Feed reader, nulla sarà più come prima

img credits http://googlesystem.blogspot.it/

Pronti con i pop corn? Come promesso ieri su Twitter, post lunghissimo sul futuro dei lettori di feed.

Il 2 Luglio è più vicino di quanto sembri, dunque la settimana entrante sarà quella fondamentale per scegliere il sostituto di Google Reader, sovrano regnante e incontrastato leader dei lettori di feed RSS che, proprio quel giorno, lascerà il trono senza indicare successori.

Quali sono le funzioni che hanno reso insostituibile il re dei re dei lettori di Big G?

A) Gestione cloud e indipendenza dai client.
Questo è ciò che ormai viene riconosciuto come valore assoluto per poter gestire le proprie sottoscrizioni senza dover riempire la cache di un software, di un client di posta o peggio ancora di una cartella del proprio disco fisso.

B) Single Sign On
Chi non ha un account Google? Quanto è semplice accedere a Google Reader senza dover digitare login e password?

C) Organizzazione in cartelle
La vera forza di Google Reader è la tassonomia personalizzabile. Ognuno di noi negli anni ha taggato le proprie fonti per organizzare al meglio il proprio lavoro e questo ha creato una gestione molto comoda delle proprie sottoscrizioni a cui è difficile rinunciare

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D) Condivisione sociale
Molte funzioni già embedded e selezionabili, nonchè un linguaggio di scripting per aggiungere ulteriori condivisioni personalizzate

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E) Funzioni di publishing
Con possibilità di visualizzare pagine web o i widget o ancora blogroll personalizzati.

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F) Moltissime modalità di visualizzazione
Compatta, estesa, media, ecc.

G) Supporto di API per sviluppatori
Anche se mai sistematizzate, collezionate ed esposte per bene, le API di Google hanno permesso a migliaia di sviluppatori di creare applicazioni basate su Google Reader. (Vedi unofficial site: http://undoc.in/)

H) Notevole velocità
Il rendering sul browser (specialmente Chrome) è davvero performante al punto che, personalmente, leggo sempre i feed in visualizzazione estesa, immagini comprese.

I) Integrazione con Feedburner
e grande capacità di accettare tutti i vari protocolli con i quali vengono esposti i feed

L) Funzionalità statistiche

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M) Scorciatoie da tastiera per la lettura veloce.

e mille altre funzionalità che sarebbe paradossale elencare tutte ora che il servizio chiude ma che, nel tempo, ci hanno fatto amare questo servizio nei tempi in cui i tablet e i palmari non la facevano da padrone.

Perchè aggiungo questa considerazione? Perchè la variabile fondamentale per la decisione da intraprendere viene influenzata molto dalla predisposizione e dall’attenzione che dedichiamo alla ‘mobilità’ quando decidiamo di leggere, di diffondere o, meglio ancora, di curare i contenuti.

Dunque, in attesa del 2 Luglio abbiamo due alternative:

  • La prima è abbandonare il metodo pregresso basato sull’uso del browser desktop e accettare nuovi paradigmi e nuovi servizi (tornerò su questo argomento ma vi invito a leggere quello che scrivevo a Settembre dello scorso anno quando ancora non era stata annunciata la chiusura di Google Reader)
  • La seconda è cercare un clone di Google Reader per ritrovare tutte queste funzionalità, aggiungendo anche quelle mobili.

E partiamo dalla seconda. La guerra dei cloni che è appena cominciata, rilevando come molti di questi siano ‘browser centrici’ e pochi abbiano predisposto ANCHE una soluzione mobile come evoluzione del vecchio e morente Google Reader.

Ad oggi abbiamo una serie di competitor minori e alcuni Big che stanno scaldando i motori in attesa del 2 Luglio. Prenderò in esame solo quelli che permettono di importare le nostre precedenti iscrizioni su Google Reader, non potrebbe essere altrimenti. Non prendo nemmeno in considerazione il dover ricominciare tutto da capo riselezionando le fonti e censirò solo quelli che mantengono inalterate tutte, o quasi, le caratteristiche del vecchio Google Reader.

