La verità sta nel mezzo

Ieri sera mi viene spontaneo twittare quello che vedo in cameretta di mio figlio:

Insomma lo stavo semplicemente osservando mentre sfruttava il WiFi casalingo per gestire le sue relazioni con i compagni di classe.

Gli altri mezzi che lui e i suoi compagni utilizzavano erano forse Hangout o Skype o Viber (il primo che trovano utile e vantaggioso a loro sta bene) per vedersi, mostrare i quaderni e i libri sul loro tablet. La scenetta era divertente, tablet in multi-conference, si vedeva un compagno di classe che scriveva sul quaderno mentre la nonna gli massaggiava le spalle. Sulla scrivania un altro mezzo, ovvero il palmare con Whatsapp che gracchiava e distribuiva, le correzioni, le foto delle pagine del quaderno, in una sorta di mega chat di gruppo.

Il computer fisso, ieri sera, era il mezzo con il quale stavano correggendo testi e formule, chissà con quali strumenti. Irrilevante per quanto mi riguarda.

Tutto qui, usavano i mezzi e i servizi a disposizione. Come fanno gli studenti che seguono il mio corso universitario. Loro stanno dentro un gruppo chiuso di Facebook, dove condividono materiali, appuntamenti. Poi usano un’altro mezzo, che è WordPress, per un blog collettivo dove convergono poi con i loro i project work.

Insomma nessuno vuol significare nulla di strano, i mezzi ci sono per sviluppare collaborazione e conoscenza collettiva. Non serve reinventare la scuola o fare grandi piani per rivedere l’intero impianto del sistema formativo. Basta usare quello che c’è. Usare mezzi e servizi disponibili e gratuiti.

C’è un solo particolare, la maggior parte dei loro insegnanti è all’oscuro di tutto e non vogliono nemmeno provare a capire quello che sta succedendo.

Cose belle e cose brutte

Oggi il nuovo premier è passato qui vicino. H-Farm è un posto bello, abitato da gente bella e piena di energie. Un luogo di esperienza che produce nuova conoscenza, nuovo lavoro, educazione informale.

Oggi però è accaduta una roba brutta, bruttissima. Un vecchio e brutto metodo che va contro la democrazia del dibattito, del rispetto e della diversità di opinione. E c’è ancora chi la definisce ‘rete‘.

Il bello della rete è lo scambio, la condivisione. Il brutto della rete è l’espulsione, l’arroganza.

Bello e brutto, lo stesso giorno. La rete come mezzo.

Senza Computer – capitolo 3

Eccomi all’inizio del terzo capitolo dell’eBook: ‘senza computer‘. Come promesso, provo a buttar giù dei paragrafi solo al sabato e domenica e oggi ho iniziato la categoria: ‘lettura’

Enjoy

Immagine tratta da: http://www.salon.com/2010/04/05/ipad_for_readers/

Capitolo terzo: App per Leggere

Sgombriamo subito il campo da un equivoco. Siamo abituati a usare il browser per leggere il web ma, nell’ecosistema del nostro iPad, app come Safari o Chrome assumono un valore bassissimo pari quasi a zero. L’esperienza di lettura che si può ottenere con app alternative è strabiliante e soprattutto utilissima per ottenere risultati in grado di esaltare la nostra produttività.

Questo la dice lunga sulla mia considerazione riguardo alle web app e sull’amore che nutro per le app native, ovvero quelle che sfruttano al meglio l’hardware e l’usabilità del tablet di Apple.

Dunque iniziamo a leggere e partiamo ovviamente dalla lettura dei testi autoriali, ovvero libri, riviste, giornali ecc. considerando che dovremmo anche districarci non poco nella palude dei formati digitali.

a) I libri digitali

Partiamo dalla lettura off-line (ovvero quella che ci obbliga a scaricare il contenuto sul nostro tablet prima di leggerlo) prendendo subito in esame l’app che Apple ci fornisce a corredo.

iBooks è un vero e proprio ecosistema della lettura e ovviamente, oltre ad essere un lettore software (eReader) è anche il gestore del nostro catalogo di libri, nonchè strumento per gli acquisti dallo store di Apple.

