Dedicato a Marianna Madia e allo scivolo

Ecco cosa intendo per patto generazionale e opportunità di scivolo …… #daje

p.s. son due paginette, poca roba, ma tosta :)

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La mia lettera a Renzi e Madia

Sicuramente qualcuno non ha capito. Sicuramente qualcuno non è d’accordo. Sicuramente qualcuno mi starà dando del pazzo, ma ne sono abituatissimo, non c’è problema.

Il tema vero è che per anni abbiamo vissuto questi eventi in cravatta, ingessati, autoreferenti, noiosi, insomma pieni di ragnatele e perfettamente consapevoli di esser parte di una liturgia assurda.

Quest’anno #FPA14 è stato anche divertimento, tanti sorrisi, e un po’ di sano cazzeggio.

Per chi lavora in questo ambiente borbonico, incazzandosi tutti i giorni per la lentezza, per la regolamentazione, per l’ossessione delle regole e della burocrazia un #sefliepa può essere un modo ingenuo per innovare e semplificare, soprattutto le relazioni.

 

Riforma non è cosmetica

Un grandissimo Gianni, con il quale mi trovo spesso in armonia ed affinità elettiva (fede calcistica esclusa), oggi richiama all’ordine sul concetto di RIFORMA:

‘….. riforma significa assegnazione di una nuova forma, una presa d’atto che modifica in modo importante un soggetto assegnandoli una forma nuova, una nuova immagine, anche molto differente dalla precedente

da non confondersi con mere operazioni di facciata, ovvero …

operazioni di restyling, in cui il cambiamento, la trasformazione, è risultato minimo, a volte invisibile, rispetto la dimensione totale dell’oggetto.

Detto questo, avevo pensato di scrivere un post articolato sul perchè NON SCRIVERO’ una sola parola sulla riforma della PA voluta dal duo Renzi/Madia e non invierò nessuna mail di proposta a rivoluzione@governo.it

Cari Ministri, lasciateci in pace, fate politica, assegnatevi sedie e prebende, continuate a fare cosmetica, assegnate e riassegnate incarichi inutili a fantomatici consulenti/rivoluzionari.

Ma lasciate a noi riformare la PA giorno dopo giorno, subendo tutto quello che stiamo subendo e rischiando in prima persona per ogni lotta, rifiuto o cambiamento non concordato con i vertici.

Voi dedicatevi pure alla cosmetica che al resto ci pensiamo noi disubbidienti. As usual.

La grande bellezza

Domani inizia una tre giorni piuttosto tosta nella città eterna. Della grande bellezza resta ben poco da godere, perchè sarò quasi sempre in zona EUR.
Vi lascio un po’ di coordinate:

per contatti, incontri e cazzeggio, scrivete al mio Personal Assistant

 

Faccio cose

L’estate è alle porte e io faccio cose strane.

Adoro ascoltare una stazione radio di San Diego che, durante la scorsa estate, mi accompagnava sulla California State Route 1.

Il motto di Easy981 è :Relaxing, Refreshing Music. Insomma una stazione easy listening dal sud della California che mi fa star bene e sognare.

Purtroppo questa radio non trasmette fuori dai confini USA e così mi son dotato di un accesso VPN con TunnelBear che ho accoppiato alla fantastica Tunein su Ipad.

2014-05-19 19.57.15

p.s. Dear friends from Easy 98.1 San Diego, if you land here, what I ask is to open your streaming worldwide :)

Il social checkin è morto. Lunga vita al checkin di prossimità

yelp_and_foursquare

Ehi, se ti dico Brightkite che mi dici? E di Gowalla ti ricordi ancora?

Morti, defunti, eppure erano i precursori del social checkin. Anche l’italianissimo Mobnotes è morto e defunto.

Diciamo che alla fine ha vinto Foursquare, servizio che si è basato sulla pointification e sui badge (per dirla breve sulla gamification) conquistando milioni di sottoscrittori e una notevole truppa di finanziatori.

Nel tempo recente, due grossi competitor come Facebook e Google hanno inserito progressivamente nei loro palinsesti le funzioni di social checkin e pian piano hanno eroso utenti a Foursquare grazie al semplice vantaggio, per gli utenti, di non dover cambiare piattaforma per segnalare le loro attività georeferenziate.