1) Inoreader https://inoreader.com/

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Un po’ lento nel refresh delle sottoscrizioni, spesso perde la sessione e si è costretti a reinserire le credenziali di accesso.
Ha un ottimo look and feel e permette di scegliere anche ‘themes’ diversi per una miglior personalizzazione. Dispone di un’ampia scelta di bottoni sociali per la condivisione e questo favorisce sicuramente chi fa attività di ‘link spraying‘.

2) The old reader http://theoldreader.com/

Old reader team

Localizzato in italiano, semplice ed intuitivo, integra la funzione ‘read it later’ con Pocket ma permette di condivider solo su Facebook. Per ovviare a ciò (come nel mio caso che indirizzo sempre il flusso di condivisione prima su Twitter) è necessario utilizzare un bookmarklet specifico. Resta comunque uno dei cloni migliori, dai quali non aspettarsi grandi evoluzioni perchè, come sottolineano i ragazzi che lo gestiscono: ‘As all of you probably know, The Old Reader is something that we do in our spare time, and obviously the amount of work we can do is heavily influenced by our day jobs, personal life, and air dates of our favorite TV shows. So while we usually are quite open about our plans, we prefer not to promise any release dates

3) Commafeed https://www.commafeed.com

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E’ quello che ad oggi preferisco. Fosse non altro per la sua interfaccia pulita e minimalista che mi ricorda il vecchio reader di Big G.
E’ un progetto open source ospitato su on GitHub. Espone in modo chiaro le API e la documentazione relativa e, se volete dare una mano per la traduzione, basta che vi tiriate su le maniche.

4) FeedBooster http://feeds.qsensei.com/

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Social login (anche OpenId), immediata importazione delle sottoscrizioni di Google Reader via ‘remote-login’ protetta SSL al proprio account di Google (attenzione se avete attivato la verifica in due passaggi su Google, dovete creare password specifica) o in alternativa con l’importazione del file OPML.

Molto veloce, visualizzazioni e filtri personalizzabili, social sharing e, soprattutto, la funzione molto comoda di ‘similar article search’.
Lo sto usando da un po’ ancora non mi convince del tutto ma è indubbiamente il migliore dal punto di vista dei filtri. Inoltre non ha nessuna pubblicità di disturbo che spesso intriga negli altri lettori con vista a ‘pannelli’.

Ammetto di averne provati anche altri, ma non mi dilungo nella lista dei cloni perchè vorrei approcciare anche altre analisi sul contesto prima di suggerire una scelta. Dunque, per i più curiosi, ci sono delle liste che girano in rete, una delle più curate sulle varie alternative a Google Reader è questa: http://t.co/omAAsMYhkB gestita in modalità crowd.

E ora veniamo a quelli che stanno scaldando i muscoli.

Digg ha promesso, già dal giorno dopo l’annuncio della chiusura di Google Reader, che avrebbe messo le sue truppe al lavoro. Per la precisione 5 dei suoi ingegneri che, con tanto di foto, ci stanno raccontando sul blog come va la vitaccia da quelle parti ma, ad oggi, non c’è nemmeno lo straccio di una beta.

Certo se si muove un colosso come Digg l’aspettativa è alta, anche se nelle ultime ore son stati bruciati dalla velocità di un altro big, ovvero AOL.

Il big dei big degli internet service and content provider, avrà pensato ai suoi 30 milioni di utenti orfani di un servizio ad alta fidelizzazione come Google Reader e dunque ha immediatamente lanciato la beta privata del suo reader: http://favorites.my.aol.com/ e domani la renderà disponibile al grande pubblico, comprese le API per gli sviluppatori.

Certo, i più attenti ricorderanno che ci provò anche 8 anni fa con esiti infausti, ma val la pena offrirgli un altra chance se questa addolcirà i nostri palati di consumatori di notizie in rete.

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Accertato ora che Facebook non si getterà nella mischia, l’altro grande competitor, cresciuto notevolmente approfittando degli spazi lasciati liberi proprio da Google Reader è Feedly che dopo aver vissuto sugli allori come estensione per i browser e applicazione mobile molto apprezzata, ha deciso di approfittare della chiusura di Google Reader per lanciare il suo servizio in cloud.