Con iBooks è possibile anche leggere e catalogare i file di tipo PDF ma non è possibile leggere il formato MOBI utilizzato per gli eReader Kindle di Amazon.

La maggior parte degli editori quando pubblica un libro elettronico (eBook) si preoccupa di rilasciarlo nei due formati principali, ePub e MOBI appunto, in modo da garantirne la rivendita sia sullo store di Amazon che su quello di Apple che al momento sono i due principali. Volendo utilizzare lo store di Google o di Microsoft per acquistare libri, non ci sarà nessun problema con il nostro iPad, in quanto quest’ultimi vengono offerti anch’essi in formato ePub.

Lo standard di ePub si avvale infatti di un formato ‘aperto’ per i libri digitali. Esso consente, fra le innumerevoli funzionalità,  l’adattamento del testo e lo scorrimento automatico a dimensioni di schermo differenti, come ad esempio gli schermi di iPhone e iPad ma anche schermi di computer portatili o fissi.

MOBI invece è invece un formato proprietario sviluppato da Amazon e, nel caso volessimo leggere degli eBook distribuiti solamente in questo formato, siamo costretti a scaricare un app dedicata, ma gratuita, come Kindle per iPad.

Anche il formato PDF può, a buon titolo, rientrare fra i formati di eBook e, per fortuna, abbiamo visto che è compatibile con l’app nativa di Apple. Volendo però godere della miglior esperienza possibile per la lettura di un PDF è possibile installare l’app distribuita da Adobe: Adobe Reader

Con questa app possiamo leggere i PDF, organizzarli, condividerli su più dispositivi attraverso un account gratuito o convertirli in testo modificabile (World, Excel, ecc.) attraverso un account Adobe a pagamento.

L’app permette anche di personalizzare una firma da apporre ai nostri file PDF che aggiunge un tocco di personalità e di autenticità ad alcuni documenti. E’ vivamente consigliata, inoltre, quando si debbano compilare dei formulari (forms) predisposti in questo formato.

iBooks, invece, è il formato proprietario di Apple per i libri prodotti con iBooks Author (di solito libri scolastici o prodotti in forma indipendente) e può essere letto solamente con l’app iBooks di Apple, per fortuna la stessa che usiamo per leggere gli ePub.

Molti eBook (nei vari formati) sono protetti con DRM (Digital Rights Management), una tecnologia pensata per limitare le funzionalità (stampa, condivisione, numero di copie scaricabili, ecc.)

In particolare l’Adobe DRM è una tecnologia che fa letteralmente a pugni con Kindle e l’app iBooks, per cui per leggere questi formati è necessario dotarsi di un app dedicata, ovvero Bluefire Reader (per fortuna gratuita) alla quale associare il nostro Adobe Id.

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Vediamo ora dove procurarci libri gratuiti.

Direi di partire sicuramente dallo store di Apple e dalla sezione ‘Libri gratuiti’ accessibile attraverso la scorciatoia: Store -> PrimoPiano -> Libri Gratuiti

Qui troviamo centinaia di titoli a loro volta suddivisi in categorie, sfogliando le quali non è raro imbattersi in grandi classici come la Divina Commedia piuttosto che l’Amleto o l’Otello di Shakespeare. Questo succede anche negli altri store, come ad esempio quello di Amazon, perchè più di un milione di ebook sono ormai di ‘pubblico do-
minio’ e dunque liberi dal diritto d’autore e disponibili alla lettura da parte di tutti. Questo crea, però, un po’ di ridondanza in quanto ogni fornitore (come appunto Apple, Amazon, piuttosto che editori nazionali come ad esempio Mondadori o l’Espresso) tende a inserirli nel proprio catalogo nell’apposita sezione ‘libri gratuiti’, generando centinaia di versioni differenti solo nella copertina o nell’impaginazione ma con lo stesso identico contenuto.

A titolo di esempio cito il servizio de ‘I grandi romanzi – La Biblioteca dell’Espresso’, che attraverso un app dedicata nel 2011 ha messo a disposizione gratuitamente 15 grandi classici di pubblico dominio.

In questo caso si assiste a una forma ibrida dove l’editore, oltre al contenuto, mette a disposizione un app di lettura (eReader software) ingegnerizzata e brandizzata dallo stesso, magari con meno funzionalità ma sufficiente a garantire un esperienza di lettura elettronica utile per l’utente finale.

