Il meno peggio

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Credo sia difficile non avere sentimenti e atteggiamenti che spesso contrastano e stridono rispetto a un valore assoluto come la libertà.

Libertà significa essere liberi di pensarla come si vuole, di scegliere o non scegliere una religione e di non finire ammazzati per mano di un invasato integralista.

Libertà significa potersi esprimere in piena tutela della privacy con chiunque si scelga come interlocutore, senza doverlo far sapere al grande fratello, alle agenzie governative e/o investigative di turno.

Libertà significa muoversi liberi e spensierati sotto l’occhio di mille telecamere che nelle grandi città tutelano anche la nostra sicurezza.

Libertà significa scegliere tutte le tecnologie possibili per stanare questi infami che minano alla nostra libertà.

Ma quando parliamo di libertà, parliamo della nostra o di quella collettiva? Perchè quando parliamo della nostra non siamo disposti a cedere nulla. Quando parliamo di quella collettiva spesso siamo anche disposti a cedere qualche pezzo importante della libertà stessa.

Ma la libertà collettiva è la somma delle libertà individuali. E spesso ce ne dimentichiamo.

Detto questo io sto con Tim Cook perchè una volta concessa una back-door sulle nostre libertà è difficile tornare indietro. E dico ancora che l’FBI ha tutti i potenti mezzi per scovare questi criminali senza mettere a repentaglio al privacy di mezzo pianeta.

 

 

 

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Il fact checking del ridicolo

  

Per dissertare su un fatto ridicolo come quello proposto dalla foto possiamo anche fare a meno del fact checking e limitarci a considerare la temperatura media a febbraio in una città del nord come Milano.

Peccato che l’onorevole (ooops cittadino portavoce) Toninelli ci consideri gonzi e bevitori di stupidità.

La vera domanda che mi faccio e alla quale non so dare risposta è la seguente: Ma che tipo di selezione viene fatta per la classe dirigente dei pentastellati?

#epicfail che oscurano il pur immenso Gasparri

L’infinito sta per finire

Alzi la mano chi non si è lasciato persuadere dalle offerte di ‘personal cloud storage’.

Il sottoscritto, in particolare, è un vero fanatico del celopiulunghismo cloud scatenato dalle oscene proposte dei provider:

  • unlimited
  • 1 Tb
  • referrall limited

In particolare con il sistema del referral ho scassato i maroni a tutti i miei follower per raggiungere le vette della disponibilità limite di ogni servizio.

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Infatti, su Copy della Barracuda avevo trasferito quasi un Tbyte di file video, mentre su Flickr di Yahoo quasi tutte le foto digitali.

Due notizie ora mi mettono letteralmente con il sedere per terra: Copy chiude. Amen. Flickr, forse.

Credo sia giusto riflettere, forse ripensare al modello e alla sostenibilità.

Immaginare che tutti gli utenti del pianeta aderiscano a soluzioni disk less per delegare lo storage personale a provider remoti sparsi sul pianeta o nello spazio intergalattico (ma anche sul fondo degli oceani), forse non ha senso.

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Immaginare che quelli grossi grossi come Google lo possano fare (Big G offre storage delle foto unlimited al prezzo della sola riduzione delle dimensioni/risoluzione) a determinate condizioni è forse più logico, anche se si tratta di compromesso.

Resta l’ipotesi di una bella NAS casalinga in raid (anzi due perchè bisognerà pur tutelarsi con un backup) magari connessa in rete per far vedere le foto e i filmini agli amici.

Infine, per i più cupi e maldisposti, forse val la pena considerare la tesi di Vint Cerf sul medioevo digitale, e tutti a casa con le orecchie basse.