Qui siamo di fronte a un sistema ibrido e al tempo stesso complesso che, secondo me, non ha ancora raggiunto la maturità e rischia grosso proprio a ridosso dell’uscita annunciata dei due Big di cui sopra.

Ammetto che l’integrazione con le app mobile, la scelta di andare sul cloud e l’ibridazione fra il concetto di feed reader e digital magazine ha molte carte in regola per assicurarsi un ruolo nel mercato della content curation ma, ad oggi, mi sembra che ancora non si sia fissato uno schema maturo e originale tale da convogliare la maggior parte degli utenti verso questo mini ecosistema.

Mi lascia ancora perplesso la mancata sincronizzazione fra le letture cloud sul browser e quelle mobile. Non son mai riuscito ad ottenere la perfetta sincronizzazione e, in pratica, mi ritrovo a rileggere su mobile quello che ho già letto sul desktop.

Delle varie modalità di lettura sulla versione browser, sono obbligato ad utilizzare solo quella ‘full article’ per poter accedere ai bottoni sociali per la mia attività di spraying compulsivo :)

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Feedly resta comunque un servizio importante che sta occupando spazi interessanti in questo scenario ed è sicuramente un precursore nell’ibridazione fra i mondi desktop e mobile.

Dunque affrontiamo la seconda parte dell’analisi, quella che si svincola quasi totalmente dal browser e prende in considerazione un dato assoluto: oggi leggiamo molto di più in mobilità, curiamo le notizie in mobilità e spesso editiamo pure, sempre in condizioni di estrema mobilità.

Come dicevo, ne scrissi abbondantemente a Settembre dello scorso anno, per cui invito a rileggere quel post  integralmente per convenire o criticare (a seconda delle opinioni) sulle nuove modalità che, negli ultimi mesi, mi hanno spinto ad abbandonare sempre di più la curation via desktop e dunque via browser.

In questo panorama è indubbia la presenza ingombrante ma di enorme spessore di Flipboard che nella sua evoluzione ci ha consentito di diventare tutti ‘editor da divano’. Mi spiego meglio. Flipboard è nato come aggregatore visual e social per dispositivi mobili. Ha vissuto di gloria grazie alle inserzioni native che i provider di news precaricavano nel suo directory ma non ha mai nascosto di sfidare apertamente Google Reader usando le sue API e favorendo la cross authentication alle sottoscrizioni del lettore di reader.

All’inizio anch’io non ho dato peso a questa funzione perchè preferivo sfruttare nativamente le funzionalità e, soprattutto, le metodologie implicite di Flipboard che mi permettevano di agire secondo la logica ‘SOCIAL FIRST’. Ovvero, seguivo le fonti e le condivisioni dei miei social friend, dando grande spazio a ciò che proveniva da Twitter, Linkedin, ecc.

Poi mi son concentrato sulla nuova funzionalità riviste che considero una delle più entusiasmanti evoluzioni della Content Curation di sempre e ho fatto anch’io l’editore dal divano, attività che mi piace un sacco e che cercherò di espandere in futuro.

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Ma in questi giorni ho ripreso in considerazione l’offerta di Flipboard a migrare dentro il suo ecosistema le mie sottoscrizioni di Google Reeder.

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Dunque, ho reinserito le mie credenziali di Google Reader sugli account collegati a Flipboard e ho reimportato tutto li dentro.

Cosa farò ora? Non lo so, per un po’ manterrò la vecchia sottoscrizione nativa di Google Reader come un ‘pannello’ di Flipboard, poi è altamente probabile che sposterò le letture su riviste dedicate o semplicemente sui pannelli dei miei ‘social friends’, lasciandomi guidare dal solo flusso che ha ormai senso in questi ambiti: Io leggo quello che tu consigli, lo aggrego e lo condivido su altri canali o su riviste dedicate. That’s all!

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Se non vi piace Flipboard le stesse funzionalità è possibile attivarle, prima del 30 Giugno, anche su Pulse o Zite, due aggregatori mobili che ho citato nel più volte menzionato post  di Settembre scorso.