Un entusiasmante servizio gratuito di lettura è rappresentato da Scribd, un vero e proprio Social Network di autori che mettono a disposizione di tutti i loro lavori digitali.

Questo servizio è fortemente consigliato anche per chi vuol diventare autore di se stesso, infatti su Scribd è possibile pubblicare i propri lavori anche senza conoscere i trucchi e i formati dell’editoria digitale. Chiunque può inserire nella biblioteca di Scribd il proprio lavoro partendo da un elaborato in pdf, piuttosto che in formato doc o addirittura txt, ma sono supportati molti  altri formati come ovviamente epub, piuttosto che quelli delle presentazioni PowerPoint o Keynote.

Una volta caricato su Scribd sarà il servizio stesso a convertirlo in un ebook sfogliabile, dimensionabile e leggibile anche da iPad o altri apparati mobili.

L’autore, poi, potrà decidere se rendere il testo gratuito o a pagamento. Insomma self publishing per Dummies. Affronteremo con apposito capitolo questo tema, elencando altri servizi simili ma credo che imparare a conoscerne da subito uno che, per i nostri scopi, offre già milioni di testi da leggere con l’apposita app per iPad è un esperienza da non perdere assolutamente.

Un ulteriore aiuto per il reperimento di libri gratuiti ci viene offerto da Liber Liber la biblioteca on line del vecchio progetto Manunzio che offre centinaia di ePub liberamente scaricabili anche in lingua italiana (è buon uso lasciare una donazione simbolica di due euro al primo accesso per sostenere il progetto).

Il Progetto Gutenberg è probabilmente la biblioteca di pubblico dominio più completa a livello internazionale. Si trovano libri gratuiti in centinaia di lingue, compresa ovviamente la lingua italiana. E’ davvero il punto di partenza più interessante per arricchire la nostra libreria digitale con i grandi classici della letteratura mondiale. Supporta ovviamente ePub e, come nel caso di Liber Liber è consigliabile sfogliare il catalogo del progetto con il browser Safari in modo da accedere subito alla funzionalità ‘apri con iBooks’ che ci permette di scaricare il libro e collocarlo direttamente sullo scaffale di iBooks.

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Ovviamente un’accurata ricerca sul web con le voci ‘libri gratis’ o ‘ebook gratuiti’ apre un mondo di ulteriori possibilità.

Un altro modo interessante per procurarsi libri gratuiti è quello di proporsi come recensori per le case editrici di eBook. Lo si può fare in diversi modi, proponendosi come editor di un blog specializzato, oppure partecipando a iniziative come quelle proposte da SoloLibri.net che offre libri omaggio delle migliori case editrici disponibili ogni mese per la lettura nell’area riservata ai recensori del sito.

Per i libri a pagamento consiglio vivamente http://www.bookrepublic.it/ e http://www.ultimabooks.it/ entrambi ottimi store per qualità e cura del servizio.

Esistono poi centinaia di editori specializzati solo sui libri digitali che offrono spessissimo libri di autori emergenti a prezzi molti interessanti.

Cito ad esempio: http://40k.it/ o ancora http://www.goware-apps.com/ piuttosto che http://www.quintadicopertina.com/ o http://www.area51publishing.com/ e molti altri.

Insomma non ci sono scuse. Leggere digitale è facile, economico e soprattutto utile.

Girolimoni

a manfredi nino giro

 

La questione è semplicissima. A Facebook interessano i minorenni quelli che pubblicano i selfie con Instagram e che cazzeggiano su Whatsapp. Questi minorenni stanno scappando da Facebook e non da oggi.

Bisogna riprenderli, offrire loro delle caramelle (stickers) e coccolarli finchè diventeranno adulti e cominceranno a spendere soldi rimanendo dentro la grande casa di Zuckenberg.

Credo che mai come oggi la dichiarazione del giovane CEO appaia ridicola e offensiva: ‘questo accordo servirà a rendere il mondo più aperto e connesso‘. Buona la seconda, ma su più ‘aperto’ sarà bene che cominciamo a svegliarci presto e non accettare più caramelle dagli sconosciuti.

