Editore #viaggiautore

Tempo fa mi misi in testa di produrre da solo un piccolo eBook riferito a uno dei miei viaggi più belli: http://therouteus66.wordpress.com/

Sul blog dedicato ne esisteva già una versione ‘magazine’ sviluppata con Flipboard, ma quella che presento oggi, grazie soprattutto alle potenzialità offerte da iBooks author, permette di raccogliere anche alcuni elementi multimediali più ricchi (rich media).
Ho l’illusione dunque di aver aggiunto più valore al mio modello esperenziale di #viaggiautore (come direbbe l’amica Roberta). Il risultato è questa operella disponibile da oggi sullo store di Apple

Giudicate voi se valeva la pena spendersi per raccontare un’esperienza di viaggio che magari intriga solo il sottoscritto :)

Annunci

Come in una puntata di CSI

Ieri Gigi e famiglia hanno vissuto una avventura, diciamo così.
Lo abbiamo seguito con curiosità e un po’ di preoccupazione su Twitter (e Facebook) dove postava aggiornamenti e foto di quello che accadeva nel motel di KINGMAN (USA) dove si trovavano.

Come potete leggere sul Gazzettino in un pezzo a cura di @carlofelice Dalla Pasqua

KINGMAN (USA) – La polizia li ha svegliati ieri all’alba, li ha fatti uscire e li ha radunati per ore insieme agli altri clienti nella hall del motel in cui alloggiavano. Gianluigi Cogo, funzionario della Regione che vive a Mestre, la moglie e i due figli, hanno vissuto in diretta l’arresto di un sequestratore a Kingman, in Arizona, una delle tappe della loro vacanza statunitense. La polizia locale, aiutata anche da alcuni uomini di corpi speciali, ha circondato il motel e, utilizzando come base proprio la stanza di Cogo, è riuscita ad arrestare il 62enne Clifford Dale Roberts.

Cogo ha narrato la vicenda quasi minuto per minuto su Twitter, scattando anche alcune foto. Grazie al servizio di Storify, questi tweet sono stati riuniti per dare corpo a un racconto organico di quelle ore da incubo.

Ecco lo Storify, in attesa di sentire il racconto direttamente da Gigi, appena vorrà raccontarcelo:

[View the story “Dal nostro inviato ultraspeciale in Arizona” on Storify]

Dall’addetta all’innaffiamento del blog in assenza del proprietario, per ora è tutto.

UPDATE ne parla anche Veneziatoday

As usual

Come ogni anno, quanto programmo il viaggio estivo, chiedo pareri ai miei lettori.
L’altro giorno annunciavo l’idea di tour, e ringrazio chi ha commentato e chi mi ha scritto via email.

Oggi, avendo la certezza dei voli e del periodo scelto, sono a chiedere info su Chicago dove abbiamo pianificato 3/4 giorni prima di prendere la vecchia Route 66.

Dunque, alberghi principalmente, ma anche ristoranti e posti da non perdere.

Come sempre, grazie in anticipo.

Ossessionati dal TIP

In questo periodo di vacanza in Nord America ( live blogging sul blog dedicato: http://blog.gigicogo.it ) sto facendo nuovamente i conti con il famigerato “tip”.

Chiariamo subito che la consuetudine mi è nota, avendo spesso viaggiato da queste parti del pianeta. Si tratta di un extra, da corrispondere a fine pasto, relativo alla mancia, al servizio o al coperto (per intenderla come la vediamo noi) in quanto, specialmente negli Usa, i camerieri, i cuochi e i lavapiatti, non vengono stipendiati ma, da questo contributo, ricavano i loro emolumenti, o parte di questi.

In Canada è un po’ diverso perchè lo scontrino riporta anche altre voci che, spesso, arrivano fino a tre tipologie di tasse. Dunque, quando si legge un prezzo sul menù, bisogna sempre sommare queste tasse e il “tip” per fare un conto totale dell’ esborso.
Ma a quanto ammonta il “tip”(mancia)?
Bella domanda. Diciamo dal… al… fino al… Chiaro no?