Alla fine di tutta questa disquisizione, nel caso vogliate tenervi ancora qualche giorno a disposizione per riflettere,  non dimenticate di salvare i vostri dati di Google Reader al sicuro. La procedura è molto semplice:  https://support.google.com/reader/answer/3028851

Prima di salutarvi, vi chiedo di non esitare a mandarmi altri link di lettori rss che non ho menzionato Se li scovate e si li ritenete utili, basta aggiungerli ai commenti.

Buona content curation a tutti e, come hanno ben enfatizzato sul blog di GOS, ricordatevi che ora ….. ‘ the playground is now open‘ …… potete giocarci tutti!

p.s. mentre chiudevo il post ho provato anche http://app.swayy.co/ una nuova applicazione desktop che misura la popolarità dei contenuti aggregati dalle fonti sociali. Enjoy.

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Il peggior programma frequent flyer è?

Non è difficile dai, potete dirlo a voce alta senza vergonarvi di dire la verità. E’ proprio il programma Millemiglia della nostra beneamata Alitalia.

Non son mai stato tenero con questa compagnia e il bestiario che raccolgo sui servizi on-line si popola delle loro perle ogni anno.

Quest’anno ho provato a spendere le 100.000 miglia che abbiamo accumulato io e mia moglie, ma non c’è stato nulla da fare. Son anni che provo a prenotare un volo con i biglietti premio e mi è andata bene solo un paio di volte, per rotte sconosciute e in periodi non proprio ‘feriali’.

Quando provi a dialogare con le centraliniste del servizio Millemiglia, e dopo ore e ore di tentativi a vuoto entri un po’ anche in confidenza e in sintonia, ti assale la rabbia del consumatore truffato.

L’altro giorno chiedevo a una di loro: ‘Ma non vi stressa questo modo di lavorare per tentativi andati a vuoto? Non potete chiedere un sistema informatico che vi permetta di vedere dove ci sono i posti liberi in modo da comunicarli agli abbonati al programma?’ Lei mi ha risposto: ‘Ha ragione, ma noi siamo pagati per darvi questo tipo di servizio che alla fine è una vera e propria lotteria‘.

Allora la situazione è questa, provando a fare un manualetto per i meno attenti e pazienti:

A) Scordatevi di scegliere la rotta del vostro viaggio con le soluzioni offerte da Skyscanner piuttosto che Opodo, ecc. Appena provate a comunicare quei dettagli che avete scovato in rete, l’operatrice vi dirà: ‘devo vedere la disponibilità sul mio terminale che non coincide e non interopera con quello che lei trova sul web‘. Misteri dell’interoperabilità e dei dati aperti :(

B) Provate a giocare a questa lotteria 11 mesi prima di partire per destinazioni intercontinentali. Questo è il momento migliore, altrimenti rassegnatevi, non c’è MAI un solo posto per i biglietti premio.

C) Da qual che ho capito ci sono al massimo due/tre posti ogni dieci voli per quella destinazione (parlo di SKYTEAM). Nel senso che se ci son 10 voli che partono da Roma, Milano, Amsterdam, Parigi, ecc. per New York in quella giornata, al massimo trovate due posti. Quindi è come vincere la lotteria.

D) L’anno scorso avevano provato a convertire le miglia in coupon ma anche li la regola è stata la stessa: pochi e fortunati. Gli altri ciccia.

E) Se scegliete rotte italiane e/o europee vi capita il paradosso che vi descrivo con due immagini.

1) Costo biglietto pieno per due persone a Madrid per il ponte di ognissanti al netto del prosciugamento di 50.000 miglia, ben 305 euro di sole tasse

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2) Alternativa senza programma frequent flyer solo 120 euro a testa per un totale di 240 Euro in due

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A questo punto potrei anche fermarmi qui e mandare Alitalia a quel paese (che è anche il mio) come son solito fare.