Ma il vero colosso in questo panorama è Yelp che, in Italia, pochi si filano. Ho avuto la fortuna di usarlo molto nei miei viaggi in Nord America e vi assicuro che fa bene il suo sporco lavoro. Non c’è gamification, ma solo tanta utilità indotta dai commenti, dalle segnalazioni, dai tips, dalle esperienze. Insomma dai benefici per chi passerà ancora da quelle parti dopo di noi.

E’ curioso vedere come gli americani e i canadesi, prima di entrare in un locale, consultino sempre Yelp con il loro smartphone prima di prendere la decisione. Un po’ come siamo abituati a fare noi con Tripadvisor (altro competitor che ha integrato funzioni similari al social checkin) prima di prenotare una stanza d’albergo.

La competizione fra servizi e piattaforme e l’evoluzione nei comportamenti degli utenti, nonchè l’erosione di quote ingenti di mercato, ha indotto ora Foursquare a una discutibile scelta. Lo split!

In pratica, domani, verrà rilasciato Swarm: https://www.swarmapp.com/ L’obbiettivo? Da quel che ho capito Foursquare perderà le funzioni di gamification che verranno migrate su SWARM, mentre la vecchia app dovrebbe diventare il competitor di Yelp. Previsioni? Secondo me pessime.

Il motivo? Il gioco si fa duro e, fra l’altr entrano nel gioco anche i provider di mappe. Facebook sostiene una partnership con Bing (Microsoft), Apple integra Yelp nelle sue e Foursquare, per ora, utilizza Open Street Maps. Google, as usual, gioca tutto in casa! Inoltre, tutti questi player stanno immettendo sul mercato piattaforme di micro marketing, micropagamenti e rilevamento di prossimità. Dunque, allacciate le cinture.

Cosa succederà in futuro? Ovviamente non sono un mago, ma credo che tutti questi servizi convergeranno in una nuova modalità di fruizione basata sulla prossimità e sull’uso della sensoristica wearable.

Un mix di geolocalizzazione, marketing di prossimità, acquisto basato sull’esperienza e sui consigli, ma anche sul rilevamento dei gusti, degli indumenti indossati e della spesa contenuta nel sacchetto apposito :) E micro pagamento incluso, ovviamente. Paura?

Insomma, un po’ si. Non sarà necessario fare più il social checkin. Verremo rilevati e invitati a dire la nostra e, soprattutto, a comprare! Dunque queste piattaforme stanno evolvendo in veri e propri marketplace, lasciando a Swarm il compito di farci ancora giocare. Per quanto tempo?

Sexiness

(credits: http://www.forbes.com/fdc/welcome_mjx.shtml)

Un analisi di Marcus Wohlsen su Wired analizza il concetto di appeal che io amo definire con maggior enfasi: sexiness.

….. a mix of design and marketing smarts ….. aggiungendo anche che, l’approccio nerdistico: ‘my headphones sound better than yours‘, è decisamente perdente.

In questo caso il concetto è applicato alle cuffie Beats che, non saranno le migliori, ma vendono maledettamente di più delle concorrenti …. perchè piacciono e ti fan sentire bene.

Questo concetto è applicabile ovunque. Non me ne vogliano i nerd (sarebbe fin troppo facile scatenare un flame) ma spesso ciò che funziona meglio non è quello che vende di più.

Spesso ne parlo in aula con i miei studenti ed è difficile far capire loro come questo concetto sia ormai imprescindibile e spesso trainante. Un prodotto tecnologico, un servizio digitale, una soluzione software è tanto smart quanto è ruffiana. Poi facciamola anche funzionare bene, ci mancherebbe, ma prima accertiamoci che abbia mercato.

Un network molto personale

Fuga da Facebook, nausea da Whatsapp, dipendenza da Google, oppure semplicemente noia da SMS. A tutto c’è rimedio, a patto che al centro ci sia sempre il nostro insostituibile smartphone.  Between è l’app di coppia a tutto tondo. Difficile definirla una necessità. Difficile dire se il modello di business sarà sostenibile e/o troverà investitori. TechCrunch e Forbes dicono che in Asia sta spopolando ma, si sa, son così lontani. Io la sto usando da un po’ con la mia dolce metà e ….. vi saprò dire se si può vivere anche senza :)