con gli utenti(amici, followers ecc.) della rete.

Prerequisiti di una piattaforma di Content Curation:

  • Interfaccia semplice e funzionale,
  • Registrazione e login tramite l’account dei social network
  • Like, commenti e share sui maggiori social
  • Ricerca di notizie tramite fonti esterne
  • Pubblicazione di notizie tramite URL
  • Pubblicazione di notizie tramite altri utenti
  • Pubblicazione di notizie scritte personalmente

a) Storify: http://storify.comPermette di modificare il proprio giornale a piacimento prima di renderlo pubblico o di incorporarlo (embed) in un altro sito. Consente inoltre il drag&drop delle notizie, un facile ordinamento e la ricerca chiara dalle fonti.

Dispone di alcune estensioni: http://storify.com/tools , di una plugin per WP: http://wordpress.org/extend/plugins/storify/  , delle apposite API: http://dev.storify.com/api/summary  e di un App Mobile.

b) Pinterest: http://www.pinterest.com/E’ basato sull’approccio ‘visual’, infatti raccoglie immagini su argomenti prescelti dall’utente. Permette di creare infiniti album (boards) in cui condividere (pin) le immagini. Consente di suddividere i boards per categoria e facilita la funzione di ‘pin’ tramite URL, bookmark o caricando l’immagine dal proprio computer. E’ di fatto un social network, in quanto permette il follow di utenti preferiti, i commenti, il repin o il like dei propri pin o di quelli degli altri utenti.

Offre una versione business: http://business.pinterest.com/ , applicazioni mobile: http://pinterest.com/about/apps/ ma non offre API: https://help.pinterest.com/entries/21151603-i-m-a-developer-does-pinterest-have-a-public-api

c) Scoop.it: http://www.scoop.it/Forse, ad oggi, il più completo per le tecniche di curation. Consente di aggiungere tag ai magazine, di effettuare il rescoop, nonché commentare le notizie provenienti da altri canali. Si possono seguire i curators preferiti e visualizzare le statistiche sulle attività.

Per ogni ‘TOPIC’ son previste due modalità che permettono di CURARE e di VISUALIZZARE:

  • La modalità CURATE offre suggerimenti automatici con la possibilità di rimuovere, scartare o pubblicare i risultati.
  • La modalità VIEW, offre un interfaccia grafica dal layout familiare, simile a un giornale cartaceo.

Anche Scoop.it offre il bookmark per caricare immediatamente l’url http://www.scoop.it/bookmarkletInfo , offre anche interoperabilità nativa con WordPress: http://feedback.scoop.it/knowledgebase/articles/32038-2-3-how-to-link-a-wordpress-blog- , API per gli sviluppatori: http://www.scoop.it/dev . Scoop.it ha un suo marketplace: http://www.scoop.it/extras e ovviamente un app mobil, nonché un’offerta business fra le più interessanti e complete: http://www.scoop.it/pricing/guided-tour#Business

d) Twitter

Seppure molti lo considerano un elemento utile per la curation grazie alle liste, agli hashtag, ed altre funzionalità, val la pena sottolineare che con la CONTENT CURATION non ci si limita soltanto a diffondere contenuti che spesso in rete sono già stati condivisi da qualcun’altro, piuttosto si tende a SELEZIONARE i contenuti più pertinenti (a mano o con sistemi automatizzati) e ad inserirli nel circuito in cui si opera, accompagnandoli con un commento o un’appendice che aggiunga valore a quello già implicito nell’origine selezionato per la diffusione.

Twitter agisce con la modalità prevalente di LINK SPRAYNG (letteralmente spruzzare link) e dunque, difficilmente aggiunge valore all’originale perchè il timing, il livello di attenzione suscitabile e soprattutto la difficoltà di elaborare commenti e contributi in appendice, lo confina a genera, al massimo, dei retweet.

L’abilità del curatore non è solo quella di trovare ‘tanta roba’ e twittarla. La vera abilità sta nel maturare un esperienza con le informazioni trovate e contestualizzarla all’interno di uno spazio limitato che non può essere solo Twitter.