Devolverò le mie millemiglia nel Charity Program e mi metto il cuore in pace non prima di evidenziare un’altra schifezza. Qualcuno di voi lettori conosce il programma Points.com? Niente di male, non è molto conosciuto da noi ma è molto utile per trasferire punti accumulati fra le varie compagnie aeree da un programma all’altro.

Indovinate chi non aderisce a questo programma? Facile vero!

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UPDATE: Ho segnalato il post sulla loro bacheca e me lo hanno cancellato. Fantastico comportamento :(

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La sindrome del freno a mano

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Michele mi chiama in causa nel suo ultimo post e volentieri rispondo, approfittando per stendere alcune considerazioni molto personali e, purtroppo, molto negative.

Il suo slogan lo faccio mio: ‘ Valorizziamo per questa volta i disubbidienti, coloro che “sbaraccano la burocrazia”, coloro che hanno coraggio di innovare contro tutti. Premiamo coloro che sono stati degradati per le loro idee

…. e non potrebbe essere altrimenti, proprio perchè ne son convinto e con lui mi batto da anni (anche se con ruoli e responsabilità molto diverse) per aggregare una task force di innovatori disubbidienti.

Quello che proviamo a fare, a suggerire, a provocare e persino a premiare (se ci è concesso il ruolo in qualche occasione) ha sicuramente del fascino, dell’appeal e non nascondo che molto spesso ti gratifica con delle effimere pacche sulle spalle.

Son anni e anni che continuo a provocare e a raccogliere consensi da persone che si dimostrano affascinate da certe suggestioni poi, però, succede sempre la stessa cosa: scatta la sindrome del freno a mano!

Ho provato ad analizzare il perchè e ad adottare persino strategie diverse per ottenere risultati stabili ma, ogni volta, qualcuno ha tirato il freno a mano.

Succede quasi sempre così:

A) Il fascino del nuovo.

E’ indubbio che quando proponi qualcosa di nuovo che rompe schemi e convenzioni, tutti si lasciano affascinare. Beh non proprio tutti, gli scettici a prescindere ci sono sempre, ma credo sia un problema caratteriale.

Ho visto fior di manager e di decisori che al loro primo giorno di mandato ti chiamano e ti chiedono: ‘dai raccontami qualcosa di nuovo che spacca tutto, ….. dai dai che poi che lo facciamo‘. E per un po’ cavalcano l’idea e la sfida. Poi, pian piano, entrano nel girone infernale della contingenza, del quotidiano, del complesso, del compromissorio e cominciano a tirare il freno a mano.

B) Il ruolo

Qualcosa (quasi sempre qualcuno a dire il vero) gli fa capire che le rivoluzioni lasciano morti e feriti per strada ed è meglio aspettare, praticare la politica dei piccoli passi.

Cosa si giocano? Il ruolo ovviamente! Quando fai una rivoluzione, i ruoli son messi in discussione e questo crea grossissimi problemi a chi deve difendere per primo la sua posizione personale. Dunque gli stessi che consigliano prudenza, tatticismo e pragmatismo son quelli che per primi affidano al decisore la difesa del loro ruolo.

La gran parte delle leggi (tu lo sai bene Michele), son scritte dai tecnici. Ti sei mai chiesto perchè enunciano principi e non contengono alcuna soluzione?

Accettare incondizionatamente una sfida significa accettare il fatto che E’ POSSIBILE SBAGLIARE! Ma non in Italia. La nostra cultura manageriale si è arenata proprio su questo problema. Tutti i manager credono di essere bravi difendendo il loro ruolo dai possibili rischi. Ergo, stanno fermi e ricacciano indietro gli innovatori. E, soprattutto, congelano normative, regolamenti e leggi con tatticismi tesi solo a posticipare tutto. A rimandare a un successivo …… qualcosa!

C) Stallo

Ci son casi in cui, come dici tu Michele, qualcuno è stato persino degradato ma, nella maggior parte dei casi è molto peggio. Molto peggio.

Nella maggior parte dei casi vieni usato. Ti illudono di essere l’apriscatole e poi ti fanno apparire come il rompiscatole.

Questo genera lo stallo e il ritardo nell’accettare le sfide e il cambiamento.