Allora, andiamo con ordine e vediamo le convenzioni. Negli Usa si tende a stimarlo nell’ ordine del 20%, dunque a una cena di 50 dollari vanno sommati 10 dollari di tasse e 12 di mancia, più o meno. In Canada si va al 15% di mancia, ma le tasse incidono maggiormente.

Detto questo, è obbligatorio pagarlo? No, ma vale la regola di cui sopra e la consapevolezza che, se non lo si paga, il personale dipendente ci rimette, mentre il proprietario fa salvo il profitto, comunque, e il governo, con le tasse, pure.
C’è dunque un anello debole che va tutelato e, per fortuna, sulla ricevuta che viene consegnata a fine pasto, e persino su quella della carta di credito c’è lo spazio per indicare l’importo della mancia.

A dire il vero la convenzione tacita e non regolamentata, assegna al cliente la facoltà di esprimere la soddisfazione, deducendola dall’ importo del “tip” che si intende pagare. Diciamo che, negli Usa, 20% di mancia significa ottimo, 15% buono, 10% così, così e se…. no, non provatevi a non lasciarla, vi insultano.

Complichiamo ancora le cose. Ma se il pranzo fa schifo e non voglio pagar la mancia o la voglio ridurre al minimo, ci rimette il cameriere, non il proprietario. Simpatici vero?

Strani per noi europei. Davvero strani. In Canada, poi, c’è un’ altra consuetudine, quella di proporre il ” suggested tip”, con due voci: “minimum” e “suggested”.

I camerieri, per conquistarsi il massimo del “tip”, vi ronzano attorno tutta la durata della cena e vi fanno sorrisi, salamelecchi e profondono “enjoy” come piovesse. Poi (sempre in Canada), a fine pasto si agitano come dei forsennati per farvi pagare il tip e vi dicono anche (falsità) che il 15% è la percentuale consigliata dal governo. Ribadisco è una menzogna.

Dunque, ecco come ci tuteliamo quando arriva il cameriere agitato e sudato per riscuotere il suo “tip”:
a) decidiamo in autonomia la percentuale in base alla soddisfazione e al servizio ricevuto
b) non indichiamo l’importo nelle ricevute
c) non schiacciamo il tasto “add tip” sulle macchinette di riscossione carta di credito
d) paghiamo solo l’importo della cena, e delle tasse governative, con moneta elettronica
e) lasciamo la mancia in denaro contante.

Enjoy your meal :-)

Brambillaaaaaaaaaa!

In Agosto sarò in Canada e sto programmando il viaggio sul web, as usual.
Fra i tanti BELLIZZIMI siti turistici canadesi quello del New Brunswick mi sembra straordinario. Mette al centro dell’esperienza utente la composizione del viaggio “my trip”. Ogni scheda delle strutture ricettive, attrazioni o sottoinsiemi regionali, rimanda sempre ai siti esterni originali. C’è un grande mashup con i socialmedia, insomma Brambillaaaaaaaaaaaaaa. Sveglia.

Lo so che se non fate di mestiere gli operatori turistici, difficilmente ci darete uno sguardo, ma se vi capita, immaginate Italia.it, fatto in quel modo.

Canada

Hyannis e vecchi ricordi

Stiamo passando gli ultimi giorni di queste vacanze a Cape Cod, prima di spostarci a Newport e poi Mystic.
Qui ci siamo immersi in strane atmosfere. Saranno i ricordi dei Kennedy che proprio sulle spiaggie di Hyannis soggiornarono a lungo, saranno i surfisti. le baleniere, le lunghe spiaggie sabbiose dove ancora, alzando gli occhi, si vedono gli aerei con la pubblicita’ al traino.
Ed e’ cosi’ che mi son tornati alla mente i favolosi anni ’60 quando da ragazzino mi tuffavo assieme agli amici, alla rincorsa degli ambiti omaggi pubblicitari che venivano lanciati dagli aerei. Ha il vago ricirdo di un piccolo paracadute che trasportava una coda di tigre, ma non ricordo di piu’.