 

Senza computer – capitolo 2

Sabato e domenica riesco un po’ a lavoricchiare sull’operella digitale che gira attorno all’idea di produrre e divertirsi senza l’uso del PC.

Oggi ho concluso il capitolo 2 che si affaccia timidamente al mondo delle App. La prossima settimana dovrei dedicarmi alla prima delle categorie da analizzare, quelle di lettura per poi passare a quella di scrittura e via così finchè non scoppierà la primavera :)
Se leggendo questi primi capitoli riuscite a darmi spunti, indicazioni link, ecc. per me son oro che cola, perchè si sa, Nisciuno nasce imparato!

p.s. l’impaginazione qui, sul blog è grezza e approssimativa, il meglio verrà con la stesura finale su iBook!

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L’iPad ha già in dotazione un ottimo corredo di applicazioni per il suo sistema operativo (comunemente definite app) che consentono di affrontare diverse attività produttive di buon livello. Le cosiddette ‘built-in-apps’ sono state implementate recentemente da Apple con l’aggiunta delle due principali suite di produttività ludica (iLife) e professionale (iWork).

L’elenco completo e la descrizione di queste app è reperibile sul sito dedicato: http://www.apple.com/it/ipad-air/built-in-apps/ e ci consente di affrontare il tema partendo proprio da un analisi di quello che Apple stessa ci riserva e ci consiglia appena avviamo il nostro tablet e ci prepariamo a sfruttarlo al meglio.

L’ipad è un oggetto che si esalta con la connettività internet, per cui la prima coppia di applicazioni che elenchiamo è quella orientata alla gestione del web e dei suoi servizi e rappresentata da Safari e Mail:

Safari è il browser predefinito che eredita molte delle funzionalità presenti anche nelle versioni per sistemi operativi per pc. Tratteremo in seguito le app alternative a questo navigatore.

Mail è il gestore di posta elettronica già preconfigurato per gestire i più comuni account da Gmail, a Yahoo, passando per Hotmail sino a iCloud della stessa Apple o Exchange per i server aziendali forniti con tecnologia Microsoft.

Un altra categoria di app pre caricate è dedicata a foto, video e gestione complessiva delle immagini. E qui c’è già parecchia scelta:

Fotocamera è l’applicazione che governa la macchina fotografica (nome in codice iSight) con la quale è possibile scattare foto e registrare video direttamente dall’iPad.

Immagini è l’applicazione che permette di organizzare in forma semplice gli scatti eseguiti con l’applicazione Fotocamera e di applicare qualche miglioria minore come taglio, luminosità, ecc.

iPhoto è un vero e proprio gestore  professionale di immagini che permette la categorizzazione delle stese in librerie, album, etichette. Consente di aggiungere effetti professionali alle nostro foto e di creare splendidi album da stampare o condividere sul web.

Photo Booth è una piccola applicazione per scattare i cosiddetti ‘selfie’, ovvero autoritratti in posa ai quali è possibile applicare diversi effetti.

iMovie è l’app che permette di organizzare i video catturati con Fotocamera di effettuare trailer cinematografici con tanto di titoli e colonna sonora, nonchè effetti speciali che possono essere condivisi sul web con gli amici.

Sempre per quanto riguarda la categoria del puro divertimento Apple mette a disposizione altre app che assecondano le nostre passioni ludiche, ovvero:

GarageBand è l’app per i musicisti che vogliono creare, modificare, mixare e ascoltare musica con il tablet.

Musica permette l’ascolto di brani musicali e l’organizzazione in playlist.

Video che con i video fa esattamentequello che l’app Musica fa con la musica, garantendo organizzazione e massima qualità di fruizione.

Veniamo dunque alle ‘meta applicazioni’, ovvero app che rappresentano una vera e propria ibridazione fra eCommerce e player per la fruizione dei contenuti. Queste app sono l’essenza stessa del business di Apple dove i contenuti vengono proposti, certificati e rilasciati (in forma gratuita ma molto più spesso a pagamento) agli utenti che accettano di creare una posizione (account) sullo store di Apple e di fornire un riferimento per i pagamenti elettronici (generalmente con carta di credito o gift card pre acquistate):

iTunes Store è l’app dove si acquistano musica e video per il nostro tablet.