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Caro Michele, anche a me affascina il nuovo e mi appassiona tutto quello che ancora deve accadere. Ma ciò non da certezze. I decisori e i manager preferiscono non rischiare, non sbagliare e ci mandano avanti a fare gli evangelisti per poi rinnegarci e ,  purtroppo sempre più spesso, sbeffeggiarci alle spalle.

Ora il tema che tu poni va ricondotto sui binari del possibile. E su questo ti do garanzia che faremo ogni sforzo per valutare con criteri diversi i progetti del premio eGov.

Sul resto delle mie considerazioni, purtroppo molto pessimistiche, non posso che manifestarti il mio disagio. Vivo un momento di grande sofferenza, non per me, sia chiaro, ho avuto dalla vita tante gioie e soprattutto migliaia di relazioni positive che mi hanno fatto crescere. Ho conosciuto molte fra le più belle teste del paese ma ho anche capito che devo spingere i miei figli ad andarsene al più presto. Tomasi di Lampedusa ci aveva fotografati talmente bene che quella fotografia, ahimè, non sbiadirà mai!

Un abbraccio

L’ Agenda Digitale nel loop della burocrazia italiana

Oggi ho scritto un editoriale su Pionero dopo la nomina di Caio e le consegueze, probabili…..

Buona lettura

Nelle ultime ore il dibattito sulla nomina di Francesco Caio si è acceso in rete e nei palazzi governativi e, alla luce delle ultime decisioni del CdM di stanotte, risulta difficile capire chi e come deciderà le sorti digitali di questo paese.

Nessuno ha messo minimamente in dubbio le competenze di Caio e nemmeno quelle dei collaboratori di cui si circonderà, piuttosto ci si chiede quale sarà il perimetro operativo alla luce degli affidamenti consegnati ad Agostino Ragosa, direttore dell’Agenzia per l’Italia digitale, dal governo precedente.

E’ indubbio che la formula: ‘a Caio le strategie, a Ragosa l’attuazione‘ non può funzionare. Entrambi, a buon titolo, si arrogano compiti strategici e Ragosa, ad oggi, ha già steso un ‘piano per la digitalizzazione del paese‘ concordandolo con le Regioni italiane con le quali ha stipulato già diversi accordi….(continua su Pionero)

Buon senso e vessazione

E’ vero, siamo vessati, indifesi e poco tutelati da leggi e regolamenti borbonici che non avrebbero alcun senso in un paese civile, responsabile e basato sulla fiducia reciproca.

Come sempre, uso il blog come ‘bestiario‘ per un altro racconto di vita e di ordinaria burocrazia.

Mio figlio di 13 anni, assieme ad altri tre compagni, è chiamato all’esperienza scout dell’ ‘uscita di squadriglia‘. Questi 4 ragazzini, in modo autonomo, senza capi scout, organizzano in modo autonomo l’evento in un’altra città. In questo caso si tratta di Padova, e seguono una serie di indicazioni per passare la notte assieme con i loro sacchi a pelo per condividere alcuni rituali formativi con lo spirito scout, ecc. ecc.. Non mi dilungo.

I 4 ragazzini sono di Mestre e il mio Riccardo, che è il più piccolo del gruppo, non è mai stato a Padova da solo. Ci mancherebbe, a quell’età di solito viaggia con i genitori anche all’interno della sua regione, e non solo.

Il giorno prima acquisto due biglietti chilometrici da validare alla salita. Lui condivide l’orario con gli altri tre ragazzi e l’avventura inizia. Non hanno cellulare, vivono la loro esperienza in autonomia, secondo le indicazioni ricevute dai loro capi, durante il periodo di formazione scoutistica.

Il giorno del rientro andiamo a prenderlo all’orario convenuto alla stazione di Mestre e Riccardo, visibilmente turbato, ci racconta che ha ricevuto una multa per mancata validazione del biglietto di ritorno.

Cosa è successo? Nulla di particolarmente trascendentale ma la sua inesperienza con le macchinette obliteratrici non gli ha consentito di timbrare con tranquillità in quanto il treno era già al binario e i 4 giovani scout rischiavano di perderlo.