Italians in holiday

Di Salvatore Valerio

Cari amici, quest’oggi voglio allietarvi raccontandovi una storiella che ha per protagonisti una famiglia di vacanzieri italiani, un episodio che, potrebbe o… non potrebbe essere realmente avvenuto quest’estate in Scozia. Per ovvi motivi di riservatezza chiameremo il capofamiglia Gigi, la consorte Moglie e il figlio Riccardino.

Scenario: Mattino ore 08:30, strade della scozia. Direzione sud. La scritta, sull’edificio rialzato ad un piano di un bel blu elettrico. INTERNET POINT.

Gigi: Eccolo qui, era proprio come ci hanno indicato. Che fortuna, il parcheggio è libero.

Scesi dall’auto gigi, la moglie e riccardino entravano appostandosi sulle prime postazioni libere.

Mentre moglie e riccardino sbrigavano le loro cose Gigi si estraniava dal mondo analogico precipitando in un gorgo di pagine web.

Dopo una mezzora scarsa moglie e riccardo avendo sbrigato le loro poche faccende digitali si alzavano dalle postazioni e dicevano: gigi noi abbiamo terminato, vorremmo arrivare in orario ad Aberdeen per fare un giro in città e pranzare con tutto comodo.

Gigi, con lo sguardo rivolto allo schermo, semicatatonico, rispondendo come se quelle voci fossero lontane, lontanissime, alla fine di un lungo tunnel, rispose:  uhmm! Si…, certo…. Voi avviatevi … spedisco queste paia di mail … pago! E vi raggiungo!

…un paio di ere glaciali dopo, gigi, al sentire  per l’ennesima volta il suono di un clakson dal parcheggio prima ovattato poi…, sempre più vicino si disipnotizzava. Le pupille da completamente dilatate cominciavano a mettere a fuoco l’ambiente. Volgendo lo sguardo in basso a destra sullo schermo. Le 10:30. Un pensiero lieve e dolce “Ah! Come passa il tempo. Sembra che siano passati solo 5 minuti da quando sono entrato qui.”. CLIC! LE DIECIETRENTA! Clic! Uno sbattere di palpebre. Un aumento repentino della pressione sanguigna. Un reboot improvviso delle le funzioni cerebrali. “MIO DIO, GIA’ LE DIECI E TRENTA!” è tardissimo. Chi la sente mia moglie!

Gigi si precipita alla cassa passando un po’ scortesemente davanti nella fila e ad uno scozzese in kilt, una specie di frigorifero con braccia e gambe nerborute che, borbottava qualcosa sulla maleducazione dei turisti italiani.

Gigi: Sorry! But it’s late. My wife. Gigi pagato il servizio, usciva dalla porta e ringraziando il cielo scozzese che, anche in alta estate non dimenticava mai di far cadere la caratteristica pioggia scozzese, si infilava il cappuccio del suo giaccone da tifoso del Milan. Così bardato correva verso l’auto che aveva i vetri leggermente appannati.

Entrato come un fulmine dalla portiera destra dell’auto (in Inghilterra si tiene la sinistra mentre il posto di guida è a destra) e…, mettendo la mano sinistra sulla coscia della moglie, accarezzandola con vigore, dandole una gagliarda strizzata all’interno coscia – da maschio padrone – le diceva “allora cara, visto che non ci ho messo molto!”

In quello stesso momento lo scozzese, il nerboruto scozzese in kilt, quello che sembrava un  frigorifero con braccia e gambe, tutto paonazzo, sta fissando gigi  dalla porta dell’internet point con una espressione profondissimamente incazzata.

Ricambiando lo sguardo, gigi non riusciva a capire perché quel tipo sembrava avercela con lui. In fondo, che sarà stato mai. Si! Gli sono passato davanti ma…, ma che vuole questo!

Mentre gigi sta facendo questo pensiero. La persona di cui continua a massaggiare l’interno coscia aspirando profondissimamente l’aria, si scosta da gigi con uno sguardo di terrorizzato imbarazzo. Gigi  che fino a quel momento non aveva ancora guardato in volto la donna. Senza proferire parola si tolse con la mano destra il cappuccio dalla testa e girandosi a sinistra la guardò dal basso verso l’alto, sgranando gli occhi la guardò bene. Formulando i seguenti pensieri “Chi diavolo era quella donna e…, che ci faceva nella mia auto. E…, perché questa tipa si sta facendo massaggiare la coscia da me?”.