Game Center è invece l’app dove si possono acquisire i giochi.

Edicola rappresenta una vera e propria edicola virtuale dove è possibile acquistare e leggere quotidiani e riviste elettroniche.

iBooks è il negozio, nonchè lettore e gestore dei libri elettronici in formato ePub, iBooks e Pdf.

E veniamo dunque al tema della produttività vera e propria dove poter sfruttare al meglio il nostro iPad anche per il lavoro o per la gestione domestica. Qui Apple offre già pre caricate una serie di app di ‘Office Automation’ che nulla hanno da invidiare alle più famose applicazioni di casa Microsoft come Word, Excel o Power Point. Si tratta della suite iWork:

Pages è l’editore e lettore di testi che permette comodamente di elaborare file anche in formato .doc o docx.

Keynote fa esattamente, e a mio modo di vedere anche meglio, quello che fa Powerpoint, aggiungendo maggior cura, ed effetti grafici davvero stupefacenti che, per questa particolare categoria di app, sono sempre un notevole plus.

Numbers è, invece, il gestore di fogli di calcolo, cugino del famoso Excel.

Torneremo a considerare queste app più avanti nella trattazione di questo testo, in modo più approfondito, analizzandone tutte le funzionalità e confrontandole con quelle di terze parti sperando che, nel frattempo, anche la tanto annunciata suite di Microsoft per iPad venga presto rilasciata.

Ma la fornitura di applicazioni pre caricate da Apple sul nostro tablet non si ferma qui. Vanno infatti aggiunte una serie di ulteriori app che consentono di gestire meglio il tablet per tutti gli scopi della vita e delle relazionalità quotidiane.

Calendario gestisce tutte le nostre scadenze anche interfacciandosi con eventuali calendari in formato iCal come Gmail, Yahoo o Outlook, tanto per citare i più famosi.

Promemoria è forse una delle app meno evolute ma fa bene il suo lavoro e interopera molto bene con altre app come ad esempio, Contatti, Mappe e Calendario.

Note è un gestore si appunti molto comodo, veloce, intuitivo e no-frills (senza fronzoli inutili).

Mappe, a lungo criticata, è oggi molto migliorata e può all’occorrenza diventare un ottimo assistente vocale per i nostri spostamenti.

Orologio fa quel che dice, mettendo a disposizione fusi orari e sveglie programmabili.

Contatti gestisce la rubrica come su uno smartphone ma in questo caso ci viene utile per la messaggistica, la gestione della posta elettronica e il sistema di video chiamate di Apple.

Messaggi consente di inviare sms gratuiti a qualsiasi iPhone, iPad, iPod touch o Mac, di allegare foto e video, condividere link, posizioni e contatti a una singola persona o a gruppi di persone.

Facetime consente video chiamate (gratuite sotto copertura WiFi) sfruttando la fotocamera e il microfono del nostro iPad.

Siri è invece l’assistente personale che svolge compiti per nostro conto, impara a conoscere i nostri desideri ed evolve ogni volta che gli chiediamo aiuto.

E dunque eccoci arrivati quasi alla fine dell’analisi delle app pre caricate. Diciamo quasi, perchè manca proprio l’app che apre i confini al mondo fuori da Apple, ovvero a tutte quelle applicazioni sviluppate da aziende o individui che hanno deciso di arricchire le funzionalità e le potenzialità del nostro iPad.

Per poter accedere a questo mondo dobbiamo prendere confidenza con l’ultima delle app pre caricate, ovvero App Store.

App Store è il negozio virtuale dove solo le app rigorosamente controllate, verificate e testate da Apple vengono rilasciate per essere installate sul nostro tablet. Possono essere ovviamente gratuite ma molto spesso a pagamento perchè questo è il fulcro della cosiddetta ‘app economy’, ovvero il business che gravita attorno all’ecosistema di Apple.

L’accesso all’App Store avviene con le stesse credenziali usate per iTunes Store o per l’app Edicola e ovviamente si avvale dello stesso riferimento per i pagamenti elettronici che abbiamo fornito o che dobbiamo fornire per fare acquisti.