Lo stesso acquisto da parte di Twitter di una giovane start-up come Summify, comunque, è una mossa che ha scosso molto il mercato. Non si sa ancora come l’uccellino azzurro deciderà di implementare il nuovo tool, ma la considerazione che fanno tutti è: se troverà il modo giusto, quanto potrà essere dirompente l’impatto di un social così mobile-oriented in questo mondo?

Per completare l’escursus, val la pena scorrere quest’ottima presentazione di sintesi sulle principali piattaforme: http://www.slideshare.net/simonesabatino/content-curation-13652045

3) Aggregare e pubblicare i risultati (raffinazione, presentazione e/o pubblicazione)

Quest’ultima fase: ‘PUBBLICAZIONE CURATA’, ha un valore visivo, persuasivo e anche di marketing. Anche se qui non viene trattato l’argomento del content marketing, va detto che per i brand la strada per generare dinamiche virali e brand awareness è anche quella di restare informati su tutte le evoluzioni, aggiornare i propri canali social seguendo le più recenti indicazioni dell’audience e cercare di diventare opinion leader del proprio settore di riferimento.

Alcuni dei servizi che vengono qui elencati sono l’appendice ideale e/o il completamento delle funzioni offerte dai sistemi di cura semiautomatici visti in precedenza:

– Paper.li: http://paper.li/ E’ indubbiamente orientato ad emulare un ‘on-line-magazine’ e, in effetti, l’appeal visivo è molto bello. Consente, comunque, di effettuare una curation ex-post per ottimizzare il magazine. E’ fra i più diffusi.

– Rebelmouse:  https://www.rebelmouse.com/Adotta il modello visual e raggiunge ottimi livelli grazie anche alla disponibilità di una plugin per WordPress che ne consente l’integrazione con questo diffusissimo CMS. Grazie poi alla personalizzazione del foglio di stile, alla possibilità di effettuare delle slideshow e infine alla funzionalità di ‘clipping’ via bookmark, che permette di effettuare attività di curation extra, oltre le fonti già federate, diventa un vero punto di riferimento nell’ambito della ‘pubblicazione curata’.

Ultimamente ha ampliato l’offerta con le funzioni di TAB e PAGINE: https://www.rebelmouse.com/RebelMouse/

– Tweetedtimes: http://tweetedtimes.com/#!/webeconoscenza/un altro ottimo servizio molto orientato a promuovere Twitter come strumento ‘mainstream’ che, purtroppo, non permette la gestione accurata delle fonti provenienti da altri Social Media. Si limita, dunque, diversamente da Rebelmouse, a pubblicare in forma visuale i tweet dei nostri contatti, piuttosto che quelli provenienti dalle liste o delle ricerche.

Offre un app gratuita per iPad che ne esalta la fruibilità secondo i canoni della tablet user experience.

– Twylah: http://tweets.gigicogo.it/ – Il miglior servizio di Visual Curation è indubbiamente Twylah che, grazie al dominio personalizzabile si è garantito un posto nella mia splash page personale.

Ottima integrazione con WordPress. Davvero un gran bel servizio, molto raffinato ed elegante.

4) Visual storytelling:

Per chiudere il cerchio, se dovessi consigliare due servizi che automatizzano un po’ la ricerca di fonti multimediali e offrono un output ‘amazing’, allora punterei decisamente su: https://gigicogo.jux.com/   e ancora meglio su http://erly.com/user/gigicogo/lighthouses/ . Decisamente più storytelling che curation, ma scegliendo e curando le fonti possono diventare un ottimo mezzo di promozione dei contenuti che vogliamo diffondere alla nostra audiance.

5) Il newsmaster (ennesima figura professionale o opportunità?)

Il Content Curator NON è uno “scrittore” è un AGGREGATORE, conosce il web, sa riconoscere contenuti di qualità, si occupa dell’editing di questi contenuti, fornisce notizie pertinenti alle richieste e ai bisogni degli utenti. Diventa un ‘autore’ privo di ‘autorialità’ ORIGINALI, ma con grandi competenze di ricerca, selezione e pubblicazione.

Content curation con Evernote

Vista l’enorme e interessantissima offerta di aggregatori per tablet, unita alla longevità di RSS che viene ancora utilizzato come servizio di base per i flussi informativi e la cura dei contenuti, le attività di clipping (ritaglio web) sembrano ormai inutili.

