Buoni ordinari del tesoro

Nella vulgata più diffusa i Bot sono i titoli di stato ma, ultimamente, nella mia filter bubble si è imposto il termine Bot (sarebbe meglio definirlo chatbot) come piccolo strumento di interazione uomo macchina. Un facilitatore (strumento software) che usa i sistemi di chat (Telegram in primis, ma non solo) per diffondere notizie, informazioni, dati, media, ecc.

Non tutti i Bot sono utili. Alcuni sono curiosi, altri vere cretinate. C’è persino uno store in piena regola: https://storebot.me/

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Ora se ne parla molto anche come ulteriore sviluppo e tendenza dell’ecosistema di Facebook (l’ultima developer conference ne è pregna) e pure Microsoft li vuol usare su Skype. Molti li definiscono una minaccia per Apple e Google, come se i Bot fossero dei veri e propri ammazza app.

Con i Bot potrai comprare la pizza, leggere il giornale, pagare Uber e informarti sul prossimo volo o semplicemente su quando arriverà l’autobus alla tua fermata.

Credo comunque che qualcosa di serio stia succedendo, o succederà, e mi riferisco a ciò guardando usi e costumi delle nuove generazioni.

Mentre noi vecchietti stiamo ancora su Facebook in un ottica di bacheca un po’ autoreferenziale e simil bloggante (molti di noi usano fan page o bacheche come i vecchi blog) i nostri figli fanno uso massiccio di chatroom su Whatsapp, Messenger e Telegram.

Qualcuno sa perfettamente che essendo loro i consumatori di domani, forse sarà necessario spostare su qui canali anche le offerte di contenuti e/o di merci.

Devo studiare meglio il fenomeno e prepararmi già una lezione supplementare per il corso di Social Media dell’anno prossimo. Sempre che di Social Media stiamo ancora parlando.

Vi manca Yahoo Live?

A me si, e molto.

Mi ricordo il giorno in cui fra i primi in Italia lo provavamo. Era il febbraio del 2008. Yahoo Live era davvero un bel servizio e noi sembravamo 5 bambini con il giocattolo nuovo!

Poi è stato chiuso, per sempre. Non era un business sostenibile da Yahoo in un momento di grossa difficoltà del gruppo.

Ora le cose son cambiate. Son passati tre anni e sembra un secolo. Skype annuncia un nuovo modo di comunicare in gruppo.

Non ho mai creduto nella videochiamata da telefono cellulare (il flop di 3 è stato gigantesco) e anche da telefono fisso non credo abbia l’appeal che ha sul monitor.

Se poi ci mettete un televisore, le cose cambiano davvero!

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Nuvole minacciose sull’Europa

L’asse franco tedesco non è che mi entusiasmi particolarmente:

clipped from online.wsj.com

DÜSSELDORF, Germany — Deutsche Telekom AG on Thursday said it may prevent its customers from using Skype on Apple Inc.’s iPhone.

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clipped from www.repubblica.it
La strada francese contro il p2p è fatta di liste nere e intese incrociate tra major e provider, una accordo definito "storico" da Sarkozy, che parla di "momento decisivo per l’arrivo di un internet civilizzato". L’inquilino dell’Eliseo, secondo i critici, usa gli stessi argomenti delle major: paragona gli atti di pirateria a dei "comportamenti medievali dove, con la scusa del digitale, ognuno può taccheggiare liberamente", e parla di "Far west di alta tecnologia", popolata di fuorilegge che possono "sottrarre le opere dell’ingegno senza farsi problemi o, peggio ancora, venderle nella più assoluta impunità. E sulle spalle di chi? Sulle spalle degli artisti".
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Skype per iPhone

Sembra, da rumors affidabili, che domani sarà finalmente la giornata dell’attesissimo lancio di Skype per il melafonino.

Vediamo subito le cose che non vanno, sulle altre c’è il solito tripudio di fan, quindi mi esento:

A) Non si potrà usare Skype sul melafonino con la rete 3G

B) Non si potranno inviare SMS

C) Non si potranno organizzare conf-call ma solo essere inseriti da altri contatti

Ho letto in giro (ovviamente sui vari fan mela blog) che la qualità sarà sicuramente miglior di quella di Nimbuzz e Fring. Mannaggia, come fanno a saperlo è un mistero!

p.s. Nimbuzz e Fring, comunque, permetteranno ancora dichiamare via skype anche in assenza di Wi-Fi