Una volta presa confidenza con l’App Store consiglio di scaricare, se le ritenete utili, delle ulteriori app di Apple che non vengono pre caricate in fase di installazione. La prima di queste è quella che ha reso famosi gli iPod e la fruizione delle trasmissioni radiofoniche, ovvero Podcast.

Podcast è dunque il gestore di trasmissioni audio e video ma anche di audiolibri o corsi di lingue, ma spazia per orizzonti che vanno dai corsi di cucina ai tutorial tecnologici fino ai racconti di viaggio e oltre.

iTunes U è un ibrido fra iBooks e Podcast tutto dedicato al mondo education. Di fatto ci permette di seguire interi corsi creati da prestigiose scuole e università e consente l’accesso al più grande catalogo online di contenuti didattici gratuiti.

Trova il mio Iphone è un app utilissima che permette di individuare qualsiasi apparato Apple (non solo iPhone) nel caso venga smarrito o rubato.

Trova i miei amici permette di condividere la posizione con famigliari o amici e sfruttare la localizzazione mostrando una mappa con il percorso utile per ricongiungersi.

Remote trasforma l’iPad in un telecomando per gestire la libreria di iTunes del nostro computer e dell’Apple TV.

Utility Airport è un gestore di reti Wifi (accesso, sicurezza, ecc.) per apparati come Airport Base Station, Airport Time Capsule, ecc.

Apple Store è invece l’app per fare acquisti diretti di materiale Apple, e non solo, riferita però principalmente a dispositivi hardware.

Arrivati a questo punto possiamo ben dire di non aver nemmeno iniziato l’avventura in quanto questo escursus iniziale ci è utile solo per poter confrontare le applicazioni pre installate con quell’universo di innumerevoli app che, fuori dal perimetro della produzione diretta di Apple, analizzeremo e catalogheremo in seguito per rendere l’esperienza d’uso sempre più ricca, utile e professionalmente all’altezza dello scopo primario che è quello di abbandonare definitivamente l’ingombrante computer.

Immagino e comprendo che la prima curiosità da soddisfare sia quella legata alla gratuità di moltissime applicazioni e dalla loro reperibilità.

Dunque partiamo da un paio di considerazioni. La prima è che molto spesso esistono applicazioni gratuite migliori di quelle a pagamento, la seconda è che spesso quelle a pagamento si possono ottenere gratuitamente. E vedremo come.

Il primo consiglio è quello di farsi una lunga passeggiata virtuale nei meandri dell’App Store per capirne il funzionamento e quei trucchetti disseminati lungo il percorso che permettono di districarsi al meglio nell’ampia disponibilità di app.

Va anche precisato da subito che solo una piccolissima percentuale di app, fra quelle presenti nell’immenso store, può essere considerata valida, produttiva e utile per gli utenti. Si stima che più dell’ 80% di tutte le app presenti nell’ App Store vengano completamente ignorate dagli utenti, incluse quelle gratuite.

Queste app vengono comunemente definite  ‘zombie app’ proprio perchè sembrano avere una vita e un’evoluzione che, però, gli utenti finali continuano ad ignorare.

Non sarebbe male, dunque, iniziare dalle ‘classifiche’ perchè rappresentano indubbiamente le tendenze ma anche l’interesse degli utenti alle app più gettonate che, probabilmente, sono anche quelle più usate e sperimentate dalla comunità come altamente produttive.

Un’altro approccio interessante è quello riferito alle ‘app correlate’, ovvero quei suggerimenti che appaiono quando ci si focalizza su un acquisto nello store. Spesso si riferiscono ad altre app che estendono le funzionalità di quella che stavamo per scaricare. Altre volte rappresentano una valida

alternativa. Dunque è sempre consigliato mordere il freno e leggere un po’ di commenti e valutazioni prima di scaricare una nuova app, non fosse altro per capire se fa proprio al caso nostro.

Consigliatissimo abbonarsi a siti specializzati in offerte o siti che sono veri e propri ‘monitor’ di app gratuite, ovvero quelle app che, per scelta di marketing dei loro produttori, diventano gratuite per un periodo di tempo molto limitato.

Per fare ciò consiglio di abbonarsi ai feed reader di questi siti (tratteremo il tema dei feed nell’apposito capitolo dedicato alla Content Curation) o di scaricare l’app associata che molto spesso accompagna questi servizi.