Eppure non è proprio così scontato che il clipping sia morto, perchè non sempre una pagina o un articolo inducono ad abbonarsi al feed del sito e, soprattutto, esistono ancora siti che non offrono funzioni RSS, fra questi molti forum.

E’ vero, ci sono le funzioni di scoop via bookmarklet, molto comode ma spesso un ritaglio basta e avanza.

A me piace clippare e aggregare con Evernote, servizio che sfrutto anche come cloud storage ma che può essere usato, analogamente al più celebre Pocket che rimane lo strumento preferito per l’attività di pre-curation e il buffering di contenuti informativi.

Usando Chrome, è fondamentale installare l’estensione per il browser di Big G che offre le seguenti funzionalità:

• Clip articolo: clicca sull’estensione quando consulti un blog o un sito di news e l’estensione salverà automaticamente tutto il contenuto dell’articolo
• Clip selezione: seleziona il testo, i link e le immagini che vuoi salvare e poi clicca sull’estensione
• Clip pagina intera: salva l’intera pagina con un solo clic
• Solo link: seleziona l’opzione Ritaglio URL per salvare solo il link della pagina di interesse
• Ritaglia sui taccuini o i taccuini condivisi in cui hai l’autorizzazione a modificare
• Ritaglia i PDF che visualizzi in Chrome direttamente nel tuo account Evernote.

Qui la guida completa e un video dimostra perfettamente le funzionalità.

Una volta salvata la clip sul taccuino di Evernote, sarà possibile condividerla, as usual, sui principali socialnetwork.

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Dunque, un altro modo di fare content curation ‘a mano’, senza dover scomodare Scoop.it o Storify che sono progettati soprattutto per l’attività automatica di discovery delle fonti.

Enjoy

Social first

Ieri, durante un interessante seminario su Cloud Computing e Social Media Marketing, Mattia Farinella di Marketing Arena ha ben fissato un concetto che condivido al 100%: I SOCIAL BUTTONS DEVONO STARE NELL’HEADER, NON NEL FOOTER.

Infatti, ricordo ancora la diatriba (finita benissimo con soddisfazione per entrambe le parti) con Mediaworld e la conversazione nei commenti con Marco Massarotto….uno che se ne intende :).

Ma Mediaworld, e la media agency che l’affianca, è sul pezzo e infatti I SOCIAL BUTTONS STANNO NELL’HEADER.

Ricordo ancora le mille beghe con Alitalia (anche queste finite benissimo, grazie a un media team di buon livello) e infatti son stati costretti a spostare i social buttons nel footer, perchè sono andati ben oltre, hanno inserito nell’HEADER la SOCIAL CONNECTION. BRAVI!

alitalia

E potrei citare Telecom, sempre disponibilissima come Alitalia e con un social media team fra i più preparati in Italia. Anche a loro #nonnelasciopassareuna ma su Twitter mi hanno sempre risolto tutti i problemi. Infatti, I SOCIAL BUTTONS STANNO NELL’HEADER :)

Ieri vi parlavo di Fastweb che tiene I SOCIAL BUTTONS nel punto più estremo del footer, tanto da dover scrollar la pagina per individuarli. Bene, questo è il comportamento di Fastweb su Twitter, giudicate voi, il grado di socialità di questa azienda di cui sono cliente. #EPICFAIL

Immagine

Ergo, diffidate di tutte le aziende che mettono i SOCIAL BUTTONS nel footer, non sono social, fanno solo cosmesi sul loro sito.

Spaghetti social

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Sono cliente di Fastweb e ho provato a contattarli sui ‘social media’ per confrontarmi su un’offerta commerciale che non mi convince.

Il mio tweet è stato ignorato, nonostante il sollecito:

Immagine

e così anche per Facebook:

Nuova immagine

Devo aver chiesto qualcosa di ‘scomodo’. Mah!

Ora qui sul social web è tutto un pullulare di social media agency, vuoi vedere che non sanno che questo blogger #sborone sta scrivendo il suo quarto libro proprio sul Business Networking?