A Mestre abbiamo provato a validare il biglietto assieme e ho capito la sua imbranataggine. Poverino lui inseriva il biglietto al centro della fessura e non a lato. Il biglietto chilometrico è di dimensioni ridotte e la fessura, invece, è progettata anche per i biglietti emessi allo sportello.

Che ci vuoi fare, un po’ deluso mi ha anche detto che all’inizio pensava bastasse passarlo davanti al rilevatore di QRCode che, invece, è li solo per cosmetica ma non ancora funzionante.

Veniamo al dunque.

Il controllore tale XXXXXXXX  XXXXXXXXX eleva contravvenzione al  ragazzino di 13 anni con il biglietto in mano e, ovviamente, senza dare ascolto e/o senso alle scusanti addotte dallo stesso e dai suoi compagni.

Ovvio che, alla luce di quanto accaduto, ho spiegato io a Riccardo che quando succedono questi accadimenti bisogna subito rivolgersi al capo treno. Ma a 13 anni non sapeva nulla di queste liturgie. Forse è colpa mia. Anzi lo è sicuramente.

Mi arriva dunque la lettera di Trenitalia che allego a questo post, sbiancando alcuni elementi per la privacy.

Ovvio che pagherò, anche perchè la lettera è minacciosa e vessatoria. Scaduti i termini si triplica, quadrupla l’importo e non c’è verso di addurre scusanti, i termini non vengono interrotti.

Dunque paghiamo e speriamo che il sig. XXXXXXXX  XXXXXXXXX e i suoi superiori facciano un piccolo esame di coscienza (nel caso ne abbiano ancora un po’ di riserva) leggendo questo post che, ovviamente segnalerò al loro URP, se esiste e sui loro social.

Tutto qua. Intanto paghiamo, anche perchè, per incassare quei miseri 35 euro a danno di un bambino, chissà quanta carta hanno prodotto e quante persone ci avranno lavorato per protocollare, raccogliere firme, stampare bollettini, ecc.

Ovvio che un pensiero va anche al sig. XXXXXXXX  XXXXXXXXX , ma lo tengo per me.

trenitaia   I social di Trenitalia:

e mettiamoci anche il ministero dei trasporti:

Disubbidiente

Svegliarsi ogni mattina con la voglia di reinventarsi.

Lasciarsi persuadere.

Essere tenaci, forti e resistenti, tanto ci sarà sempre chi ti denigra, chi ha preconcetti, chi ti vede come un pericolo.

Guardare avanti, credere a quello che vedi e soprattutto a quello che immagini.

Farti esaltare dalla passione, anche se sei circondato dall’inedia e dall’immobilismo.

Guardare i giovani, le loro ambizioni le loro speranze, la capacità di rischiare e i loro inevitabili errori.

Ascoltare gli altri, dargli importanza e appoggio.

Includere, contaminare, trasmettere esperienze positive per assoldare nuovi adepti nel partito del cambiamento.

Ignorare le frustrazioni, non mostrare invidia per il ruolo e l’ammontare del compenso.

Sbagliare, riprovare, sbagliare ancora perchè siamo umani e dunque fallibili.

Sorridere quando ti sbeffeggiano.

Relazionarsi sempre e beneficiare dalla conoscenza e dalla condivisione. Nutrirsi delle esperienze degli altri.

Non farsi prendere dal panico del fare per dimostrare.

Qualche volta spegnere il cervello. Anche se so che è difficile se, come me, sei un disubbidiente.

N.B. Poi ci son le meritate ferie :)

California Dreamin

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Lo rifacciamo un’altra volta? Si, lo rifacciamo! Oggi abbiamo acquistato i biglietti, dunque è fatta!

Ormai è diventata una vera passione, una droga, un vero rito e come ogni anno torniamo in America, questa volta solo in California.

L’anno scorso ci è piaciuto un sacco girovagare per il West e abbiamo lasciato il cuore in California, quindi quest’anno ci dedichiamo solo a questa zona del Pacifico.

24 giorni tutti da vivere e da gioire, da ferragosto in poi.

Come sempre i consigli sono i benvenuti!