Fra i più interessanti, a puro titolo di esempio, consiglio: http://appadvice.com/ , http://appgratis.com/it http://www.tekiki.com/ e http://www.ispazio.net/ ma ovviamente ci sono molti altri servizi simili e basta cercare con un po’ con pazienza su Google e il gioco è fatto.

Fra le applicazioni per iPad specializzate in questa attività son da considerare App del Giorno (anche se un po’ troppo orientata ai giochi) o Free App Deal of the Day. Ma ovviamente anche qui basta cercare con un po’ di pazienza e se ne scoprono altre di interessanti.

Apple stessa regala, di tanto in tanto, delle applicazioni precedentemente a pagamento. Lo fa con una certa frequenza sotto le feste di Natale con il servizio ’12 giorni’, nei quali viene offerta un app gratuita al giorno, nel periodo compreso fra Natale e l’Epifania. Lo fa in modo più sporadico proponendo l’app della settimana sull’iTunes Store e ancora proponendo app temporaneamente gratuite scaricabili con un apposito codice dentro l’Apple Store che ricordo ancora, non è l’App Store, bensì il negozio virtuale dove si acquista generalmente hardware Apple.

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Seguendo i siti degli sviluppatori o i siti che recensiscono app, spesso si può incappare in un offerta temporanea di codici redeem, ovvero quelle sequenze di numeri che i proprietari/sviluppatori dell’app possono erogare agli utenti per far provare il loro prodotto senza dover aprire il portafoglio (leggasi carta di credito). Infatti, con questa modalità è possibile riscattare l’app semplicemente inserendo queste codifiche nell’apposita sezione “Utilizza Codice” che troviamo nell’App Store.

Per fare ciò bisogna scorrere verso il basso la videata della nostra app di App Store fino ad individuare l’apposita sezione dove inserire il codice.

Spesso, comunque, molte app interessanti per la nostra produttività non sono rilasciate nello store italiano di Apple in quanto destinate  al mercato USA o Britannico in primis.

Anche qui non ci dobbiamo scoraggiare, ma armare di un po’ di pazienza. Basta infatti crearsi un’ulteriore account, preferibilmente con un’altra posizione di email, e associarlo ad una carta di debito, a un account paypal o addirittura a nessun account, in quanto se decidiamo di scaricare app dal mercato estero solamente per la categoria ‘gratuite’, sarà sufficiente seguire questa guida abbastanza esaustiva.

Per finire diamo un’occhiata anche alle app per il nostro iPad che vengono sviluppate e gestite dalla comunità Open Source

Un primo elenco è a disposizione su Wikipedia mentre un’altro forse più scientifico è accessibile sul sito di Freesmug.

A questo punto abbiamo a disposizione una serie di indicazioni utili per equipaggiare il nostro iPad con le migliori applicazioni disponibili che, nel proseguo della trattazione, esamineremo nel dettaglio, suddivise per categoria e per capacità di dare valore al nostro tempo e alla nostra produttività, sia individuale che collettiva privilegiando, laddove è possibile, quelle gratuite.

Il Valentino

Quando si parla di corsi e ricorsi storici sarebbe forse il caso di guardare meglio al passato per capire di che stoffa siamo fatti noi italiani.

Il duca del Valentinois, al secolo Cesare Borgia, era uomo spietato nel disegnare congiure e nel tessere alleanze che disfaceva e ricuciva a piacimento. Aveva l’abilità di attrarre a se i poteri forti e di servirli e, ovviamente, era benedetto dal papa che, per puro caso, era suo padre.

Alcune tratti distintivi: cattolico, si dice che fece fuori il fratello (per i maliziosi che chissà cosa vogliono leggere fra le mie righe, assicuro che il fratello non si chiamava Enrico). Si dice fosse molto fortunato e che amasse il modernismo in modo esagerato al punto di servirsi di Leonardo Da Vinci per le sue macchine da guerra (il meglio della ricerca e innovazione di allora). Visse e studiò in Toscana, ma il suo potere e la sua grandezza si affermarono a Roma.