– Chiaramente non è la moglie di gigi –

Qualche metro più in là, in un auto del tutto simile a quella con cui gigi è arrivato, la moglie e il figlio riccardino, guardano…, guardano senza comprendere perché invece di entrare nella sua auto gigi si è scapicollato entrando nell’auto di quella donna.

Istanti di silenzio. Gigi guarda la donna…, la donna guarda gigi…, il frigorifero incazzato in kilt guarda tutti e due. Gigi guarda a destra e vede sua moglie e riccardino seduti dentro un’auto uguale alla sua. “Ma…, non capisco cosa stanno facendo là”. Gigi tutto assorto guarda davanti a sè lo scozzese incazzato. La donna guarda gigi ricambiata poi, volge lo sguardo alla mano sinistra che stava ancora massaggiando la coscia. Gigi guarda anche lui la sua mano poi, ritira fulmineamente la mano, come se, fosse rimasto scottato.

Il frigorifero scozzese incazzato, sempre tenendo gli occhi su di gigi – che non sà come vergognarsi – si avvicina a grandi passi all’auto. Si ferma a due metri dall’auto. Guardando da fuori il parabrezza volge nervosamente e interrogativamente lo sguardo a gigi e alla donna.

La moglie di gigi e il figlio hanno capito che qualcosa non và. Anzi hanno capito che…, mò ci scappano le mazzate. Lo scozzese è grande e grosso e si avvicina al lato del guidatore. I suoi occhi azzurro chiari lanciavano dardi fiammeggianti. Il suo collo già imponente si gonfia di vene. Mentre gigi dal metro e 90 che è, per l’imbarazzo, si sente alto un metro e venti. Sussurrando un “sorry. Mm… mistake. Big mistake!”.

Apre la porta dell’auto e sempre scusandosi con le mani aperte in segno di resa comincia a gesticolare. Indica la moglie che, nel frattempo allarmata ha aperto la portiera dell’auto e messo il piede sinistro a terra.

Gigi continua a scusarsi “Sorry. I… Misunderstundment. I am a tourist. – indicando la sua auto – My family…. We are Italians” poi indicando la donna nell’auto dello scozzese si allontana avvicinandosi alla propria vettura, tranne che per la presenza all’interno della moglie e del figlio, in tutto e per tutto identica all’altra auto.

In quello stesso momento, nel parcheggio entra un’auto della polizia scozzese dando un singolo colpo di sirena per farsi notare. Si ferma tra le due auto facendo da barriera tra lo scozzese e gigi.

Gigi sta lì imbambolato pensando “Di male in peggio! Ci voleva pure la polizia. Chissà in che casino mi sono andato a cacciare. Oggi mi arrestano!”.

L’agente di sinistra nella vettura, senza neppure scendere dalla macchina con parole secche ordina allo scozzese di salire in macchina e di allontanarsi. Lo scozzese, scocciato, torvo in volto, lestamente sale in macchina e si allontana.

Gigi volendo intavolare un colloquio con l’agente alla guida comincia con “goodmorning. Sir. I’m”.

L’agente alla guida “shut!!… You!…. Now!… Into your car! Quick!”

Gigi facendosi nelle spalle e con una vocina “but…, we are italians! We are tourist! We are innocent! It was only a misunderstand!”.

L’agente alla guida “Lo sò. Lo sò. Voi italians dite sempre così!”.  

Gigi: “Ma come? Lei parla italiano?!?”

L’agente alla guida facendo il saluto con la mano destra tesa “agente della polizia scozzese giggino esposito”.

“uè… uagliò _ rivolgendosi a gigi e alla moglie – pùr ccà c’amma fà canosce. Èh!

sempe a ffà burdell…. Tse! …ITALIANS!”.

e…, sgommando se ne andò lasciando basiti gli astanti che dopo qualche istante sono scoppiati in una gran risata.

 P.S. tutto quello che narrato in questo post è VERO. Tranne…, l’Inizio, la Fine e… quel che c’è nel mezzo. :-)))