Avrò storie da raccontare e da far circolare.

 

 

Information overload

Ma ci avete mai pensato che molto probabilmente, in un solo minuto, oggi vengono ‘PRODOTTE’ più informazioni che in tutto il secolo precedente?

Ovvio che stiamo andando per intuizione e, per consolidare questo assunto, dobbiamo accettare il fatto che il social web sia  (dopo radio, tv e giornali) il quarto elemento portante dell’infrastruttura mainstream.

Credits immagine.

Il ritorno di Kim Dotcom con 50 Gb per tutti

Sto provando da pochi minuti Mega il nuovo servizio di cloud storage gestibile SOLO via browser e basato, finalmente, su HTML5 e su chiavi di cripto personali.

Quel ‘mattacchine’ di Kim Dotcom ci sta riprovando ………vi ricordate di Megaupload?

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Un paio di raccomandazioni: a) abbiate pazienza, è un po’ lento (server in Nuova Zelanada?) b) usate Chrome, lasciate stare gli altri browser.

Poi, se avete voglia, mi dite che ne pensate. 50 Gb sono un bocconcino prelibato che dovrebbe far rimodulare anche le offerte degli altri competitor…..sempre che non lo arrestino di nuovo :)

Enjoy

 

La condivisione su Twitter è solo Link Spraying?

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La condivisione sociale è una delle dinamiche che maggiormente influiscono sull’informazione e sul marketing in questo nuovo millennio.

Non mi soffermerò sul valore della condivisione, avendo elucubrato sul tema anche troppo in questi ultimi anni, piuttosto vorrei soffermarmi sulla differenza fra Content Curation e Link Sprayng che, grazie all’impetuoso sviluppo di Twitter, obbliga a circostanziare meglio i termini e gli ambiti suddetti.

Con la CONTENT CURATION non ci si limita a diffondere contenuti che, spesso in rete sono già stati condivisi da qualcun’altro, piuttosto si tende a SELEZIONARE i contenuti più pertinenti (a mano o con sistemi automatizzati) e ad inserirli nel circuito in cui si opera, accompagnandoli con un commento o un’appendice che aggiunga valore a quello già implicito nell’origine selezionato per la diffusione.

Con il LINK SPRAYNG (letteralmente spruzzare link) e più in particolare con Twitter, è difficile aggiungere valore all’originale perchè il timing, il livello di attenzione suscitabile e soprattutto la difficoltà di elaborare commenti e contributi in appendice, genera al massimo l’effetto retweet. Detto questo Twitter può essere considerato una fonte da inserire fra i primi step del work flow di Content Curation ma non è un servizio che si predispone alla selezione, alla cura e, soprattutto, all’aggiunta di valore.

L’abilità del curatore non è solo quella di trovare ‘tanta roba’ e twittarla. La vera abilità sta nel maturare un esperienza con le informazioni trovate e contestualizzarla all’interno di uno spazio limitato che non può essere solo Twitter.

Chiunque può scagliare frecce. Per trovare la scorciatoia migliore attraverso il bosco e, soprattutto per portare a tutti noi alla radura, ci vuole grande abilità e creatività‘.

Detto questo, è evidente che dovrebbe risultare più influente, anche a livello di marketing, chi cura e arricchisce l’informazione rispetto a chi la spruzza. My 2 cents.

Flipboard curation

Torno sull’argomento, e ci tornerò spesso in queste settimane.

Ho scoperto che, nella fase finale del flusso di Content Curation, se si utilizzano sistemi di lettura basati su aggregatori evoluti è possibile raffinare ulteriormente l’organizzazione delle informazioni, diminuendo ancora l’information overload, proprio nella fase di output.

In particolare io utilizzo molto Flipboard e condivido la metodologia più appropriata per questo strumento.

 

A) Dalla videata di lettura selezionare l’articolo da filtrare con la pressione di un dito.

flipboardA

 

B) Una volta selezionato, posizionarsi sull’elemento autore/provider della notizia/post/articolo

flipboard2

C) Prendere la decisione più appropriata

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D) Avremo, comunque, sempre a disposizione un pannello per revocare i nostri filtri

flipboard curation

Buona curation a tutti :)