In Toscana il trattato di Machiavelli, il Principe, è molto letto dai politici, di destra e di sinistra. E’ una specie di compendio, di iniziazione, di riferimento costante per chi vuol governare. Ovviamente sapete già tutti chi ispirò Macchiavelli, vero?

Secondo Machiavelli, il Principe deve usare tutte le astuzie volte al raggiungimento e al mantenimento del potere, adottando anche atteggiamenti che si discostano dalla giusta morale/etica.  Il principe, quindi, può comportarsi anche con aggressività e crudeltà.

Senza computer: Capitolo introduttivo

Ho terminato il capitolo introduttivo che avevo iniziato ieri. I prossimi giorni inizio la categorizzazione delle app più produttive Stay Tuned!

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Detto questo possiamo ora concentrarci su quale iPad acquistare, partendo da una considerazione non banale. Anche la prima generazione di tablet della mela, risalente ormai al gennaio 2010, ha rappresentato un un prodotto di grandissima qualità che, ancor oggi, sembra non risentire degli anni e permette di svolgere molteplici funzioni in modo esemplare, mantenendo un buon rapporto qualità prezzo nel caso si decida di acquistarlo al mercato dell’usato.

Se consideriamo i formati oggi presenti sul mercato, esistono solo 2 versioni di iPad, quello da 9,7 pollici e quello da 7,9 pollici. Da mesi i rumors annunciano che presto uscirà anche un nuovo iPad da 12,9 pollici ma, sinora, non è dato di sapere se ciò è vero e nemmeno quando verrà annunciato questo ipotetico lancio.

Lasciamo perdere per ora le considerazioni tecnologiche e concentriamoci sul nostro obiettivo, ovvero abbandonare il personal computer.

Proprio questa considerazione ci porterebbe ad auspicare un prodotto più vicino alle attuali dimensioni dei computer portatili (11 o 13 pollici) ma, seguendo questa logica, ci allontaneremo sensibilmente dall’esperienza utente indotta dal formato originale dell’iPad per ricercare un improbabile sostituto che mantenga la stessa esperienza utente del computer portatile a cui siamo abituati e affezionati.

L’iPad è un prodotto rivoluzionario, a metà strada esatta fra il computer portatile e lo smartphone e con destinazioni d’uso inimmaginabili quando è stato presentato solamente pochi anni fa.

Oggi lo troviamo incastonato nei tavolini dei ristoranti, in mano ai piloti degli aerei, sulla plancia delle nostre automobili e in altri innumerevoli luoghi e situazioni.

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La sua versatilità e multidisciplinarietà può risultare sconvolgente e persino imbarazzante se confrontata con quella di un recente computer portatile.

Il minimo ingombro, il peso estremamente contenuto, la velocità di accensione e spegnimento e soprattutto l’assenza di tastiera fisica sono gli elementi che lo rendono unico e incomparabile con i predecessori laptop o netpc, destinati ormai all’oblio.

Personalmente consiglio di prendere in considerazione l’acquisto di una versione da 9,7 pollici, motivando l’esperienza acquisita e confrontata con il modello più piccolo. Vedere un film, scrivere una relazione o semplicemente collegarsi in remoto alle applicazioni aziendali è un esperienza che con il modello da 7,9 può indurre frustrazioni.

L’iPad mini è un oggetto comodissimo e molto pratico per innumerevoli occasioni e situazioni ma proprio perchè questo testo vuol esaltare al massimo le capacità ‘produttive‘ del tablet di casa Apple, mi permetto di sostenere che talvolta queste vengono meno per le ridotte dimensioni del modello più piccolo di casa Apple.

Il Mini per certi aspetti è più utile per un uso ‘fruitivo‘ dove esalta tutte le sue qualità. Concentriamoci dunque sul modello base e soprattutto sulle applicazioni che ci permetteranno di essere estremamente efficaci, rapidi e soprattutto produttivi.

Un ultima raccomandazione prima di passare alle tanto sospirate applicazioni. Se per caso e per sfortuna dovete portare in riparazione il vostro iPad, oltre al canale diretto di Apple o ai servizi professionali come ad esempio iRiparo, prendete pure in considerazione il ‘mercato parallelo’ (quello cinese per capirsi) ma fatelo con grano salis, ricordando l’antico proverbio: ‘chi più spende meno spende’.