hacking melanoma

Domani per tre giorni sarò a Capri per un hackathon scientifico/sociale sul melanoma.

Trovate un po’ di info qui: http://www.i3-dermoscopy.it/2015/10/26/perche-hacking-melanoma-nuovi-strumenti-per-la-lotta-al-melanoma/

Poi vi racconto. Ok?

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Il PC è già morto anche se non ve ne siete resi conto

Le ultime proiezioni sulla vendita di PC a livello wordwide sono terrificanti. Ormai il settore è in caduta libera e solo Apple tiene testa con le vendite dei Macbook che, secondo Gartner, porteranno ad un ulteriore incremento dell’1,5% delle vendite, rispetto all’anno precedente.

Anche i tablet soffrono cali fino al 12%. Terribile.

Cresce invece come sempre il mercato degli smartphone che ormai tira tutto il settore e lo costringe a investire in termini di ricerca quasi esclusivamente su tecnologie mobili.

Per primi lo capirono alla Apple quando iniziò il processo di convergenza fra IOs e MacOs. Il computer della mela per usabilità e approccio diventava sempre più simile al telefono di Cupertino. Il software come tramite: si parlava di APPizzazione di MacOs.

Microsoft arriva tardi. Sicuramente dopo Apple e Google ma con diverse cartucce ancora da sparare. La più importante sembra essere quella di continuum che potrebbe davvero segnare la morte del PC. Per sempre.

Non so che accrocchio servirà per far diventare il nostro telefono, all’occorrenza, un computer in tutto e per tutto, ma so che allora il suo destino sarà segnato. Ovvero lo useremo solo e soltanto quando ci servirà. Giudicate voi.

I giornalisti e le opinioni

Ieri pomeriggio ho acceso la radio in auto e dopo un po’ di zapping mi son soffermato su Rai Radio 1 dove la giornalista (???) Manuela Falcetti in pieno delirio di onnipotenza stava sentenziando sul caso Marino.

Son resistito solo 5 minuti perchè questa tribuna del popolo, più volte autodefinatasi giornalista non faceva altro che urlare sue opinioni, lasciando spazio pari a zero a suoi invitati che puntualmente interrompeva quando provavano a intervenire, fra l’altro continuamente sollecitati all’intervento e puntualmente inibiti e prevaricati dalla tribuna del popolo. A futura memoria rimane agli atti il podcast.

Un delirio con l’enfasi e i modi dell’altro tribuno, tale Cruciani che ormai da anni non ascolto ed evito come la peste. Conduttore anche questo definitosi giornalista (???) che non riesce a dialogare con nessuno senza prima insultarlo.

Ora che sia l’editore di Confindustria a scegliersi i tribuni che meglio crede ci sta, ma il servizio pubblico che scimmiotta la Zanzara proprio non mi è andato giù, e dunque, da vecchio polemico rompiballe consolidato e riconosciuto, mi son messo a begare su Twitter con Cruciani e con la Radio Rai.

Soffro la mancata esposizione dei fatti. Soffro l’assenza certa di dati, soffro la mancata esposizione di opinioni ponderate e soffro l’incapacità di ascolto che ogni buon giornalista deve avere.

Se questa è la deriva dell’informazione sempre più spesso ci sarà il cavetto del mio iPod attaccato alla radio dell’auto. Nel contempo, viva il Guardian e la ricerca della verità con i fatti e i numeri.